Commento di Deborah Fait

Durante la sua visita di tre giorni in Iran e in altri paesi islamici, il primo ministro di Hamas Ismail Haniyeh ha definito Israele un cancro. Dove sta la notizia, vi chiederete! Infatti parlare di Israele come di un cancro, un corpo estraneo in metastasi che deturpa il luminoso mondo arabo/islamico e’ un leit motiv usato da sempre dai mafiosi mediorientali , da Arafat a Abu Mazen, da Haniyeh a Ahmadinejad e i suoi ayatollah.


Dovremmo essere abituati ma, personalmente, provo lo schifo di sempre, uno schifo antico non solo per l’odio che ci rovesciano addosso da decenni ma perche’ dilaga, attraversa i mari e gli oceani e arriva in occidente dove trova terreno fertile per evolversi e traformarsi in boicottaggio, in manifestazioni assurde, in cacciate dalle universita’ di relatori israeliani, in pericolo fisico per gli ebrei della gola’, della diaspora.
L’odio antisraeliano e’ diventato una professione, c’e’ chi vive di questo e ci mantiene la famiglia, e’ un sentimento tanto inspiegabile quanto spaventoso ma, attenzione, non nasce dall’amore per i palestinesi che tutto sono meno che oppressi da Israele, lo sono dai loro capomafia, dai loro dittatori.
La professione di odiatore di Israele nasce dalle ceneri di Auschwitz, dalle nostre ceneri, dal fumo dei camini. L’antico antisemita e’ diventato il moderno antisionista e il riciclo e’ stato quasi naturale in un mondo pronto a riceverlo. All’Occidente e ai paesi islamici non frega niente che i palestinesi non abbiano un paese, quello che non sopportano e’ che gli ebrei ne abbiano uno. Questo fatto li manda letteralmente in bestia, non solo non sono riusciti mai a eliminarci dalla faccia della terra ma non sono nemmeno stati capaci di impedire che sti stramaledetti giudei costruissero un paese dove vivere, con un esercito per difendersi, nella Terra avita, con capitale Gerusalemme. Un paese trasformato in un giardino dopo essere stato ridotto a deserto dalle varie conquiste islamiche, una democrazia, l’unica in questo Medioriente dove impazzano indisturbati assassini come Assad di Siria, gruppi terroristi islamisti come hamas, hezbollah, Fratelli Musulmani.
No, questo proprio non lo sopportano, sti ebrei che hanno sempre rotto le scatole al mondo colla loro voglia di liberta’, di rinnovamento , colla loro mania di studiare persino quando erano circondati da intere popolazioni analfabete che li inseguivano coi forconi e le spade, che li legavano sui roghi . Ebrei rompiscatole che da Abramo in poi hanno fatto solo rivoluzioni e rotto l’ordine costituito. Ebrei che da Assuero in poi tutti hanno cercato di eliminare senza riuscirci. Ebrei che, dopo una Shoah, solo tre anni dopo la Shoa’, miseri e straccioni, affamati e disperati, sono riusciti a fondare il loro paese seppur circondati e subito invasi dai nuovi persecutori arabi sostituitosi ai nazisti.
Tutto questo da un enorme fastidio al mondo che finge amore per gli arabi (quegli arabi arrivati in Israele da altri paesi e che hanno derubato, furbescamente, gli ebrei anche dell’appellativo di palestinesi) per meglio delegittimare, demonizzare, perseguitare Israele, la spina nel fianco, il cancro, la metastasi, la rabbia dei nostri tanti instancabili odiatori.
Gli arabi sono consapevoli dell’odio dell’occidente contro Israele, lo alimentano con la loro propaganda e con i loro finanziamenti miliardari devoluti dalla Lega Araba, maestra e organizzatrice dei peggiori movimenti antisionisti in Occidente.
Tra questi movimenti uno e’ molto importante e si rinnova tutti gli anni , e’ un appuntamento atteso colla bava alla bocca in America, Europa e nel mondo arabo in febbraio e marzo, si chiama Boicottaggio e Sanzioni contro Israele. Sono settimane di odio puro, odio che cola odio, odio che cola rabbia contro questi ebreacci brutti, sporchi e cattivi che hanno osato creare un paese tutto per loro.
Un paese per gli ebrei! Inaccettabile! Con che diritto lo hanno fatto, loro, gli eterni paria, gli eterni scacciati, con quale diritto hanno osato fondare un paese e chiamarlo addirittura Israele? Come tormentarli allora? Come ricordargli che Auschwitz e’ sempre la’, in agguato? Innamorandosi degli arabi e accusando i giudei di maltrattarli, di praticare l’apartheid, il genocidio, tutte simpatiche abitudini occidentali che da decenni si inventano contro di noi e ci rovesciano addosso per odiarci meglio e poter giustificare terrorismo e boicottaggio. L’ultima novita’, forse proprio in occasione delle prossime settimane dell’odio contro Israele che avranno inzio dal 20 febbraio, ecco che facebook elimina Israele dall’elenco delle Nazioni sostituendolo con Palestina: http://antisemitism.org.il/article/70021/facebook-replaces-israel-palestine Che dire, amici cari? Non ci sono piu’ tante parole da dire, sono anni ormai che ci ribelliamo a questo odio strisciante senza ottenere risultati. Mai potremo mettere fine a questa ostilita’ nei confronti di Israele.
Nessuno e’ riuscito in 2000 anni a porre fine all’odio contro gli ebrei. Nessuno potra’ far cessare l’odio contro il paese degli ebrei se non quando verra’ distrutto.
Agli ebrei, dopo 5000 anni di storia, e’ ancora negato, unico fra i popoli, il diritto di esistere. Agli ebrei, dopo 2000 anni di “L’anno prossimo a Gerusalemme”, viene ancora rifiutato il diritto di avere la propria Capitale storica. Ancora oggi e’ viva la convinzione che agli ebrei si puo’ far tutto tanto “quelli mica si vendicano”. No, non ci vendichiamo, anzi ci dispiace vedere come il mondo occidentale si dia la zappa sui piedi da solo pur di avere la liberta’ di odiarci.
Rifiutano la democrazia israeliana per offrire la schiena, indifesa dalla stupidita’, all’islam e al fondamentalismo.
L’Iran giura di volerci distruggere ma gli ebrei dal mondo continuano a gridare “l’anno prossimo a Gerusalemme” e a venire in Israele.
Chi la dura la vince e noi sono 5000 anni che duriamo.

