Deborah Fait

Un articolo di Deborah Fait

Eyal, Gilad e Naftali, tre coloni, li chiamavano, tre soldati addirittura, li chiamavano. Qualche fetente li ha addirittura apostrofati come nazisti. i palestinisti correvano per le strade a festeggiare con tre dita alzate, persino i bambini sorridenti alzavano le manine con le tre dita urlando Allah hu akhbar.

C’e’ stato chi aveva messo in dubbio il rapimento, chi , al solito, non gli importava niente di tre adolescenti ebrei israeliani assassinati dai palestinesi. C’e’ persino stato chi ha osato dire “se vivono la’ e’ il minimo che gli possa capitare” come se fosse logico ammazzare tre ragazzini a seconda del luogo in cui vivono. Uccisi a fucilate, poi maciullati a sassate ma i media non hanno dato troppa importanza alla cosa se non paventando la reazione di Israele. Nei territori contesi c’e’ stata grande festa! Grasse donne che distribuivano caramelle e bakhlava’, gimcane a clacson spiegati, bandiere palestinesi sventolanti fuori dalle automobili come dopo una partita del mondiale di calcio per la squadra vincitrice. (Gli stessi osceni festeggiamenti sono stati dedicati due anni fa allo sgozzamento della Famiglia Fogel). I media non hanno dato nessuna rilevanza a questa incivilta’ di cui solo i palestinesi sono capaci. Nessuna condanna per questa perenne festa della gente palestinista dopo uno o piu’ assassini di israeliani ebrei. Le famiglie dei nostri tre ragazzi non hanno detto una sola parola di odio contro gli assassini, hanno pianto e pregato dignitosamente, nessuna scenata, abbracci disperati, lacrime ma mai un grido di odio o di vendetta. Mai. Questi sono gli ebrei, cosi’ deve essere ! Persone civili, educate, che non esprimono il loro dolore immenso in sceneggiate ma nel silenzio della disperazione. Abbiamo saputo che il 1. maggio un’altra ragazza ebrea era stata ammazzata a coltellate dal tassista cui aveva chiesto di portarla a un’incontro di lavoro. L’ha ammazzata perche’ ebrea. Si chiamava Shelly Dadon, era una giovane e bella ragazza cui qualcuno ha rubato la vita. Poi di colpo ecco che succede qualcosa, con un tempismo quasi assurdo, viene trovato il corpo bruciato di un giovane palestinese Mohammed Abu Kheidr, di 17 anni. Lui, a differenza dei tre coetanei ebrei (“coloni, nazisti, soldati”) ammazzati dai palestinesi, ha avuto la giustizia di essere definito ragazzino, quale era. La sua morte violenta scatena il finimondo. I media che avevano trattato i nostri tre ragazzini uccisi con molta indifferenza, improvvisamente si sono svegliati perche’ qui c’era da accusare Israele. Pare che gli assassini, che io maledico esattamente come avevo maledetto gli assassini palestinesi, siano ebrei estremisti di Gerusalemme, pare, dicono, la polizia ha gia’ effettuato degli arresti. Azioni efferate dunque , assassini assurdi , inutili, crudeli, vergognosi, che Israele punira’ senza la minima indecisione. I colpevoli all’ergastolo e gettare le chiavi in mare. Noi ci vergognamo. Se sono stati davvero degli ebrei a commnettere l’assassinio noi ci vergognamo! Gli ebrei non possono essere cosi’ , non e’ ammissibile, anche se tanti anni di terrorismo e di guerre fanno male all’animo di chi le subisce, anche se dei giovani esaltati e fanatici reagiscono con violenza alla violenza araba, nonostante tutto noi ci vergognamo. Alla notizia del corpo ritrovato di questo ragazzino arabo che dicono fosse gay quindi minacciato anche dalla propria famiglia, Israele si e’ sentito morire di vergogna. Non ci sono state caramelle per le strade, nessuna gimkana, nessun tipo di esultanza, solo silenzio e vergogna. Un ebreo non puo’ comportarsi cosi’ e diventare l’assassino di un ragazzino arabo innocente e fa ancora piu’ male perche’ Mohammed era gia’ un ragazzo sofferente, vessato dalla propria famiglia, minacciato di morte dal suo stesso clan e alla fine e’ stato ucciso proprio da chi avrebbe dovuto salvarlo dal Medioevo della societa’ palestinese che mette e morte gli omosessuali. Sappiamo che molti fuggono in Israele per salvarsi la vita e ricevono protezione. Doveva essere cosi’ anche per Mohamed invece, se le cose stanno come dicono i media israeliani, ha trovato la morte per mano di farabutti violenti ed estremisti. A me sembra strano, troppo tempismo, troppo chiaro, troppo facile. Non vorrei venisse fuori un altro caso Al Dura con gli israeliani pronti a fare il mea culpa per poi capire di essere stai buggerati un’altra volta, Nonostante questa brutta storia io sono orgogliosa del mio Popolo e del brivido di dolore, vergogna, incredulita’ e pieta’ che ha attraversato tutto il Paese alla notizia del ritrovamente del cadavere di Mohamed. Noi non gioiamo per le vittime arabe, noi piangiamo per loro sopratttutto se gli assassini sono parte del Popolo ebraico. Siamo disperati, addolorati e anche molto arrabbiati che dei figli di Israele si siano macchiati di un simile efferato delitto. Pagheranno duramente., senza pieta’. Nessuna pieta’ per chi uccide un ragazzino innocente. Chi ha assassinato i nostri tre ragazzi gode ancora della connivenza dei palestinesi che tra una festa e l’altra per celebrare la morte degli odiati ebrei, non parlano, non sentono e non vedono. Malavitosi che proteggono degli assassini. Omerta’ totale. Questa e’ la differenza tra noi e loro. Noi ci disperiamo per i loro morti, loro gioiscono per i nostri. Netanyahu ha ordinato di dare la caccia spietata a chiunque abbia ammazzato il giovane Mohamed. Abu Mazen ha ordinato ai suoi di cancellare ogni prova che possa portare agli assassini di Eyal, Gilad e Naftali. Un abisso di civilta’ tra noi e loro. Il diritto e la Legge di Israele contro clan mafiosi il cui capo e’ il presidente usurpatore dell’Anp.

Deborah Fait

 

One Response to UN ABISSO DI CIVILTA’

  1. Parvus scrive:

    Un tempo si chiamavano nazisti, adesso antisionisti, ma sono solo peggiorati.

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