di Roberto Bongiorni con un’analisi di Alberto NegriCronologia articolo 30 gennaio 2013

Un vero e proprio Raid contro Damasco che somiglia a una dichiarazione di guerra, un attacco preventivo contro un convoglio che trasportava armi, o forse, ipotesi che sembra remota, nulla?

La vicenda è ancora coperta dal mistero – come peraltro lo sono sempre i raid aerei israeliani contro i Paesi ostili – ma il rischio che il conflitto siriano coinvolga sempre più i Paesi vicini cresce con il passare dei mesi. I caccia israeliani avrebbero bombardato un presunto convoglio di armi al confine tra Siria e Libano, hanno riferito fonti occidentali rimaste anonime. Damasco, da parte sua, ha alzato il tiro: «I jet israeliani hanno violato il nostro spazio aereo all’alba di oggi e hanno effettuato un attacco diretto contro un centro di ricerche scientifiche per testare il nostro livello di difesa e resistenza nel distretto di Jimraya (nella periferia di Damasco, ndr) », ha dichiarato in un comunicato il comandante dell’esercito siriano citato dall’agenzia Sana, secondo cui potrebbero esserci delle vittime.

Quest’ultima è una dichiarazione che, se confermata, potrebbe estendere oltre-confine la guerra civile siriana. Come è prassi, le autorità militari israeliane si sono rinchiuse in un no comment. Ma il crescente stato di tensione In Israele suggerisce che qualcosa di serio sembra essere accaduto. La notizia del raid aereo israeliano In Siria è stata ripresa da tutte le televisioni del Paese.

Ma è difficile comprendere quale sia la versione più credibile. Perché la prima non è stata ancora scartata. A diffonderla è stata la France Presse citando fonti occidentali, pur anonime. E perché la propaganda siriana è nota per forzare i fatti, se non ricrearli a suo favore. «Le forze aeree israeliane hanno fatto saltare in aria un convoglio che aveva appena attraversato il confine dalla Siria verso il Libano», aveva dichiarato nel pomeriggio una fonte, rimasta anonima, alla France Press. Precisando: «Si stava dirigendo in Libano ma è stato colpito sul lato siriano del confine attorno alle 23.30». A confermare che qualcosa si stava muovendo nell’aria è stato un comunicato dell’esercito libanese sulle violazioni dello spazio aereo da parte dell’aviazione israeliana: 16 caccia in volo per tutta la giornata, fino alla mattina di mercoledì, ha precisato l’esercito.
Dal canto suo l’Unifil, la forza dell’Onu schierata nel sud del Libano al confine con Israele, ha riferito di non essere in grado di fare commenti su un presunto raid, confermando tuttavia «un gran numero di sorvoli israeliani» del territorio libanese nella giornata di ieri.

La guerra civile israeliana tra il regime del presidente Bashar al-Assad e l’opposizione armata sta seriamente preoccupando Israele. Perché chiunque prevarrà, sarà presumibilmente ostile a Israele. Lo conferma la sempre maggior presenza di gruppi armati radical islamisti, fino a formazioni vicine ad al Qaeda come Jabath al Nusra, che stanno combattendo a fianco dell’esercito siriano di liberazione ma sempre più spesso anche senza coordinamento. Anzi , per Israele probabilmente era più affidabile un nemico conosciuto e quindi prevedibile come Assad, piuttosto che un’opposizione frammentata, contaminata da imprevedibili frange salafite.

 

One Response to La Siria accusa: raid israeliano contro un centro di ricerca militare vicino a Damasco, vittime

  1. ferruccio barbieri scrive:

    Che fosse un convoglio militare od un centro di ricerche militari,meglio prevenire ! Quando dal libano sono stati lanciati più di 4000 razzi su Israele l’Occidente ,a parole filoisraeliano di fatto filoarabo, non ha certo fatto la voce grossa, nè ha convocato riunioni straordinarie all’ONU che ha dimostrato riconoscendo lo Stato Palestinese da che parte sta. Bene Israele

Set your Twitter account name in your settings to use the TwitterBar Section.