5 Responses to Corteo del 25 Aprile a Milano

  1. milan houses scrive:

    il 25 aprile è la festa che unisce l’Italia fatta di tante religioni, tante comunità, tante idee politiche diverse….

    http://www.milanhouses.com/

  2. Stefano scrive:

    Purtroppo da parte ebraica molte volte si concentra il discorso unicamente sul tema del nazismo, senza far caso all’obiezione degli antisionisti che affermano che il fatto di essere stati perseguitati dal nazismo, non da diritto di scacciare un popolo dalle sue case.
    A questa contestazione si può e si deve rispondere che il diritto ebraico su Israele resterebbe immutato anche se Hitler non fosse mai esistito, o se avesse avuto una particolare simpatia per gli ebrei. Per spiegare il perché di questo diritto, bisogna ribadire alcune incontestabili verità storiche purtroppo tenute nascoste dai media.
    Gli antisionisti affermano che:
    1) I palestinesi sarebbero addirittura gli abitanti della regione precedenti all’arrivo degli ebrei.
    Falso, il territorio era abitato dai Cananei, Nome col quale gli ebrei denominavano i Fenici. Costoro, non sono affatto scomparsi, né hanno abitato attorno ad Israele nella speranza di poterci tornare. Non solo; molti restarono in Israele, dove si assimilarono dopo una lotta religiosa che durò secoli, ma gli è restato il Libano, e inoltre hanno occupato molte colonie, in Sicilia, Sardegna, Spagna, oltre alla città di Cartagine. Annibale era un loro discendente. I loro attuali discendenti, sono i Maroniti del Libano, che non si sono mai sognati di rivendicare Israele.
    2) I palestinesi sarebbero discendenti dei Filistei.
    Non solo è falso, ma i Filistei arrivarono nella regione dopo gli Ebrei, facevano parte della federazione dei Popoli del Mare, che provenienti dall’Europa, avevano appena distrutto l’impero Ittita, e conquistato la Siria e L’Egitto. I Filistei si erano insediati nella striscia di Gaza, nella città Israeliana di Aschalon e sulla costa nord orientale del Sinai. In epoca romana si assimilarono con le altre popolazioni dell’impero. Delle altre popolazioni citate dalla Bibbia, Gli Amorrei e Gli Hittiti rappresentavano due grossi imperi che si contendevano la Cananea meridionale e che dovettero ritirarsi in seguito all’arrivo degli Ebrei e perché i primi furono sconfitti, ed i secondi distrutti dai Popoli Del Mare. I Gebusei facevano parte dei Cananei, I Perazziti si fusero con gli ebrei come pure gli Idumei che avendo una religione simile all’ebraismo, finirono col convertirsi ad esso durante il regno della dinastia Amorrea.
    3) Comunque sia andata in precedenza, gli ebrei hanno lasciato la regione nel 70dC.
    Falso. Nonostante che la brutale repressione romana avesse provocato fra le 600.000 e il 1.100.000 vittime, i deportati furono, secondo i dati di Giuseppe Flavio, solo 97.000. La maggioranza degli ebrei continuò e risiedere in Israele, e continuò a risiederci anche dopo che repressa la terza rivolta ebraica (con altre 600.000 vittime) i romani cambiarono in Aelia Capitolina il nome di Gerusalemme ed in Syria Palaestina il nome di Israele, tanto che attuarono un altra rivolta contro Gallo nel 351-52 e poi contro Eraclio nel 613-18 oltre all’appoggio dato alla seconda rivolta Samaritana contro Giustiniano nel 556.
    Solo Dopo la conquista araba nel 634-38 e soprattutto dopo la proibizione nel 690 degli occupanti arabi agli ebrei di lavorare a terra (provvedimento che diede origine alla diaspora di quegli ebrei che costituirono il primo nucleo degli Aschenaziti, gli ebrei (ed i Samaritani) da maggioranza divennero una minoranza nella propria patria, Comunque gli Arabi nel 900 furono cacciati dai Bizantini da Israele settentrionale, ed anche in Israele meridionale, quando furono cacciati dai Crociati, erano solo circa un quarto della popolazione. Solo a partire del 1187 cominciarono una riconquista militare della regione che si concluse con la vittoria sui cristiani nel 1291 e sui Mongoli nei primi decenni del milletrecento. Comunque, nella regione che nel 1500 venne occupata dai Turchi, gli islamici divennero maggioranza solo in tempi recenti.
    4) nel 1917 gli inglesi regalarono la palestina agli ebrei, passando sopra la testa degli arabi.
    In politica nessuno regala niente. Gli inglesi riconobbero il diritto ebraico sulla Siria meridionale per il contributo che gli ebrei davano alla guerra, con la partecipazione di diversi battaglioni che poi si fusero nella Legione Ebraica, che si distinse particolarmente nella battaglia di Gaza (Aver diffuso le foto del suo cimitero di guerra, potrebbe aver determinato la “condanna a morte” di Arrigoni)
    Gli arabi non mossero alcuna obiezione, e il 3 gennaio 1919, Faysal Hussein, comandante della Legione Araba, firmò con Chaim Weizmann in rappresentanza del popolo ebraico un trattato in base al quale, in cambio del riconoscimento a Faysal del titolo di re di Siria, questi cedeva la Siria meridionale alla nazione ebraica. L’accordo non ebbe seguito perché i francesi occuparono la Siria detronizzando Faysal, e conseguentemente gli arabi rivendicarono il loro diritto sulla Siria meridionale (Giordania, Israele e parti meridionali degli attuali Libano e Siria) All’epoca potevano avere delle ragioni, comunque dato che da quasi settant’anni tutti gli stati arabi della regione hanno ottenuto l’indipendenza, ogni ostracismo contro gli ebrei non ha più diritto di sussistere.
    5) L’Onu ha regalato la palestina agli ebrei.
    Falso. Dopo che gli inglesi regalarono nel 1922 agli arabi l’80% di ciò che Faysal e la Società delle nazioni avevano riconosciuta come terra ebraica, l’Onu suddivise nuovamente a metà queste terre, riconoscendo agli ebrei solo i territori dove gli ebrei erano la maggioranza etnica.
    6) Gli ebrei hanno cacciato i poveri palestinesi dalle loro case. Falso. Dopo che gli ebrei proclamarono l’indipendenza, gli arabo-palestinesi chiamarono in loro aiuto gli altri stati arabi. Durante la guerra, per evitare di essere coinvolta negli scontri, una parte della popolazione araba si ritirò nei territori arabi, nonostante vi fosse stato un solo massacro in un villaggio arabo, mentre i massacri nei villaggi ebrei furono numerosi.
    7) Israele nega ai palestinesi la pace.
    Falso, da 47 anni Israele offre il ritiro dai territori in cambio della pace. A Camp David aveva offerto il 97% dei territori. Ma dato che nel restante 3% non ci sono né miniere d’oro, né di diamanti, dovrebbe essere chiaro persino ad un antisionista che si voleva solo dare alle autorità palestinesi il successo propagandistico di aver ottenuto la restituzione totale. Ma i palestinesi hanno sempre rifiutato.

