Riprendiamo da un link della pagina Farrukh Saleem un suo articolo in versione italiana e inglese che si trova ripreso su moltissimi siti, ma senza indicazioni della fonte. Farrukh Saleem è un giornalista musulmano pakistano che scrive attualmente su The news International. Restiamo a disposizione per l’immediata rimozione se la sua presenza sul nostro sito non fosse gradita a qualcuno degli aventi diritto. I neretti sono nostri ed hanno l’unico scopo di facilitare la lettura on-line. Per approfondimenti, cfr. la sotto-sezione Islam.

Il Centro culturale Gli scritti (8/1/2017)

di Farrukh Saleem

Ci sono solamente 14 milioni di ebrei nel mondo, di cui sette milioni negli Stati Uniti d’America, cinque milioni in Asia, due milioni in Europa e 100.000 in Africa. Per ogni ebreo nel mondo ci sono 100 musulmani. Ma  gli ebrei sono cento volte più potenti che tutti i musulmani riuniti. Vi siete mai chiesti perché? Gesù è nato ebreo, Albert Einstein è lo scienziato più influente di tutti i tempi, e la rivista Time ha designato “persona del secolo” Sigmund Freud, padre della psicanalisi che era ebreo. Stesso discorso per Karl Marx, Samuelson Paul e Milton Fridman.

Ecco altri ebrei, la cui produzione intellettuale  ha arricchito tutta l’umanità. Benjamin Rubin ha donato al mondo  l’ago da siringa per le vaccinazioni, Jonas Salk ha messo a punto il primo vaccino antipoliomelitico mentre Sabin ha sviluppato e migliorato lo stesso vaccino, Gertrude Elion ha creato una medicina contro la leucemia, Baruch Blumberg il vaccino contro l’epatite B, Paul Ehrlich ha scoperto un trattamento contro la sifilide, Elie Metchnikoff ha vinto un premio Nobel per la sua ricerca contro le  malattie infettive mentre Andrew Schally ha vinto un Nobel per l’endocrinologia. E poi ancora Gregory Pincus, che ha sviluppato la prima pillola contraccettiva, Aaron Bech che ha fondato la terapia Cognitiva e Willem Kolff  inventore della prima macchina per la dialisi renale.

Nel corso degli ultimi 150 anni, gli ebrei hanno vinto 180 premi Nobel mentre soltanto 3 di questi premi sono stati vinti da musulmani. I più importanti magnati della finanza mondiale sono ebrei. Senza contare Ralph Lauren (Polo), Levi Strauss (Levi’s), Howard Schultz (Starbuck’s), Sergey Brin (Google), Michael Dell (Dell Computers), Larry Ellison (Oracle), Donna Karan (DKNY), Robbins Irv (Baskin & Roobings). Richard Levin, presidente dell’Università di Yale, era ebreo. Così come Henry Kissinger, al pari di Alan Greenspan (Presidente della Banca Federale sotto Regan, Bush, Clinton e Bush jr), Joseph Lieberman, senatore USA e Madeline Albright, già segretaria di Stato americana.

Quale è stato il filantropo più generoso nella storia del mondo?  George Soros, un ebreo, che ha donato oltre 4 miliardi di dollari per l’aiuto nella ricerca scientifica e delle università; il secondo dopo Soros è Walter Annenberg, un altro ebreo, che ha costruito un centinaio di biblioteche donando circa 2 miliardi di dollari. Ai Giochi Olimpici, Mark Spitz stabilì un record assoluto vincendo sette medaglie d’oro mentre  Lenny Krayzelburd è medaglia d’oro olimpica a tre riprese. Spitz, Krayzelburg e Boris Beker sono ebrei.

Sapete che Harrison Ford, George Burns, Tony Curtis, Charles Bronson, Sandra Bullok, Barbra Streisand, Billy Kristal, Woody Allen, Paul Newman, Peter Selles, Dustin Hoffman, Michael Douglas, Ben Kingsley, Kirk Douglas, William Shatner, Jerry Lewis e Peter Falk sono tutti ebrei?  Allora, perché gli ebrei sono così potenti?

Risposta: L’educazione. Washington è la capitale che conta e a Washington la lobby che conta è l’American Israel Public Affairs Commintee (AIPAC). William James Sidis, con un QI di 250 su 300 è il più brillante uomo che esista; indovinate a quale religione appartiene?

Allora, perché gli ebrei sono così potenti? Risposta: L’educazione.  Perché i musulmani sono così impotenti? Si stima che vivano sul globo 1.476.233,470 di musulmani: un miliardo in Asia, 400 milioni in Africa, 44 milioni in Europa e sei milioni in America. Un quinto del genere umano è musulmano. Per ogni hindou ci sono due musulmani, per ogni buddista ci sono due musulmani, e per ogni ebreo ci sono cento musulmani.

