[b]Cartoline da Eurabia, di Ugo Volli

Testata: Informazione Corretta
Data: 20 agosto 2009
Pagina: 1
Autore: Ugo Volli
Titolo: «Ebbene sì, gli svedesi hanno capito tutto. La vera industria israeliana è il commercio d'organi»

Cartoline da Eurabia, di Ugo Volli[/b]

Stavo facendo colazione e finendo il mio piatto di eggs and bacon (non preoccupatevi per la mia tenuta religiosa, è pancetta kasher, non fatta col maiale ma col cosciotto croccante di bei bambini gentili sgozzati per usare il loro sangue nel pane azzimo) e contemplavo in cuor mio (be', cuore… si fa per dire) i piani strategici per impadronirmi del governo del mondo insieme agli altri savi di Sion, magari organizzando una bella guerra mondiale per aumentare il valore delle azioni delle fabbriche di cannoni, quando sono stato colpito da una notizia di uno dei giornali che uno dei miei numerosi schiavi neri mi aveva messo sul tavolo (purtroppo giornali stampati sulla carta e non su autentica pelle umana come piace a me – si sa, l'eleganza ormai è sempre più difficile, ma in particolare questo giornale qui è svedese, bisogna sapersi accontentare, la vera democrazia ha i suoi prezzi). Sì, mi stavo godendo la lettura dell' "Aftonbladet" – non perché sia un buon giornale, tutt'altro, ma per vedere se c'era qualche speculazione da fare in Svezia, possibilmente al costo di ridurre alla fame i suoi abitanti, di obbligare le vedove alla prostituzione e gli orfani al suicidio. Quand'ecco la notizia:”VÃ¥ra söner plundras pÃ¥ sina organ – Palestinier anklagar Israels armé för att tjäla kroppsdelar frÃ¥n sina offer. Här berättar Donald Boström om den internationella transplantationsskandalen – och hur han själv blev vittne till övergrepp pÃ¥ en 19-Ã¥rig pojke." Eccezionale, no? Un vero scoop, un colpo giorbalistico Ecco il link per leggerlo tutto: http://www.aftonbladet.se/kultur/article5652583.ab . Ah, già, vero, voi non leggete lo svedese, scusate, apologi, slichà, Entschuldigung, pardon, insomma scusate. Quel che dice il più diffuso quotidiano svedese, non un fogliaccio di provincia, è che l'esercito israeliano rapisce i palestinesi per estrarre loro gli organi e farci sopra larghi guadagni. Già proprio così, li sequestrano per rubar loro il cuore e il fegato, è scritto proprio così, se non ci credete la storia l'ha pubblicata Haaretz e l'ha ripresa il Jerusalem Post qui: http://www.jpost.com/servlet/Satellite?cid=1249418641250&pagename=JPost%2FJPArticle%2FShowFull : "Israeli Ambassador to Sweden Benny Dagan was expected to speak to the Swedish Foreign Ministry to protest the publication of an article in the country's newspaper Aftonbladet that accused IDF soldiers of abducting Palestinians to steal their organs." [L'ambasciatore israeliano in Svezia Benny Degan presenterà una protesta al ministero degli esteri per protestare contro la pubblicazione di un articolo sul giornale Aftonbladet, che accusa i soldati dell'esercito israeliano di rapire i Palestinesi per rubare i loro organi.] Naturalmente è tutto vero, gli israeliani negano solo per modestia, hanno forse paura della concorrenza, si può capirli, si fanno un sacco di soldi a ridurre a fettine la gente. Ma io l'ho sempre visto fare: tutte le volte che in Israele incontro una pattuglia di Tzahal mi chiedono se sono palestinese, e hanno già pronto l'apposito coltellino svizzero multifunzione per tagliarmi il fegato, il cuore e le cornee, zac zac zac e hanno anche l'imbuto per bermi il sangue, lì, direttamente sul posto: consumato caldo è delizioso, si sa. A voi non è mai capitato? E per salvarmi dal trapianto non basta mostrare che sono circonciso (il che è sempre un po' un piacere, per noi porconi, specie con le soldatesse), dato che