“ Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che in questi giorni come vediamo è impegnato a tessere relazioni commerciali, politiche, militari e sociali con il leader libico Gheddafi , si dimentica, che lo stesso [b]Gheddafi presta il fianco e offre un tetto all’assassino di Stefano Gay Teche un bambino di soli due anni che aveva come unica colpa l’essere ebreo[/b]

– dichiara Daniele Nahum, Presidente dell’Unione Giovani Ebrei d’Italia, che prosegue – molto spesso questo esecutivo di Governo si è mostrato intransigente ed esigente nei confronti di Paesi che ospitano personaggi che hanno legato la propria attività ad episodi terroristici negli anni ’70 e proprio per questo non capiamo l’amnesia da parte di Berlusconi su questo tragico episodio.”
“ Per una vera pacificazione storica con la Libia crediamo, che la consegna al Governo italiano di Al Zomar sia un atto indispensabile- continua Nahum che conclude- altrimenti saremmo costretti a pensare che le parate e le parole di questi giorni siano esclusivamente una ostentazione di una politica estera di facciata che si dimostra carente nelle questioni reali e fatto ancora più grave che per questo Esecutivo esistano terrorismi di serie A e vittime di serie B”.

Nahum (Unione Giovani Ebrei): "Inopportuno il discorso di Gheddafi al Senato"

"Risulta inopportuna la presenza e il discorso del leader libico Gheddafi, accolto come un premier
democratico ed illuminato dal Senato della Repubblica – dichiara Daniele Nahum, presidente
dell'Unione Giovani Ebrei d'Italia, che continua – sarebbe stato invece utile ascoltare
le voci mai ascoltate dalla politica e dalla società dei tanti dissidenti e dei tanti
esuli che nel corso dei decenni sono stati costretti a fuggire da una dittatura feroce
e sanguinaria. Per questo chiediamo ai capigruppo che siano proprio gli esuli a parlare
al posto di Gheddafi".
"Lezioni di democrazia e rispetto, il nostro Paese, non le può prendere da un dittatore- prosegue
Nahum, che conclude- che all'Italia deve ancora molte risposte a molti quesiti che nell'arco della storia sono entrati
in un grande cono d'ombra."

 

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