Cartoline da Eurabia, di Ugo Volli

 

Cari amici,

non ho partecipato finora alle accese discussioni sulla condanna del soldato Azaria e sulla risposta degli allievi ufficiali attaccati al recente attentato di Gerusalemme. Non voglio nemmeno riaprire questi dibattiti perché le cose che ho in mente sono amare e per carità di patria preferisco tacerle. Anche se si tratta di un discorso triste e difficile, devo però aggiungere alla vostra informazione i dati di un sondaggio promosso dallo stato maggiore dell’esercito israeliano (IDF), riportati da Haaretz (ma io cito da qui: http://www.jewishpress.com/news/breaking-news/internal-report-majority-of-idf-soldiers-dont-expect-support-from-commanders-in-case-of-errors/2017/01/12/) perché sono molto preoccupanti:

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di Deborah Fait

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Papa Bergoglio

Illustre Papa Francesco,

Le scrivo perchè sento un gran peso sul cuore a causa delle enormi ingiustizie e delle menzogne di cui è oggetto Israele, il mio Paese, il Paese degli ebrei. C’è chi ha cercato di scoraggarmi dicendo che Lei, occupato com’è, non leggerà mai questa lettera, può essere, ma io ho fiducia perchè, come diceva l’ebreo Gesù (Ieshu in ebraico), le vie del Signore sono infinite.

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Cronaca di Andrea Morigi

Testata: Libero
Data: 12 gennaio 2017
Pagina: 17
Autore: Andrea Morigi
Titolo: «Il cugino della consigliera Pd era di Al Qaeda»

informazionecorretta.com

In occasione della manifestazione del 25 aprile scorso, la stessa Sumaya aveva contribuito ad alzare i toni dello scontro, dichiarando che «sfilerei con la brigata ebraica senza problemi se non confondesse il suo essere profondamente italiana con Israele che non rappresenta me e tanti italiani». Nella stessa occasione, esprimeva anche qualche dubbio sulle origini di Israele: «Possiamo essere in disaccordo su come è nata». Lei ora, dopo le ultime rivelazioni sul proprio clan familiare, parla di una campagna di «dossieraggio» nei suoi confronti. Che comunque è sempre meno letale di una spruzzata di antrace.

La responsabilità è sempre individuale, ma si addensano i sospetti su Sumaya Abdel Qader, la consigliera comunale milanese Pd vicina alla Fratellanza Musulmana. Prima le frasi di odio contro Israele del marito, adesso il cugino condannato come terrorista. Il cugino potrà non frequentarlo perchè in carcere in Israele, ma col marito qualche volta si vedranno pure, quindi ha poco da fare la ‘moderata’.

Ecco l’articolo:

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Sumaya Abdel Qader, consigliera Pd vicina ai Fratelli Musulmani

Gratta gratta, sotto i Fratelli Musulmani trovi Al Qaeda. Tutto all’insaputa del Pd milanese, che conta fra i suoi consiglieri comunali più in vista una donna di origini palestinesi, Sumaya Abdel Qader, la quale il 19 giugno 2012 si prodigava su Facebook per ottenere la scarcerazione di un suo cugino, Samer Halmi Abdel Latif Al Barq. Il grado di parentela che corre fra i due e le connessioni fra il detenuto e il terrorismo islamico sono stati rivelati ieri da un esponente di Milano Popolare, all’opposizione a Palazzo Marino, Matteo Forte, particolannente attivo nel rintracciare i legami fra gli imam «lombardi» e i foreign fighters.

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martin-buber-2“Il cammino del Giusto, dalla tradizione ebraica, alla Shoah, agli attacchi terroristici attuali. Etica e esempi di chi si oppone al Male”.

25 gennaio dalle 20.30 presso la Sinagoga Beth Shlomo, corso Lodi 8C (MM3 Porta Romana).

Una serata organizzata da Associazione Amici di Israele e condotta dal giornalista e scrittore Roberto Zadik che avrà come ospiti il docente e Rabbino Paolo Schiunnach che approfondirà le figure di grandi Giusti dalla Torah e alcune figure di importanti rabbini e pensatori e lo storico Andrea Bienati che si occuperà di Memoria e di Giusti nella Shoah. Partendo da libri come “Il cammino dei Giusti” di Martin Buber e “L’ultimo dei Giusti” di Eric Emmanuel Schmidt una serata, a ingresso libero, fra ebraismo, etica, storia e attualità. 

 

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Mentre a Gerusalemme si cerca di inchiodare Benjamin Netanyahu a causa di sigari e di delicatessen alimentari di cui avrebbe goduto impunemente, ieri quattro soldati israeliani, tre ragazze e un ragazzo, tutti ventenni, sono stati assassinati da un ventottenne arabo residente a Gerusalemme Est, la stessa Gerusalemme Est che la Risoluzione 2334 votata a dicembre dall’ONU afferma essere “territorio palestinese occupato”.

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democracy

Nessuno lo potrà ammettere fino in fondo ma anche per i campioni del politicamente corretto e dell’islamicamente corretto il 2016 è stato l’anno in cui l’Europa ha cominciato a poco a poco ad aprire gli occhi e a capire che non sono lupi solitari, che non sono pazzi omicidi, che non sono depressi, che non sono folli, che non sono squilibrati, che non sono poveri, che non sgozzano preti per caso, che non finiscono per caso al volante di un tir nel centro di una città, che non uccidono infedeli per capriccio, che non massacrano omosessuali per diletto e che non scelgono per sbaglio di uccidere solo chi non conosce a memoria alcuni passi del Corano.

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