[b]Un articolo di Deborah Fait[/b]

Come siamo felici , come siamo contenti!
Finalmente possiamo manifestare per Israele, cosa proibita fino a qualche anno fa.
Come siamo felici , come siamo contenti che una cosa normale, concessa da sempre a chiunque purche' filoarabo e filodittature islamiche, sia finamente permessa anche a chi sta dalla parte della democrazia e della giustizia.
Come siamo felici, come siamo contenti che oggi , chiunque dica che Israele e' il demonio tra le nazioni, possa finalmente beccarsi un pugno sul naso!

Le manifestazioni per Gilad sono andate benissimo nel senso che la gente c'e' stata, i media un po' meno e i filopalestinesi hanno potuto menar le mani come fanno sempre.
Meglio di cosi'.
Incominciamo da Roma, la Capitale.
Moltissima gente, un'infinita' di bandiere israeliane e commozione, i politici hanno parlato e il discorso dl ministro Ronchi e' stato toccante: "Israele non sara' mai sola" ha gridato, "I pacifinti sono a senso unico" infatti e' per questo che si chiamano pacifinti, perche' fingono di volere la pace, in realta' vogliono che Israele cessi di esistere e che al suo posto venga creata un' ennesima teocrazia islamica.
Speriamo che le parole del Ministro, di Giuliano Ferrara, del sindaco Alemanno non vengano dimenticate e che l'Italia dimostri la sua amicizia e il suo affetto per la piccola e sola Israele sempre, soprattutto quando i problemi sembrano insormontabili.
Non lasciate mai solo Israele, mai perche' e' difendendo questa democrazia che l'Europa potra' salvarsi dalla dhimmitudine.
Ricordatevelo.
Tutto bene dunque a Roma, peccato che i suddetti pacifinti, idrofobi a causa di tutte quelle bandiere biancoazzurre sventolanti sotto le gigantografie di Gilad Shalit davanti al Colosseo, non abbiano rinunciato a fare una contromanifestazione , non autorizzata, accendendo sulla scalinata del Capidoglio tante candele per i poveri terroristi prigionieri nelle carceri israeliane.
Peccato che abbiano gridato "fascisti" ai manifestanti per Gilad, ricevendo in risposta altri meritati epiteti che alla fine sono finiti in una scazzottata, con coltelli e catene dei filoterroristi, ammiratori dei teppisti/terroristi della Mavi Marmara.
Risultato, sei persone all'ospedale.
Non si sa chi ha incominciato ma non e' difficile immaginarlo: mai una manifestazione pro palestinesi e' finita in rissa perche' chi sta dalla parte di Israele non e' mai andato a provocare.
Chissa' come mai questo succede solo quando, purtroppo molto di rado, si organizzano manifestazioni per Israele.
Chissa' come mai i filoterroristi non accettano la democrazia.
Chissa' come mai loro non sono tanto per i palestinesi quanto contro Israele.
Come mai? ma e' elementare, loro amano tutto quello che e' islam e dittatura, loro amano tutto quello che e' odio contro gli ebrei.
Poi se gli si da degli "antisemiti' urlano "io ti denuncio".
E' uno sport tutto italiano quello di querelare chi difende Israele se si lascia scappare una parola di troppo, uno sport incominciato quando i tifosi dei palestinesi si sentivano intoccabili. L'Italia era nelle loro mani, centinaia di bandiere di Israele potevano essere bruciate senza una sola protesta, senza un solo arresto da parte della polizia.
Roma poteva essere tappezzata da poster giganti col faccione orrrendo di Arafat mentre lui ammazzava italiani ed ebrei.
Roma poteva essere attraversata da mega manifestazioni di folli travestiti da kamikaze.
Potevano tutto, si sentivano onnipotenti e hanno infettato L'italia e il mondo spandendo il loro odio dovunque.
Oggi l'Italia e' cambiata, e' stato spezzato un tabu', chi ama Israele non deve piu' stare nascosto ma puo' andare in piazza colle bandiere, puo' gridare "Viva Israele" ed essere persino protetto dalla polizia.
Oggi chi urla "Israele boia" puo' persino incontrare chi gli molla un cazzotto sul naso.
Per troppi anni gli italiani, ebrei e non, quelli innamorati di Israele, hanno lasciato alle associazioni per Israele il compito difficilissimo di difendere questo Paese e noi delle associazioni dovevamo riunirci protetti da cordoni di polizia per evitare il linciaggio da parte di centinaia di assatanati urlanti.
Non c'e' mai stato un solo Congresso di Italia – Israele senza che l'albergo dove si svolgeva non fosse superprotetto, sembrava il G8, noi chiusi dentro e fuori loro , colla polizia in assetto, gli urlanti, gli odiatori, quelli della stessa razza di "Dieci, cento, mille Nassiria", erano la' a gridare "dieci, cento, mille Auschwitz". I ragazzotti comunisti, quelli dei centri sociali, nulla facenti e nulla pensanti, appoggiati dai capi dei loro partiti, quelli che si facevano fotografare abbracciati ad Arafat, il loro eroe.
Dunque, a Roma tutto bene, alle 23 sono state spente le luci del Colosseo e alla stessa ora, mezzanotte in Israele, a Gerusalemme, si sono spente le luci che illuminano sempre le antiche mura della Capitale, ed e' apparsa la scritta 1440, pari al numero dei giorni di segregazione di Gilad in mano ai maledetti terroristi di hamas.
A Roma hanno gridato "Gilad Libero subito".
A Gerusalemme hanno gridato "Gilad habaita" Gilad a casa!

