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[b]Un articolo di Stefano Cataneo
Pubblicato il 05/07/09 da Una_via_per_Oriana[/b]

Nella regione israelopalestinese si combatte per un territorio, Israele, più piccolo di una regione italiana
So benissimo, che in questo momento i democratici iraniani hanno ben più gravi impegni.
Ma anche il dare una prospettiva di pace al medioriente può segnare una decisiva differenza con il regime teonazista.

Nella regione israelopalestinese si combatte per un territorio, Israele, più piccolo di una regione italiana.
Far convivere due popoli che si sono combattuti per novant'anni su un così minuscolo sito, sarebbe assurdo ingiusto ed impossibile. Però sarebbe altrettanto ingiusto ignorare che ai palestinesi è rimasta una zona che anche a causa della loro crescita demografica, è forse insufficiente.

Una soluzione sarebbe possibile doverosa ed auspicabile:
La comunità internazionale dovrebbe farsi carico di bonificare due pezzi di deserto in Sinai e Giordania.
Si risolverebbe finalmente il problema della terra ai palestinesi mentre giordani ed Egiziani verrebbero ripagati con la concessione ai propri cittadini di una parte del territorio bonificato.
Bonificare il deserto, non è ne impossibile, ne difficile. Bastano: capitali, la tecnologia israeliana, e nuovi sistemi di agricoltura.

In primo luogo, Occorre imprigionare l'acqua dei Wadi in laghetti (in Israele ne hanno fatti 97) e cisterne, monitorare e sfruttare razionalmente tutti i giacimenti d'acqua sotterranea.
Un sistema di pannelli solari permetterebbe di avere energia e laddove è geograficamente possibile, di elevare e dissalare l'acqua marina e quella delle falde salmastre.
(E secondo alcune teorie, un sistema di specchi riflettenti potrebbe essere usato per innalzare colonne d'aria e provocare piogge).
Dopodiché si metterebbero in opera impianti di irrigazione a goccia.
Ai bordi dell'area, Siepi di Casaurina andrebbero essere poste a frangivento per boschi di Laucena che arricchirebbero il suolo, fissando l'azoto arricchendolo di humus; e che inoltre fornirebbero legna.
Sottovento ai boschi si dovrebbero porre culture adatte agli aridi suoli, previlegiando quelle arbustive che richiederebbero molto meno acqua delle annuali, come ad esempio, lo Yahed, l'arbusto somalo che cresce nella sabbia. molte delle 45 speci di Prosopis, la tylosema esculentum, il guayule, lo jojoba. Come colture secondarie si potrebbero seminare azotofissatrici, come il fagiolo alato.
Ma soprattutto si dovrebbe proteggere queste colture dall'insolazione eccessiva con filari di alberi a foglia rada, che permettano alla giusta quantità di irradiazione luminosa di raggiungere il suolo, fornendo al contempo frutti, come l'Olivo ed il Carrubo.

In alternanza con le colture ed in tutta l'area circostante che verrebbe Savanizzata si farebbero pascoli per gli animali originari della zona ed ecocompatibili, come ad esempio gli Orici e gli Addax che dovranno sostituire nell'area gli animali di origine di altre zone e dannosi per quegli ardi suoli, come la pecora la capra la mucca.
Ma soprattutto, si dovrebbe sviluppare la ricerca: Il catasto teresiano indica che nel 1.754 in Lombardia si producevano dai 2,10 ai 6,30 quintali di grano per ettaro. Nel 1.875 si era passati a 10,6, nel 2004 a 60 quintali. Gli arbusti su citati sono ancora vergini al miglioramento per selezione (Senza contare le possibilità con la ricerca biogenetica), basterebbe un risultato della metà di quello lombardo per fare delle regioni bonificate delle ricche plaghe.

Da una simile operazione, gli israeliani ricaverebbero la pace ed una ricaduta tecnologica, oltre al miglioramento climatico per la presenza di vicine aree verdi. I palestinesi avrebbero un amplio territorio.
Egitto e Giordania, oltre al miglioramento climatico avrebbero una parte dell'area bonificata.
Per tutti gli stati delle zone desertiche si aprirebbe una nuova prospettiva per il futuro.
I democratici Iraniani, potrebbero proporsi al mondo come propulsori di pace facendosi ispiratori di questa iniziativa.

Stefano Cattaneo

 

2 Responses to GUERRA AL DESERTO PER LA PACE

  1. Admin scrive:

    Ps: Vorrei aggiungere che non vedrei motivo per cui i due o più territori debbano essere confinanti con Israele.
    L'Arabia Saudita, terra di origine dei palestinesi, solo per fare un esempio, di deserto ne avrebbe da vendere.

  2. Admin scrive:

    Mi sembra l'unica soluzione ragionevole:
    Anziché massacrarsi per l'oasi, allargarla.

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