Di Claudio Pagliara

Pechino. Quando arrivai a Gerusalemme, all’alba del 19 agosto del 2003, il volo notturno Parigi – Tel Aviv era carico di ebrei parigini in fuga. Israele era sotto attacco terroristico eppure sceglievano di tornare nella terra degli avi, in prima linea, piuttosto che assistere impotenti in Francia alla crescita del nuovo antisemitismo di stampo islamista. Dopo ciò che e’ accaduto nelle ultime 50 ore – l’11 settembre dell’Europa – come dar torto a quei miei compagni di viaggio che stavano facendo alyia?

La sera stessa del mio arrivo, a Gerusalemme un terrorista di Hamas si travesti’ da ebreo ortodosso, al Muro del Pianto sali’ sull’autobus numero 2 e dopo poche fermate si fece saltare in aria, ammazzando 25 persone, la meta’ bambini. Attentati del genere , in quei primi anni Duemila, erano realtà quotidiana in Israele. Eppure, buona parte della stampa Occidentale – quella francese in testa – era schierata contro il falco Ariel Sharon che aveva lanciato “Defensive Shield” per sradicare l’infrastruttura del terrorismo palestinese nei Territori.

In queste ore, le democrazie occidentali si sono schierate compatte con la Francia nella sua “caccia all’uomo” che ha preso le sembianze di una vera e propria guerra, con 80 mila poliziotti e soldati mobilitati. Perché Israele non può contare sulla stessa granitica solidarietà quando, oggi come ieri, e’ colpita al cuore da un terrorismo che ha la stessa identica matrice di quello che ha aperto il fuoco contro la redazionedi Charlie Hebdo?

Nei confronti del terrorismo islamista ci sono sempre stati due pesi e due misure. A denunciarlo, per quanto strano possa apparire, e’ oggi la Cina, anch’essa sotto attacco terroristico. Il quotidiano semi ufficiale Global Times critica la stampa occidentale per la sua ritrosia nel definire terroristici gli attentati compiuti dagli estremisti musulmani nello Xinjiang, che negli ultimi tempi hanno fatto decine di vittime.

E’ ora di dire basta. E’ giusto ricordare alla Cina che il sistema giuridico opaco non garantisce il rispetto dei diritti civili degli imputati. E’ giusto spingere israeliani e palestinesi ad un accordo di pace. Ma il mondo civile deve fare fronte comune per distruggere i nuovi barbari del XXI secolo.

claudiopagliara.it

 

2 Responses to Dopo Charlie Hebdo, basta con due pesi e due misure!

  1. Stefania Oriosi scrive:

    Bravo Claudio Pagliara,quello che dice è anche il mio pensiero!Mi dispiace non vederlo più con alle spalle Gerusalemme.

  2. Stefania Oriosi scrive:

    Bravo Claudio Pagliara ,mi manca non vederla piu con alle spalle Gerusalemme.Quello che dice è anche il mio pensiero.

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