pure gli arabi ce l'hanno e neanche la carta d'identità israeliana è sufficiente, un sacco di palestinesi ne sono in possesso. Occorre lo speciale segno di riconoscimento segreto giudo-pluto-massonico, che purtroppo non vi posso rivelare perché è segreto, ma sappiate che c'entra la stella di Davide e l'emblema delle giovani marmotte. Esibendo quella, tutto cambia: si viene invitati al banchetto e se i soldati sono di buon umore si offrono anche di farti un trapianto di cuore lì sui due piedi, molto apprezzato perché aumenta le prestazioni sportive e anche quelle erotiche. Ebbene sì, gli svedesi hanno capito tutto. La vera industria israeliana è il commercio d'organi, intesi sia come strumenti musicali che come parti del corpo e certe volte anche come tutte e due le cose assieme; non c'è canna d'organo migliore di un bel femore svuotato dal midollo… Prima di loro c'erano arrivati solo Hitler, il muftì di Gerusalemme suo amico Al Hussein e Henry Ford senior. Qualche volta sembra che Micky Mouse si fosse avvicinato alla scoperta, ma non l'ha mai svelata davvero, almeno fino all'ultimo album. Che volete, non è facile scoprire la verità, ci vuole un naso investigativo un po' normanno, gli occhi d'aquila delle autentiche bestie bionde, come le chiamava Nietszche. Ma quel che ancora non tutti sanno, e che il grande Aftonbladet si accinge a rivelare, forse già sul prossimo numero, è che anche l'assalto a Gaza è stato motivato dal desiderio israeliano di impadronirsi di un congruo numero di fornitori d'organi di piccole dimensioni (vulgo bambini). Sono in grado di anticiparvi con orgoglio che c'è almeno una vaga paternità italiana in questo scoop. Infatti al quotidiano svedese è venuta in mante l'idea assistendo al "documentario" italiano "Piombo fuso" premiato al recente festival di Locarno per il suo equilibrio e la sua serietà storica. Vabbé, vi lascio, vado a terminare il mio paté di vergini e martiri (naturalmente islamiche, una specialità della cucina di un kibbutz del Galil), col contorno di gazpacho di neonato. Ma mi raccomando, mentre vado via non pensiate che gli svedesi siano antisemiti. No, sono i presidenti di turno dell'Eurabia, tengono famiglia e senso di responsabilità. Non per nulla di recente hanno fatto tenere a porte chiuse un match di tennis a Malmoe perché vi partecipavano gli israeliani: mica si possono insultare i poveri musulmani mostrando dei trapiantatori a piede libero che partecipano a un gioco per gentlemen, parente della vecchia pallacorda reale. Per questo gli svedesi come presidenti dell'UE, nel loro fermo antirazzismo sostengono senza compromessi che la Gerusalemme Est non deve essere contaminata da abitanti ebrei, detti coloni perché colano sempre. Non possono stare lì, ma non perché puzzano e hanno il nasone, questo no, anche se… e neppure perché sono deicidi, anche se…; o almeno tutto questo si potrebbe sopportare, con nordica tolleranza. E' che mangiano i bambini.

Ugo Volli

PS: Sapete cosa ha risposto il ministero degli esteri svedesi a un giudice tedesco che chiedeva di interrogare l'intervistatore televisivo che aveva ripreso le celebri dichiarazioni del buon vescovo Williamson, quello che la Shoà è un'esagerazione e nei forni di Auschwitz per quel che ne so io ci arrostivano le noccioline? Che il loro è un paese libero e gli intervistatori televisivi sono liberi di intervistare chi gli va. Speriamo che abbia la stessa dignità rispetto all'ambasciatore israeliano: noi siamo un paese libero e la stampa parla di trapianti quanto le pare, non siamo mica come voi che avete il muro dell'aparteid! Viva la libertà!

 

Comments are closed.

Set your Twitter account name in your settings to use the TwitterBar Section.