    • Francesco scrive:

      Interessanti tutte queste notizie che debbo ammettere che non conoscevo.
      Però avrei un obiezione: Calcolando che gli arabi hanno completato il loro ritorno poco dopo il milletrecento, da questa data al 1948 sono trascorsi quasi 650 anni. Mi parrebbe pertanto che pur riconoscendo un diritto ebreo, il diritto arabo sarebbe prioritario trattandosi di 650 anni a fronte di 66. Tenendo conto del bisogno di terre fertili da parte degli arabi, essendo buona parte delle loro aride.

      • barbara scrive:

        1. Gli arabi NON sono ritornati in quelle terre: ci sono andati come invasori e hanno distrutto le comunità ebraiche e cristiane che vi risiedevano. Oltre a devastare il territorio in tutti i sensi e da tutti i punti di vista.
        2. Come ricorda anche Stefano, gli ebrei non sono MAI stati assenti da quella terra: non sono 66 anni, sono tremila abbondanti.
        3. Gli arabi hanno bisogno di terre fertili? E che se le fertilizzino, come hanno fatto gli ebrei. Di quel microscopico pezzettino di Terra d’Israele che è alla fine diventata lo stato di Israele (i dati sono quelli riportati da Stefano), il 60% era deserto: deserto di Giudea e deserto del Negev. E loro lo hanno coltivato. Ci hanno scavato i pozzi, ci hanno messo le piantagioni, se ci vai una volta ogni tre mesi, ogni volta ci trovi una piantagione nuova e un pezzo di deserto in meno. E gli altri? Appena Israele ha evacuato Gaza DEPORTANDO ottomila ebrei, la prima cosa che hanno fatto è stata di distruggere le serre (acquistate da un miliardario ebreo americano e regalate ai palestinesi affinché le centinaia di loro che ci lavoravano non avessero a perdere il posto di lavoro) e piantare al loro posto rampe di lancio per i missili. E tu ci vieni a raccontare gli arabi, poverini poverini, hanno bisogno di terre fertili? Ma per piacere!

        • Stefano scrive:

          Dopo aver espresso il mio disappunto per il fatto che questo interessante thread sia stato messo dietro una decina di altri reclamizzanti festival di canzoni o che comunque sono più vecchi; mi associo a Barbara, e a Francesco do solo due dati: Il territorio arabo è settecento volte più vasto rispetto ad Israele (come l’Europa rispetto a quattro quinti del Piemonte) ed ogni anno per la desertificazione gli arabi perdono un territorio corrispondente a metà di Israele. Perciò, se invece di fare la guerra, gli arabi richiedessero un po’ di tecnici israeliani, in due anni avrebbero gratuitamente un estensione pari ad Israele. E, dato che mi sei simpatico, aggiungo un altro dato: Israele è lo stato meno ricco di acqua della regione.

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