di Daniel Pipes
19 luglio 2014
it.danielpipes.org

Pezzo in lingua originale inglese: Are Millions Worldwide Protesting Israeli Actions?
Traduzioni di Angelita La Spada

RT, la rete di notizie finanziata dal governo russo – ed erede della Pravda, organo d’informazione dell’era sovietica – ha pubblicato un articolo il cui titolo fa di tutto per attirare l’attenzione, “Siano milioni, siamo tutti palestinesi: ondate di proteste in tutto il mondo chiedono la fine del massacro a Gaza”. L’articolo prosegue elencando le manifestazioni contro Israele. Ma leggendo bene il pezzo, è subito evidente che il titolo contiene due importanti inesattezze:

1. Non ci sono “milioni” di manifestanti coinvolti. Certo che no. Utilizzando le cifre fornite da RT si scopre che il numero dei manifestanti è decisamente inferiore: 17; oltre 10.000; 1.300; decine; 4.000; e 150 manifestanti.

2. Non sono state organizzate manifestazioni di protesta in tutto il mondo. RT afferma che esse si sono svolte negli Stati Uniti, in Argentina, Gran Bretagna, Norvegia, Svezia, Francia, Germania e Australia.

Una manifestazione contro Israele svoltasi il 16 luglio a Lione, in Francia.

Da un’approfondita ricerca risulta che altre manifestazioni sono state organizzate in Cile, Islanda, Belgio, Austria, Polonia, *Tunisia, Grecia, *Turchia, *Libano, Israele, *Egitto, *Giordania, Sudafrica, *Indonesia e Giappone (Italia n.d.r.). (L’asterisco * indica i paesi a maggioranza musulmana.)

Mettendo insieme tutti le cifre spurie fornite da RT si rileva che:

1. La stima di RT che a 6 marce di protesta hanno partecipato circa 15.500 manifestanti implicherebbe che c’era una media di circa 2.600 manifestanti in ognuna di queste manifestazioni.

2. Le manifestazioni hanno avuto luogo in 23 paesi, di cui 6, ovvero il 25 per cento, hanno delle popolazioni a maggioranza musulmana.

Commenti:

1. Contrariamente alle tre ultime guerre simili che hanno coinvolto Israele (nel 2006, 2008-2009 e 2012) questa in corso non ha (ancora) toccato un vero punto nevralgico. In effetti, come ho documentato, Israele ha ottenuto un sostegno sorprendente, mentre Hamas fronteggia un’opposizione sorprendente.

2. La grande maggioranza delle manifestazioni di protesta che hanno luogo in Occidente indica che la gente nei paesi a maggioranza musulmana ha delle preoccupazioni più urgenti – come il problema relativo al fatto che l’Isis, lo Stato islamico dell’Iraq e della Siria, ha ucciso 270 persone prendendo il controllo di un giacimento di gas in Siria e, dopo duemila anni, ha espulso con la forza l’intera popolazione cristiana di Mosul. Più in generale, il conflitto arabo-israeliano sembra un piccolo orso se paragonato alla paura di un’aggressione iraniana che destabilizzi l’intera regione.

3. Sperando di provocare una violenta frenesia anti-israeliana, RT e i suoi simili si sono ridotti a pubblicare delle esagerazioni facilmente verificabili, che potrebbero altresì essere definite come delle patetiche menzogne in grassetto.

 

3 Responses to A milioni scendono in piazza in tutto il mondo per protestare contro le azioni di Israele?

  1. Stefano scrive:

    Con a disposizione mille milioni annui da parte della Lega Araba, e altrettanti dell’Iran per foraggiare decine di migliaia di giornalisti e politici che fanno propaganda propalestina, non ci si deve meravigliare se milioni di ingenui si mobilitano.

    • Pasquale scrive:

      Vero che la propaganda antisionista ha a disposizione due miliardi ogni anno per “ungere” giornalisti, politici, editori, industriali, docenti ecc. ecc.
      Ma Israele e i suoi sostenitori, hanno anche loro gravissime colpe, la prima è appunto quella di non sottolineare a ogni piè sospinto, che Israele non sta combattendo contro dei poveracci che rinunciando a qualche pagnotta si sono comprati qualche missile, ma con un nemico agguerritissimo con mezzi finanziari spaventosi. La seconda è quella di non sottolineare che è Hamas che impedisce la pace. I missili che partono da Gaza, danno agli israeliani un inequivocabile messaggio: “se sgombrerete la Cisgiordania, noi arabi ne faremo un enorme base per il lancio di missili, come abbiamo fatto con Gaza dopo che dieci anni fa vi siete ritirati” E che pertanto, ogni possibile pace può passare solo attraverso l’annientamento di Hamas.

      • Stefano scrive:

        Trovo ingiuste certe recriminazioni, fra l’altro bisogna tener conto che Israele non ha alcun interesse a esacerbare i rapporti con tutto il mondo arabo e che pertanto è costretto a restringere la polemica.
        Però su alcune cose hai ragione: I palestinesi non sono poveracci che acquistano qualche missile rinunciando a qualche pagnotta (anche perché con quel che costano i missili, dovrebbero essere digiuni da decenni) ma sono appunto il braccio armato degli sceicchi del petrolio. Moltissime persone stanno dalla parte dei palestinesi ritenendoli i “poveri” se sapessero i miliardi che girano a Gaza, li prenderebbero in odio di sicuro.
        Ma. a parte le questioni spicciole, quel che c’è da ribadire, è che i padroni del petrolio, distraendo ed esacerbando le loro masse con una guerra perenne, non solo evitano che facciano richieste sociali, ma le hanno trasformate in una specie di milizia permanente in grado di dissuadere chiunque a cui venisse in mente di andare a prendersi il petrolio ai due dollari il barile che vale, anziché pagarlo 110.

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