Mai ci si è mai chiesto perché i musulmani sono così impotenti?  Ecco perché: ci sono 57 paesi membri dell’Organizzazione della Conferenza Islamica (OCI), e in tutti gli stati  membri esistono 500 università: una università ogni tre milioni di musulmani.  Gli Stati Uniti hanno 5.758 università (1 ogni 57.000 americani).

Nel 2004, la Shanghai Jiao Tong University ha comparato le performances delle università nel mondo e curiosamente, neanche una università di un paese islamico si trova nella top 500. Secondo i dati raccolti dal PNUD, l’alfabetizzazione nel mondo cristiano è pari al 90% e i 15 Stati a maggioranza cristiana raggiungono il 100%Uno stato a maggioranza musulmana ha una media di alfabetizzazione intorno al 40% e non esiste un solo stato musulmano con un tasso di alfabetizzazione pari al 100%.

Qualcosa come il 98% degli alfabetizzati nel mondo cristiano finisce le scuole primarie, mentre meno del 50% degli alfabetizzati nel mondo musulmano fanno la stessa cosa. Perché i musulmani sono impotenti? Perché noi non sappiamo produrre e applicare un sapere musulmano. I paesi a maggioranza musulmana hanno 230 scienziati per  un milione di musulmani. Negli Stati Uniti sono 4.000 scienziati per milione e in Giappone 5.000 per un milione d’abitanti. Nel mondo arabo, il numero totale dei ricercatori a tempo pieno è di 35.000 e ci sono solo 50 tecnici per un milione di arabi. Inoltre, il mondo arabo dispensa lo 0,2 per cento del suo PIL alla ricerca e allo sviluppo mentre in tutto il mondo cristiano vi consacra all’incirca il 5% del PIL.

Conclusione: il mondo musulmano non ha la capacità di produrre conoscenza. I quotidiani per 1.000 abitanti e il numero dei titoli di libri per milioni sono due indicatori per sapere se la conoscenza è diffusa in una società. In Pakistan, esistono 23 quotidiani per 1.000 pakistani mentre la stessa ratio è di 360 a Singapore. Nel Regno Unito, il numero di libri pubblicati per milioni di abitanti si eleva a 2.000 mentre si attesta a 20 in Egitto!

Conclusione: il mondo musulmano non si preoccupa di diffondere il sapere. Le esportazioni di prodotti di alta tecnologia del Pakistan si attesta all’1% del totale delle sue esportazioni. Dati tragici per l’Arabia Saudita, il Kuweit, il Marocco e l’Algeria (tutti a 0,3%) mentre Singapore è al 58%.

Perché dunque i musulmani sono impotenti? Perché noi non siamo in grado di produrre conoscenza, diffondere il sapere e incapaci di trovare delle applicazioni alle nostre conoscenze.  E l’avvenire appartiene alle società del sapere. Fatto interessante, il PIL annuale di tutti i paesi dell’OCI è meno di 2 mila miliardi di dollari. L’America, da sola, produce beni e servizi per un valore di 12 mila miliardi di dollari, la Cina 8 miliardi di dollari, il Giappone oltre 3,8 miliardi e la Germania 2,4 miliardi di dollari (a parità di potere d’acquisto).

I paesi ricchi di petrolio come l’Arabia Saudita, il Kuwait e il Qatar collettivamente producono dei beni e servizi (con il petrolio in primis) per un valore di 500 miliardi di dollari, mentre la cattolica Spagna produce beni e servizi per un valore di oltre 1.000 miliardi di dollari, la Polonia (cattolica anch’essa) di 489 miliardi di dollari e la buddista Thailandia 545 miliardi di $. La parte musulmana del PIL, in percentuale al PIL mondiale, si è abbassata rapidamente.

Allora, perché i musulmani sono così impotenti? Risposta: la mancanza di educazione. Tutto quello che noi facciamo è pregare Dio tutta la giornata e biasimare tutto il mondo per i nostri fallimenti mollteplici.

 

5 Responses to Perché gli ebrei sono così potenti e i musulmani così impotenti?

  1. Claudio scrive:

    Non ho nessun interesse a difendere gli Stati Uniti (semmai mi preme difendere la democrazia israeliana), però mi chiedo: l’Iran accetterebbe che gli accademici statunitensi insegnassero nelle università iraniane?

