Nella foto: Patrizia Cecconi

Nella Sala delle Colonne del Comune di Torino si sono vissuti momenti di alta propaganda filo-palestinese, senza contraddittorio ma soprattutto con il beneplacito delle figure istituzionali presenti: il vicesindaco Guido Montanari e il presidente del consiglio comunale, Fabio Versaci, in rappresentanza del sindaco Chiara Appendino. Due figure importanti, a sottolineare la vicinanza della giunta e della maggioranza consigliare a 5 Stelle. Fabio Versaci ha aperto la conferenza di presentazione del progetto “Recuperare il sorriso e la dignità di vivere”, promosso dall’associazione “Oltre il mare” di cui è referente torinese Carlo Tagliacozzo, presente in Sala. Relatrice anche Patrizia Cecconi, presidentessa della onlus “Amici della Mezzaluna Rossa Palestinese”. Il progetto è finanziato dalla Fondazione Vittorio Arrigoni, intitolata all’attivista filopalestinese ucciso a Gaza nell’aprile 2011 da un gruppo di terroristi jihadisti.
Un progetto patrocinato dal Comune di Torino, che per bocca del vicesindaco Montanari ha annunciato altri iniziative di cooperazione tra la giunta locale e il mondo dell’associazionismo filopalestinese. Lo stesso Montanari ha più volte ricordato il gemellaggio tra Torino e Gaza: non è in effetti la prima volta che partecipa a convegni insieme a Tagliacozzo, esponente del movimento Bds (Boicottaggio, Disinvestimenti e Sanzioni contro Israele). Quest’ultimo, dal canto suo, ha ricordato l’importanza del movimento Bds, che sarebbe a suo dire addirittura ingiustamente censurato nel mondo occidentale e in Italia.
Ad aprire la conferenza di presentazione del progetto è stato Fabio Versaci, che si è limitato a ricordare le condizioni in cui vivono i palestinesi, pur ammettendo di non aver mai visitato quei luoghi. Se non altro non ha mai nominato Israele, cosa che invece ha fatto Patrizia Cecconi.
L’esordio della presidentessa della onlus “Amici della Mezzaluna Rossa Palestinese” è di quelli memorabili: “La colpa di ciò che succede a Gaza è al 100% di Israele”. Quindi la sofferenza della popolazione, la povertà, i “bambini che non sorridono”: colpa di Israele.
Gaza, secondo la dottoressa Cecconi, è “un carcere a cielo aperto” ed è, testualmente, “circondata da rete elettrificata come i campi di sterminio”. Il paragone tra il nazismo e Israele si conferma uno dei cavalli di battaglia della propaganda filopalestinese.
La dottoressa Cecconi non si ferma. Denuncia “Omicidi di ragazzi palestinesi che vanno a raccogliere akkoub”, altrimenti detta gundelia, pianta simili ai cardi.
E poi la solita perla: “Gaza è sotto assedio e non ha acqua. Le colonie avevano l’acqua, quando sono state smantellate da Sharon, gli israeliani non hanno restituito l’acqua. I gazawi possono prenderla solo dai pozzi ed è salata”. Non dice, ovviamente che Israele ha raddoppiato la fornitura di acqua senza ricevere nulla in cambio e che Hamas non ha speso un solo shekel per riparare le perdite dell’acquedotto di Gaza.
Ancora, la Cecconi continua: “Israele assedia i gazawi ma poi li costringe ad essere mercato di sbocco. I gazawi sono costretti ad acquistare merce da Israele” ed è solo per questo che “a Gaza c’è tutto” come sostiene la “propaganda filo-israeliana”.
Questo spettacolo è andato in onda in una sala del consiglio comunale, con il patrocinio del comune, in presenza del presidente del consiglio comunale e del vicesindaco. Assente il sindaco, Chiara Appendino, ma a detta di Montanari solo perché impegnata.
Leggermente più sobrio l’intervento di Tagliacozzo, che ha ricordato che “Gaza ha subito tre operazioni militari devastanti nel 2009, 2012 e 2014. C’è una disoccupazione al 40%, che sale al 60% tra i giovani. Ma se i gazawi si ammalano devono andare in Israele perché a Gaza non ci sono strutture adeguate. Non tutti però vengono accettati”.
Israele non cura gli arabi?
E ancora: “il 95% dell’acqua non è potabile”, questo in virtù di una “Politica di attacco alle infrastrutture civili”.
E poi arriva l’auto-elogio: “Il movimento Bds è il maggior nemico di Israele dopo l’Iran, ma viene censurato, come accaduto recentemente a Roma su richiesta dell’Ambasciata israeliana”.
Infinte, Tagliacozzo propone: “Scambi culturali e di delegazioni con torino, città gemellata. A prescindere da chi governa nella Striscia. Nessuno è favorevole ad Hamas (quanta grazia! n.d.r.) ma il problema è rompere assedio e isolamento”. Un appello raccolto volentieri dal vicesindaco Montanari, il quale ha ritenuto opportuno aggiungere che il popolo palestinese vivrebbe da “decenni in stato di oppressione. Incredibile che la politica non trovi soluzioni”.
Prima di proiettare frettolosamente qualche diapositiva, ha ripreso la parola la dottoressa Cecconi, che ha detto la formula magica: “pulizia etnica”. Questo sarebbe in atto.
“Israele non ha mai rispettato le risoluzioni Onu. Nemmeno la 181 che ne sancisce la fondazione. Loro (gli ebrei n.d.r.) vogliono tutta la Palestina”.
La risoluzione 181 per la verità era stata rifiutata dagli arabi, Cecconi lo sa ma sostiene che “Era normale che gli arabi rifiutassero”.
Gli ebrei invece agiscono così perché “hanno la crudeltà di chi pensa che la terra gliel’abbia data Dio, ma ignorano che il padre del sionismo fosse ateo”. Un’argomentazione che sfiora l’antisemitismo.
Ma alla fine, in cosa consiste il progetto presentato? A fine conferenza si sono ricordati di dirlo: costruire un parco ambulatoriale nel campo profughi di Nar El Bared. A nord del Libano.
Non c’entra proprio nulla con Israele, ma si è parlato (male) solo di Israele. Con patrocinio e beneplacito della giunta comunale, che ha annunciato una pericolosa collaborazione.
Collaborazione, di fatto, con il movimento Bds, che tramite Tagliacozzo si è inserito nella conferenza senza che nessuno dei due esponenti istituzionali presenti ne prendesse le distanze, in primis Montanari.

