Il nobel per la letteratura tedesco critica di nuovo Gerusalemme. Non poter criticare il Paese è “una nuova forma di antisemitismo”.

“Una potenza nucleare incontrollata”, una “forza di occupazione”.

Il Nobel per la letteratura tedesco, Gunter Grass, torna a scagliarsi contro Israele e lancia accuse molto precise contro Gerusalemme, in un’intervista alla radio pubblica Ndr.

Non è la prima volta che il romanziere si scaglia contro Israele. Lo aveva già fatto la primavera scorsa. E come risultato era stato dichiarato persona non gradita. Ma ancora una volta torna a sottolineare il furto di terre di un Paese che “ha sfrattato i residenti e li ha trattati come cittadini di seconda classe”.

Lo scrittore, che comunque si ritiene “amico di Israele”, ritiene che si “dovrebbe poterlo dire ad alta voce” e che doversi astenere dal criticare un Paese è “una nuova forma di antisemitismo”.

Da:IlGiornale.

 

4 Responses to Gunter Grass contro Israele: “Forza d’occupazione”.

  1. Laila scrive:

    Che cosa dovrebbe significare secondo Grass che “doversi astenere dal criticare un paese é una nuova forma di antisemitismo”?
    Questa frase non ha alcun senso! Se non sapessi che tante persone saranno d’accorso con lui, adesso mi farei una gran risata!

    • veronica scrive:

      Infatti non significa un tubo; deve aver fumato qualcosa prima o è la demenza senile.

      E meno male che si ritiene amico d’Israele!!! Pensa se non lo fosse(!), che razza di -altre- castronerie direbbe!!!!

  2. veronica scrive:

    Peccato che Israele non abbia ancora buttato una bella bomba atomica strategica su di te.

    • GuerreGiudaiche scrive:

      Avram è un genio. Prima di diventare Avraham è riuscito, da solo, a capire quanto fosse inutile accendere lumi ad infinite teorie di numi, sebbene che i caldei ribattano che sia necessario averne; e lui replica loro che se un nume è tale, potente al di sopra di tutto, allora ne basta solo uno. Ma i caldei non ne vogliono sapere, e Avram, allora, dice: tenetevi le vostre divinità, io me ne vado con l’unica mia, e statemi bene. Ma dove se ne va, Avram, a diventare Avraham? Se ne va lì, nella futura Eretz Yisrael. E perché proprio lì? Perchè lì si incrociano le linee commerciali europea, asiatica e africana: gli sarà sufficiente esigere il pedaggio, e senza la necessità di espandere il dominio conquistando territori adiacenti. Posto questo, il vero problema è quello di capire se, e quanto e come, l’intuizione della divnità unica sia stata o meno strumentale al possesso di quel terreno, di quella zona, là dove, di fatto, gli ebrei giungono come perfetti estranei.

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