    Riguardo alla ricchezza mal distribuita è ovvio che sarebbe auspicabile una ripartizione più equa. Però penso anche che non si possa sempre dare la colpa agli altri per le proprie “disgrazie”. Ad esempio, perché in certi Paesi africani non si è sviluppato un progresso tecnologico e scientifico lungo i secoli come è avvenuto in Europa e in determinati Paesi asiatici? Cercando una risposta, talvolta ho immaginato possa essere stata colpa del clima: un caldo eccessivo e le zone desertiche non hanno permesso di progredire (non va poi dimenticata la colonizzazione con tutti i suoi aspetti negativi).
    Poi però mi viene in mente proprio l’esempio di Israele. E’ un paese caldo e non sempre il territorio è ospitale, eppure supera in efficienza e modernità molti altri paesi anche europei e americani.
    Non sarà che si tratta di cambiare mentalità (lo so: più facile a dirsi che a farsi) e di rimboccarsi le maniche? La “cultura” di alcune tribù africane di mandare le donne a lavorare i campi, mentre agli uomini spetta il ruolo di guerrieri/cacciatori, può veramente essere considerata una mentalità corretta, oppure non sarà il caso di abbandonare la lancia e di “lanciarsi” nello studio per avere un giorno ospedali, scuole, progresso tecnologico? (E’ ovvio che, nella situazione attuale, un aiuto a certi paesi africani, in questo senso, potrebbe giungere dai paesi occidentali, Stati Uniti anzitutto, se questi aiuti arrivassero veramente alla gente, visto l’elevato livello di corruzione).
    Un altro esempio: il Sud-Africa: deprecabile il periodo dell’apartheid e il conseguente sfruttamento delle ricchezze locali da parte degli europei insediatisi. Resta però un fatto: com’è che oggi il Sud-Africa è un paese moderno, pur con i suoi limiti, con un livello di benessere di molto superiore a quello degli altri stati africani, di cui stanno anche godendo in una certa misura anche gli africani natii stessi. Mi chiedo (ripeto: “mi chiedo”, non è un’affermazione, ma piuttosto un dubbio): non sarà per la presenza degli europei che hanno dato uno stampo di modernità e si sono comunque rimboccati le maniche, invece di innalzare un totem o prendere la lancia e stare seduti a discutere? E non mi si parli di razzismo quando si fanno questi discorsi. Oggigiorno noto che in Africa il razzismo più evidente e praticato, per certi aspetti, proprio da determinate popolazioni/persone africane (si pensi al caso egli omosessuali, degli albini che sono perseguitati ed uccisi).
    Specificamente ai paesi islamici, il discorso è analogo come traspare anche dalle parole dell’articolo di cui sopra: la soluzione non è l’invidia, ma l’emulazione di chi ha maggior benessere.

  2. ennio scrive:

    dicono che ognuno ha il governo che si merita. i reggenti dei paesi muslim come trattano i popoli sottoposti? li sfruttano e si arricchiscono alle loro spalle e non diventa potente il popolo ma solo alcuni messi li da altri del club. succede anche qui ma molto meno. gli arabi prima delle reconquista iberica erano più famosi e potenti o illuminati gestori

  3. Primo scrive:

    La propaganda non ha mai fine. Citando la conclusione «il mondo musulmano non ha la capacità di produrre conoscenza», sarebbe bello se chi si trova nella condizione di poter agire ed in questo caso mi riferisco a chi è definito «POTENTE», aiutasse chi è meno potente ad essere più istruito. Se solo gli Stati Uniti negli ultimi decenni, piuttosto che presentarsi nei territori musulmani imbracciando le armi per cause discutibili, avrebbero mandato ruspe, cemento, banchi, lavagne, libri ed illustri accademici a formare università e lo stesso filantropo Soros avesse appunto finanziato tali strutture proprio per coloro che non sono in grado di issarle, allora non solo gli ebrei e gli ebrei statunitensi possono definirsi potenti, ma anche meno cinici. Oggi in tutto il mondo la povertà assoluta è in aumento in gran parte delle popolazioni, di conseguenza molte persone sono sempre più povere e poche persone diventano sempre più ricche e queste ultime appartengono proprio ai più potenti.

  4. Claudio scrive:

    A parte rari e piccoli particolari a mio parere non condivisibili, mi sembra interessante il testo e molto lucida la conclusione: “Tutto quello che noi facciamo è pregare Allah tutta la giornata e biasimare tutto il mondo per i nostri fallimenti molteplici”.
    Al di là di ogni religione, cultura, società, ecc. si nasconde spesso il senso di frustrazione e forse anche l’invidia. E di fronte ad un paese d’eccellenza come Israele a volte possono effettivamente nascere sentimenti di “insana gelosia”.

  5. ennio scrive:

    sia statisticamente che realmente la situazione negativa illustrata è reale. Le scelte politiche vengono da una elite, come pure in italia, e pure qui le cose non van bene circa studio e istruzione, l’abiura e divenire islamici appare appagante. La ns decadenza è su quella strada, alcuni milioni di persone vivono da noi sotto la soglia di povertà. Dovremmo svegliarci di più

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