l'Iran avverte: «I nostri missili possono colpire i siti atomici israeliani»
[b]TEHERAN AVREBBE MISSILI CON RAGGIO 2000 KM, DUNQUE SUFFICIENTI A COLPIRE LO STATO EBRAICO
Nucleare, l'Iran avverte: «I nostri missili possono colpire i siti atomici israeliani»
Il comandante Mohammed Ali Jafari: «La nostra dottrina è difensiva, ma se il nemico agisce rispondiamo»
Guido Olimpio
04 marzo 2009(ultima modifica: 05 marzo 2009)[/b]
WASHINGTON – L’Iran è nervoso. Guarda con sospetto alle iniziative americane in Medio Oriente e reagisce nel suo stile. Mohammed Ali Jafari, comandante dei pasdaran, ha annunciato che i missili iraniani sono in grado di raggiungere i siti atomici israeliani. Un chiaro riferimento alla centrale nucleare di Dimona, nel Negev, e probabilmente alle basi militari dove potrebbero essere ospitati gli ordigni (circa 200) dell’arsenale israeliano. L’alto ufficiale ha quindi aggiunto: «La dottrina del nostro sistema è difensiva, ma nel caso di qualsiasi azione del nemico, incluso il regime sionista, noi risponderemo usando i missili».
RAGGIO DI DUEMILA CHILOMETRI – Secondo gli esperti, Teheran ha a sua disposizione missili con un raggio di circa 2000 chilometri, dunque sufficienti a colpire lo stato ebraico. Le parole di Jafari sono state precedute da una bordata di attacchi da parte della stessa Guida, l’imam Khamenei, e dal presidente Ahmadinejad. Soliti gli obiettivi: Israele, gli Stati Uniti. A Teheran temono che l’offensiva diplomatica lanciata dal presidente Obama possa creare problemi ed in particolare creare un cuneo tra l’Iran e l’alleato tattico siriano. La mossa di Washington di spedire due inviati speciali in Siria – come ha sottolineato il New York Times – ha anche questo obiettivo. Gli Stati Uniti sperano così di coinvolgere Damasco in un processo diplomatico che stabilizzi l’area. Un’offerta che Obama è pronto a rivolgere anche agli ayatollah ma che si scontra con l’ostacolo del programma atomico iraniano. Non è un caso che i dirigenti iraniani abbiano accolto con freddezza le aperture venute dagli Usa. Prima di accettare il dialogo vogliono capire quali saranno le conseguenze. E sperano che anche la Siria non si faccia sedurre. In un insolito messaggio rivolto a Damasco, gli esponenti iraniani hanno ammonito gli alleati: «State attenti ai trucchi».
Guido Olimpio
04 marzo 2009(ultima modifica: 05 marzo 2009)
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