 

 

2 Responses to La giunta comunale di Torino da oggi collabora con il Movimento Bds

  1. claudio (Torino) scrive:

    Più siamo, noi non ebrei, a fare sentire la nostra voce pro-Israele, meglio è.
    Quelli che gridano forte contro Israele sono una minoranza, ma sanno appunto gridare a gran voce. … E pensare che ci sono tanti campi incolti.
    Ho però l’impressione che (escluso il mondo islamico) la vera maggioranza sia costituita da coloro che non sono né pro, né contro: in pratica non gliene importa niente.
    Un piccolo aneddoto: ero alla stazione di Vicenza; mi si avvicina un senegalese (un po’ arrabbiato per fatti suoi), mi rivolge la parola e nota subito la bandierina di Israele sulla mia borsa. Così mi dice: “Bella, cos’è? Brasile?” …

  2. Gianni dell'Arciprete scrive:

    Leggo l’articolo a firma di Riccardo Ghezzi ma non essendo Ebreo non conosco la storia di Israele con precisione.
    Sono però un tesserato dell’Associazione Amici di Israele e certamente non posso condividere le parole pronunciate dalla BDS ” ….Banda di stupidi …” su Israele. Certo i palestinesi stavano meglio con Arafat per via di tutti i miliardi che il mondo ha mandato in Palestine e che sono spariti : qualche soldo in Svizzera, altri soldi per acquistare ( senza saperli usare) missili e armi, altri soldi in America o nei paesi a loro amici. ect. Forse stavano meglio sotto la protezione di Hitler nella seconda guerra mondiale. Di certo io personalmente compro prodotti che arrivano da Israele, vedi pompelmi, arance, mandarini anche se un poco cari, e non mi spiego come mai anche i palestinesi non siano riusciti in tutti questi anni, e tutti questi soldi , a creare, non dico un giardino dell’Eden, ma neanche un oricello per le patate.
    Con l’amicizia di sempre.
    Gianni dell’Arciprete

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