1205266Testata: Informazione Corretta
Data: 12 maggio 2013
Autore: Ugo Volli
Cartoline da Eurabia, di Ugo Volli
Cari amici,
il discorso che chi sta dalla parte di Israele o appartiene al mondo ebraico si sente fare tutti i giorni in maniera ossessiva è dovete fare la pace, dovete farla con i “palestinesi” (intendendo con ciò indifferentemente l’Anp, l’Olp, Fatah, Hamas, un certo gruppo di persone, un certo numero di organizzazioni politiche…), dovete farlo alle loro condizioni, dunque il blocco dell’edilizia nei villaggi ebraici, la cessione di tutto il territorio al di là della linea verde incluso Gerusalemme storica, magari con “scambi minori” di territori, il “rientro”, almeno parziale, di alcuni milioni di arabi che vantano almeno un parente che abbia vissuto da quelle parti negli anni ’40 del secolo scorso, che sarebbero i “profughi”. 
Ma la pace si fa in due, sulla base di un’ipotesi di convivenza, dell’accettazione dell’altro come ex nemico, della volontà comune di smettere di fare la guerra. E’ quel che accade oggi? Le cose stanno così? Guardate per esempio come la pensa un signore del “campo palestinese moderato”, uno di quelli che hanno sempre assicurato di essere “partner della pace”. Si tratta di Jibril Rajoub, segretario aggiunto del comitato centrale di Fatah e presidente del comitato olimpico palestinese. In un’intervista alla Tv libanese  Al-Mayadeen dell’altro giorno, non dei tempi dello scontro aperto e dfel terrorismo trionfante di dieci anni fa, ha dichiarato : “Giuro che se avessimo una bomba atomica, la useremmo questa mattina stessa” (http://www.israelnationalnews.com/News/News.aspx/167855#replies ).
Contro chi? Ma “contro i Satana, contro i figli di puttana sionisti”. Con cui la “normalizzazione” è “impossibile, impossibile impossibile, senza eccezioni, dove per normalizzazione si intende una situazione normale dove noi possiamo fare sport insieme e avere programmi comuni” (detto dal capo del comitato olimpico… : http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=PyliMiuokaU ). Se la normalizzazione è impossibile, se siamo “figli di puttana” e “satana” si può fare la pace? Ma certo che no. “La resistenza rimane nella nostra agenda,” spiega Rajub, “in tutte le sue forme” (cioè anche in quella armata). Se non spariamo oggi, è solo perché “crediamo che in questo stadio la resistenza popolare – con tutto ciò che essa comporta –  sia efficace e la più costosa per l’altra parte” (http://www.timesofisrael.com/top-pa-official-israel-is-our-main-enemy-resistance-is-still-our-agenda/ ). Ma certo se avessimo le atomiche…
Notete che Rajub fece parte dell'”iniziativa di Ginevra” (https://en.wikipedia.org/wiki/Geneva_Accord_(2003)), in cui dopo il fallimento dei tentativi degli incontri di Camp David e lo scoppio del terrorismo palestinese, alcuni dei più incoscienti (o suicidi) estremisti di sinistra israeliani tipo Yossi Beilin progettarono una resa ulteriore di Israele sulla linea di Oslo, che aveva funzionato come si è visto, insieme a palestinesi del tipo di Rajub o di Rabbo.  Sostanzialmente il progetto conteneva come base di trattativa tutte le richieste palestinesi (linee “del ’67”, cessione di Gerusalemme ecc.), lasciando a dopo la questione dei “rifugiati” e altri dettagli minori. Era un piano suicida, che non vale neanche la pena di discutere qui, se non per il fatto che fu stipulato con personaggi della qualità intellettuale e morale di Rajub, accreditandoli come “partner per la pace”.
Inutile dire che quelli come Rajub, non disponendo purtroppo di atomiche, e non avendo “partner per la pace” che tendano loro la gola in attesa del coltello,  approvano pienamente la mattanza artigianale  degli ebrei. Per esempio nella stessa riunione un ex consigliere diretto di Muhammed Abbas, con rango di ministro, Abu Al-Einein, ha dichiarato fra gli applausi: “Salutiamo  Salam Al-Zaghal, combattente eroico martire capace di autosacrificio”.(http://www.israelnationalnews.com/News/News.aspx/167855#replies ) Per chi non lo sapesse, questo Salam è l’assassino che la settimana scorsa ha scannato un ebreo che non faceva altre che attendere alla fermata dell’autobus ficino a casa sua, a Tapuach.
Notate che stiamo parlando di Fatah e dello staterello palestinese numero uno, quello che ha capitale a Ramallah e occupa parte di Giudea e Samaria. Quanto allo staterello palestinese numero due, quello che sta a Gaza, il discorso è ancora più chiaro: niente due popoli per due stati (o tre?) solo il rifiuto puro e netto, senza infingimenti retorici, dell’esistenza di Israele. L’ha dichiarato a Gaza nei giorni scorsi per l’ennesima volta fra le acclamazioni dei “militanti” un famoso “religioso” islamico del Qatar, tal Yusuf al-Qaradawi cui Hamas si è affrettato a proporre la cittadinanza palestinese dopo avergli sentito dire che “questa terra non è mai stata nella storia una terra ebraica, la Palestina è della nazione araba islamica” (http://www.charlotteobserver.com/2013/05/09/4031477/islamic-cleric-in-gaza-rejects.html ) eccetera eccetera.
Insomma, per tornare a quel che pensa il “moderato” partner per la pace” dello stato palestinese numero uno, “Se mi chiedete [come la penso] come palestinese, rispondo: la nostra battaglia è contro l’occupazione israeliana. Il nostro nemico principale, non [solo] come palestinesi, ma come arabi e musulmani, è Israele e l’occupazione israeliana “. (http://www.timesofisrael.com/top-pa-official-israel-is-our-main-enemy-resistance-is-still-our-agenda/ ) Dunque la guerra continua, lo dicono loro e magari “non cesserà fino a quando un pollice di terra sarà occupato dagli ebrei, inclusa Haifa e Jaffa, Lod e Nazaret [al di là della linea verde]” come hanno spesso dichiarato e insegnano ai bambini sui libri di scuola.
Allora, chiedo io, quale pace è possibile oggi? Quale compromesso? Quale accordo? Certo, anche secondo il diritto islamico sono possibili delle hudna cioè “tregue” (http://it.wikipedia.org/wiki/Hudna ), secondo convenienza, ma bisogna sapere che sempre secondo il diritto islamico queste hudna non sono vincolanti e si possono rompere quando conviene. Vengono concluse quando si crede che siano utili (alla causa islamica). Possono essere convenienti per tutti, ma a patto di sapere di che cosa si tratta e di non farsi illusiopni, di non cedere dunque posizioni strategiche a favore di gente come Rajub o come Qaradawi, perché non tarderebbero a usarle contro di noi.
Se avessero l’atomica, per esempio…
 

Comments are closed.

Set your Twitter account name in your settings to use the TwitterBar Section.