La bandiera con la stella di Davide non si deve vedere così come deve sparire dalla percezione l’esistenza di Israele esattamente nello stesso modo in cui esso scompare dalle mappe dell’Autorità Palestinese, esattamente come dovrebbe sparire fisicamente secondo l’Iran e i suoi scherani di Hezbollah insieme a quelli di Hamas tornati recentemente a essere favoriti dagli ayatollah sciiti con finanziamenti generosi grazie al sollevamento delle sanzioni voluto da Barack Obama, “l’amico americano”.

Come dovrebbe sparire per fare nascere un nuovo stato islamico per i tanti utili idioti occidentali anti-occidentali i quali tifano per regimi sanguinari, teocrazie, satrapie e dittature islamiche a nome delle “vittime” palestinesi.

La lettera inviata dal presidente della Federazione Internazionale di Judo alla Federazione di Judo degli Emirati Arabi Uniti in cui veniva chiesto che “tutte le delegazioni, inclusa quella israeliana, dovranno essere trattate assolutamente nello stesso modo sotto tutti gli aspetti, senza eccezione alcuna” e in cui veniva sottolineato il principio aureo di ogni disciplina sportiva secondo il quale, “ogni individuo deve avere la possibilità di praticare lo sport senza soffrire alcun tipo di discriminazione”, ha avuto la risposta che si è vista.

E mentre in Italia allo stadio un gruppo di trogloditi laziali ha fatto uso dell’immagine di Anna Frank per dileggiarne la memoria (prassi in voga da molto tempo a questa parte e per cui ci si indigna solo a intermittenza, quando accade), ad Abu Dhabi, due giovani atleti israeliani vengono discriminati in quanto israeliani.

Che sia arabo, musulmano o occidentale, il dileggio contro gli ebrei o la discriminazione e la negazione di Israele, della sua legittimità, della sua esistenza, si tratta di un unico fenomeno dai vari aspetti radicato nell’ignoranza, nell’odio e nel rifiuto, il cui obbiettivo è sempre lo stesso, la delegittimazione e la criminalizzazione.

“Sono il più orgoglioso del mondo nell’essere israeliano” ha detto il giovane Tal, “Tutto il mondo sa che veniamo da Israele, sa chi rappresentiamo. Il fatto che abbiano nascosto la nostra bandiera è solo una chiazza su di essa”.

L’orgoglio di Tal è quello di chi sa di appartenere all’unica democrazia del Medioriente, è quello di chi sa che in Israele e solo in Israele sono garantiti pienamente quei diritti e quella legittimità per ogni tipo di diversità, confessione religiosa e appartenenza etnica, che tutt’intorno ad esso sono violati sistematicamente.

La chiazza sulla bandiera israeliana di cui parla è infatti quella della barbarie e dell’oscurantismo contro cui Israele si oppone fin dalla sua nascita.

Niram Ferretti, L’Informale, 26/10/2017

 

4 Responses to L’Orgoglio di Tal

  1. ennio scrive:

    Circa l’amore arabico verso il genio del male ricordiamo sempre che ci furono amorevoli sentimenti tra lui ed il gran mufti di Gerusalemme antecedenti la II guerra mondiale e che hitler ospitò il detto Gmufti per anni in germania garantendosi eterna riconoscenza da tutti quegli individui infinocchiati da un folle ed i suoi complici, rendendo complici tutte le ffaa e nei popoli, gran parte dei popoli germanofili ed islamici. Gli insulti non servono è meglio usare il contrappasso. A chi voleva imporre pedaggi per poter vivere gli enti inutili dovrebbero avere coraggio e tassare severamente i comportamenti faziosi e di odioso razzismo ed impudenza.

  2. merengue scrive:

    comunque GIù TUTTI IL CAPPELLO davanti a TAL FLICKER e all’altro. SONO DEI GRANDISSIMI. UNA LEZIONE PER TUTTI NOI KE ABBASSIAMO LA TESTA E LA Dignità DAVANTI A GENTE KE VALE INFINITAMENTE MENO DELLE BESTIE.

    SUGLI ARABI MI ASTENGO NON CONOSCO INSULTI ABBASTANZA PESANTI.

  3. merengue scrive:

    non li conosciamo gli arabi ke gentaglia ke sono?????? ci aspettiamo umanità da quelli??? HITLER non è l’europeo ke amano di + (e sbagliano perché Hitler odiava tutti quelli con caratteristiche somatiche non nordiche)?

    NEL ’48 DOVEVAN FARE PIAZZA PULITA VIA TUTTA QIUELLA GENTE DI EMME, NON TENER IN ISRAELE 1 milione di gente ke appena ti giri è pronta a accoltellarti

  4. ennio scrive:

    Onore a TAL FLICKER e GILI COHEN per la vittoria sportiva e per il coraggio di cantare l’inno nazionale Hatikvah. DISONORE per le federazioni sportive che tollerano soprusi alla bandiera ed all’inno nazionale di qualunque Paese. Se veramente esiste una federazione internazionale, questa dovrebbe multare le Fed.naz. di ogni sport che mettono tali vincoli. La multa dovrebbe essere di almeno 50,000,000.= di dollari USA per ogni manifestazione sportiva in cui si pratica questa norma di escludere inni,bandiere e simboli di una libera nazione. Ad Abu Dhabi non mancano soldi,bene, che paghino alla federazione nazionale israeliana quella somma per ogni manifestazione nella quale impongono tali limiti. Nel caso di recidiva la sanzione dovrà essere triplicata, se nell’ambito dello stesso sport ed applicata al minimo per ogni sport dove non si verificano delle recidive. ES:50milion dollar caso Unico; 100 milion dollar per 1° recidiva; 150 2° recidiva: 50milion se fed. bocce o fed.Moto, o fed. auto, o fed.boxe, ecc. per ogni sport

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