E adesso veniamo a Torino.
Poche brave persone piene di buona volonta'( gli amministratori della citta' erano contro la manifestazione e non si son fatti vedere) con dei cartelli per Gilad Shalit aggredite a lanci di uova dai soliti noti, i soliti stramalefici odiatori di tutto quello che e' filoisraeliano, filosemita, filo democrazia, filogiustizia, filoliberta'.
Le uova vernivano lanciate al grido "assassini".
Nessuno ha reagito alle provocazioni.
Alle 23 si e' spenta la Mole Antonelliana per Gilad Shalit!

La polizia raccomanda sempre "non reagite se no li provocate".
Capito?
Non sono loro a provocare con le loro uova e le loro maledizioni ma noi se reagiamo come hanno giustamente fatto gli amici di Roma.
Ricordo che a Berlino, durante una manifestazione oceanica contro Israele, un ragazzo, un solo ragazzo della grande Berlino, aveva messo la bandiera israeliana alla finestra, solo una bandiera.
Bene la polizia e' salita nell'apppartamento e l'ha strappata.
"Provocava!" la spiegazione.
Provocava, una bandiera provocava i criminali che manifestavano contro una democrazia.
Quei poveri cocchi non potevano nemmeno assistere all'esposizione di una semplice bandiera del paese tanto odiato.
Succede sempre e solo per Israele. La sola vista di una bandiera colla Stella di Davide li manda fuori di testa, incominciano a sbavare odio, gli si iniettano gli occhi di sangue.
E gridano, gridano di tutto, da bravi neofascisti, contro gli ebrei e il loro Stato.

E' accaduto anche a Milano anni fa.
Gli ebrei avevano innalzato un tenda per la festa di Succot, una tenda autorizzatissima, avevano messo all'entrata delle piccole bandierine di Israele.
Problemi?
Certo, di la' passava il solito corteo di assatanati filopalestinesi e la polizia ha costretto gli ebrei a levare le bandiere. Solita motivazione "Non dovete provocarli".
Andando ancora piu' indietro negli anni ricordo una mostra di fotografie di Israele organizzata a Bergamo, fotografie, paesaggi, mare, pezzi di deserto, le citta', fotografie insomma, nulla piu' ma quelle foto hanno offeso a morte la sensibilita' dei centri sociali e hanno reagito, i cocchi di mamma.
Sono andati nel locale della mostra, hanno bastonato il rappresentante di Italia Israele di Bergamo, gli hanno spaccato il cellulare , hanno cosparso il pavimento di escrementi che avevano portato in sacchi di plastica e urlando "questa e' Palestina non Israele" sono coraggiosamente scappati.
Si, il Sindaco ha poi chiesto scusa ma ai cocchini di mamma, di cui erano noti i nomi e i cognomi, nessuno ha torto un capello.
L'atmosfera di quegli anni era di terrore per chi difendeva Israele.
Oggi le cose vanno un po' meglio, in Italia.
Ma nel resto d'Europa?
Non pare.
A Parigi hanno manifestato in 15.000 per Gilad Shalit ma nessun media francese ne ha parlato.
Manifestazioni anche a Bucarest.
Silenzio.
In Spagna e' abbastanza pericoloso circolare, in Inghilterra e' sempre in atto il boicottaggio della cultura.
In Russia prendono gli ebrei , li ammazzano e li tagliano a pezzi per festeggiare il compleanno di Hitler.
E SarKozi? Che fa Sarkozi? Cosa ha la spudoratezza di scrivere Sarkozi al Papa' di Gilad, segregato da 4 anni, rapito in territorio israeliano nove mesi dopo il ritiro israeliano dalla Striscia di Gaza e un anno prima che hamastan fosse dichiarato "territorio ostile" e che per 4 anni nessuno ha potuto vedere nemmeno la Croce Rossa Internazionale che per la verita' non ha insistito molto. Dio ne guardi che a Hamastan si incazzassero.
Dunque Sarkozi ha scritto a Noam Shalit " Punire un intero popolo non liberera' Gilad".

Peccato che non ricordi che quel popolo si sganascia dalle risate ai video di derisione di Gilad che rilascia hamas, peccato che non ricordi che quel popolo passa davanti ai poster giganti raffiguranti Gilad vecchio e gi sputi addosso.
Peccato che Sarkozi dimentichi che quel popolo ha cresciuto i kamikaze che dovevano venire ad ammazzarci in massa e che ha inneggiato a hamas quando, durante il colpo di stato che ha diviso hamastan dall'ANP, gli sgherri di Hannye' abbiano ammazzato centinaia di altri palestinesi.
Peccato che quel popolo non abbia mai detto una parola per i 10.000 missili sparati contro Israele, terrorizzando la popolazione.
Peccato che quel popolo abbia goduto della morte di bambini israeliani e sia sceso nelle piazze in massa a gridare di gioia e a distribuire caramelle.
"Punire un popolo" ? Quel popolo ha da mangiare, da bere e anche da divertirsi, e se non puo' uscire da Gaza ringrazi i delinquenti che ha eletto.

Intanto noi in Israele diciamo col cuore "Grazie Roma, Grazie Torino, Grazie Milano e Parigi e Bucarest ".
Hanno fatto il possibile davvero.
La risposta di hamas e' stata: "Shalit non sara' liberato e nessuna Croce Rossa potra' visitarlo".
I terroristi prigionieri in Israele godono delle visite dei famigliari, della Croce Rossa, hanno computer, giocano a pallone, parlano con i giornalisti e possono persino avere periodici rapporti sessuali colle loro mogli.
E' la differenza tra la civilta' e la barbarie.

[b]Deborah Fait


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