[b]Da: Libero, 12 dicembre 2010

Berlusconi: Israele pensa all' atomica. L'analisi durante l'incontro con Gates.[/b]

ROMA – Se un giorno Israele dovesse capire che la sua stessa esistenza è messa irreparabilmente in pericolo dalla minaccia nucleare iraniana non esiterebbe a colpire per primo. E potrebbe farlo anche ricorrendo alla risorsa estrema, l'arma atomica. E' il 6 febbraio di quest'anno e il premier Silvio Berlusconi evoca in un colloquio con il segretario alla Difesa americano, Robert Gates, lo spettro dell'uso del nucleare in Medio Oriente. Sono le settimane in cui tra la comunità internazionale inizia a prevalere lo scetticismo sull'efficacia delle sanzioni per frenare l'escalation nucleare degli ayatollah. E il presidente del Consiglio è appena rientrato da una missione di tre giorni in Israele, dove ha incontrato i vertici dello stato ebraico con i quali il Cavaliere vanta una confidenza particolare (ricambiata) in qualità di "miglior amico di Israele in Europa". In Medio Oriente, Berlusconi ha sferrato un duro 'j'accusé contro il leader iraniano Mahmud Ahmadinejad, paragonato a Hitler, promettendo solennemente davanti alla Knesset (il parlamento israeliano) di impegnarsi per far comprendere anche agli altri leader europei la minaccia mortale che incombe su Israele. Dall'Iran piovono strali sul presidente del Consiglio e all'ambasciatore italiano a Teheran, Alberto Bradanini, viene trasmessa la protesta ufficiale del governo di Ahmadinejad per le parole del premier. Pochi giorni dopo il suo rientro in Italia comunque, a Roma arriva Gates. Berlusconi lo riceve a Palazzo Chigi. E al colloquio partecipa anche l'ambasciatore degli Stati Uniti, David Thorne.

Proprio dall'ambasciata americana di Via Veneto partirà di lì a breve per il Dipartimento di Stato di Washington un resoconto del colloquio, svelato dai file di WikiLeaks e riportato stanotte dal settimanale tedesco Der Spiegel. Secondo quanto emerge dal documento riservato, Berlusconi assicura al suo interlocutore che l'Italia è il "migliore amico degli Stati Uniti" e non nasconde il sospetto che il regime iraniano stia effettivamente lavorando in segreto alla bomba atomica. Ahmadinejad, avrebbe detto Berlusconi, "promette di annientare lo Stato israeliano" ed io sono preoccupato di un possibile attacco preventivo da parte del governo di Benyamin Netanyahu. E' a questo punto che il 'cable' diplomatico americano attribuisce al Cavaliere la seguente espressione: Israele "potrebbe attaccare, forse perfino con armi nucleari" (che Israele ufficialmente non possiede, ndr). "Nessuno – avrebbe aggiunto Berlusconi – nemmeno il presidente Obama, può fermare Israele se sente che la propria esistenza è minacciata". Non è una novità l'ipotesi di un attacco preventivo dello stato ebraico. Ma è la prima volta che viene evocata esplicitamente la possibilità di un ricorso all'arma nucleare.

Da parte sua comunque, Gates racconta a Berlusconi un aneddoto significativo su una missione aerea israeliana. Nel giugno 2008, i caccia con la stella di David sono arrivati fino alla Grecia, percorrendo 842 miglia. La distanza tra le basi aeree israeliane e il reattore nucleare iraniano, aggiunge senza fare commenti l'esponente Usa, è di 840 miglia. Nel documento, é lapidaria la descrizione della reazione del premier: "Berlusconi ha capito". Tutto questo avveniva otto mesi fa. La situazione, da allora, é cambiata poco. Ed oggi, in un'intervista alla Cnn, il ministro della Difesa israeliano Ehud Barak ha ribadito la 'dottrina' dello stato ebraico: per ora "la parola resta alla diplomazia" ma "tutte le opzioni", compresa quindi quella militare, "restano sul tavolo".

 

One Response to [b]Israele e l'atomica.[/b]

  1. Admin scrive:

    [size=14][color=#ff0066]
    [b] L'Italia è migliore amica di tutti!!!! Caspiterina…..
    Aveva proprio ragione Dante![/b][/color][/size]

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