Deborah Fait

                              http://www.informazionecorretta.it/main.php?sez=90

 

One Response to Chi la dura la vince

  1. Giuliano scrive:

    Non avevo ancora nove anni quando scoppiò la guerra dei sei giorni.
    Conservo un ricordo indelebile: alcune foto del settimanale Epoca, ritraenti una spianata del deserto del Sinai letteralmente coperta di scarpe e stivaletti appartenenti ai soldati dell’esercito Egiziano, che si erano tolti per scappare meglio dall’avanzata geniale e fulminante dell’esercito di questo piccolo ma determinato Stato,Israele, attaccato vilmente pure ai confini con Siria e Giordania.
    La mia ammirazione e stima verso Israele cominciò così, e maturò man mano con la mia crescita, studiando le opere di Primo Levi e le terribili vicissitudini legate alla Shoà.
    Entrando poi nel mondo del lavoro, mi è capitato di conoscere colleghi Italiani di religione Ebraica, così avendo modo di appurare quanto tenacia e professionalità, unite a capacità di visione non comune,siano caratteristiche peculiari e naturali proprie degli Ebrei tutti.
    Scrive bene la Dott.ssa Fait: l’odio antisrealiano è diventato una professione, e all’atteggiamento violento e persecutorio legato alla follia nazifascista, da tempo si è sostituito quello arabo-islamista.
    Israele è un baluardo di democrazia e libertà Occidentale, purtroppo spesso e volentieri dimenticato dai Paesi che dovrebbero dirsi suoi alleati, dove l’antisionismo è purtroppo ancora vivo e trendy ,circondato com’è da Paesi di basso profilo culturale avente come matrice un Islam troppo radicale e fanatico.
    Ritengo gli Ebrei a pieno diritto a casa loro, loro e non di altri, e li considero sempre Fratelli Maggiori il cui esempio ci dovrebbe aiutare a crescere.
    Forza piccolo ma grande Stato Israele, la simpatia mia e di tante brave persone semplici, è con Te e per sempre.
    Giuliano

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