Anche quest’anno l’Associazione organizza il consueto viaggio in Israele

Il prezzo previsto, per persona in una camera doppia, per un gruppo di 20 persone minimo è di 1,700 Euro per persona

Giorno 1

Arrivo in Israele, trasferimento a Gerusalemme, cena e pernottamento in hotel (Gold/Prima Park o similare).

Giorno 2
Visita dei seguenti luoghi di Gerusalemme :
Visita al Kotel (Muro del Pianto). Durante i grandiosi lavori di ampliamento voluti da Erode il Grande,

iniziati verso il 20 a.C e proseguiti per diversi decenni, l’orografia originaria del Monte del Tempio fu’ cancellata e venne realizzata una vastissima spianata, oggi nota come Spianata del Tempio o delle Moschee. Al centro della spianata, in corrispondenza dell’antico Tempio e dell’originaria cima del Monte, si trova un’ampia piattaforma in pietra dove sorge la Moschea di Omar (detta anche “Cupola della Roccia”), caratterizzata da una grande cupola dorata ed un centinaio di strutture minori :

o Il Monte del Tempio e’ sacro agli Ebrei in quanto sede del Tempio di HaShem. Di esso, dopo la distruzione operata dai Romani, rimangono oggi soltanto alcuni tratti del Muro Occidentale di

contenimento, detto anche Muro del Pianto. Gli Ebrei usano recarsi in preghiera alla base di tale

muro (quindi all’esterno della spianata).
o Per i musulmani, il Monte del Tempio e’ sacro perche’, secondo una tradizione, il profeta Maometto

venne assunto in cielo dalla roccia situata in cima al monte, oggi all’interno della Cupola della

Roccia (che da essa appunto prende il nome).
o Il luogo e’ sacro per i Cristiani, che condividono con gli Ebrei le memorie del Tempio di Israele e

che ricordano le numerose visite di Gesu’. Qui’ si svolsero le sue dispute con i sacerdoti ed altri

episodi della sua vita pubblica.

  • –  Visita al Western Wall Tunnel : visiteremo i tunnel del Muro occidentale che si trovano al di sotto del Muro stesso, nella Citta’ Vecchia di Gerusalemme, prolungandosi lungo tutto il percorso dell’unico muro rimasto intatto dall’era del Secondo Tempio costruito da Erode. Gli spazi e le piccole cave formatesi nel corso degli anni porteranno i visitatori a vivere un viaggio attraverso il tempo, in cui potranno scoprire diverse strutture e architetture risalenti al periodo del Secondo Tempio, al Medioevo e ai recenti tempi moderni. I tunnel del Muro Occidentale sono considerati il pomo della discordia tra Musulmani ed Ebrei, a causa della vicinanza con il Monte del Tempio e col Santo dei Santi. La disputa e’ cresciuta in seguito ai progetti di scavo iniziati dopo la Guerra dei Sei Giorni, che hanno permesso agli Ebrei di avvicinarsi al Muro Occidentale ed ai suoi tunnel. La visita al Tunnel del Muro Occidentale e’ un affascinante viaggio storico ed archeologico, oltre che di spirituale importanza. I tunnel, infatti, conducono ad un punto vicinissimo al Santo dei Santi, nella locazione esatta di fronte alla posizione in cui quest’ultimo e’ situato sul Monte Moriah.
  • –  Ospizio Austriaco : non puo’ mancare una visita all’Ospizio Austriaco, che si trova al termine della Via Dolorosa nel mezzo della Citta’ Vecchia. Nato come ospizio per pellegrini nella seconda meta’ dell’Ottocento, e’ costituito da un grande edificio, molto elegante, che si affaccia su di un bellissimo e rigoglioso giardino, un posto ideale per una breve sosta. Sulla strada tra Gerusalemme e Gerico si visitera’ la Locanda del Buon Samaritano (luogo della famosa parabola), dove si trovano i resti di una chiesa bizantina e dove si trova il nuovo museo speciale, ospitato in un caravanserraglio restaurato costruito in epoca ottomana.
    Ci si trasferira’ poi a sud di Gerico dove si trova Nebi Mussa, dove secondo la tradizione locale si dice si trovi la Tomba (musulmana) di Mose’ e che, per questo motivo, e’ meta di pellegrinaggio fin dal XII secolo, in particolare durante il mese di aprile. Sebbene le Sacre Scritture dicano che Mose’ mori’ e fu sepolto sul Monte Nebo (sull’altra sponda del Giordano, nell’attuale Giordania) e che la sua tomba non fu mai ritrovata, la leggenda vuole che Saladino in sogno ebbe la rivelazione del luogo esatto della sepoltura di Mose’ e vi costrui’ prima un cenotafio e poi una moschea. La parte principale della costruzione attuale risale all’epoca del sultano mamelucco Baybars (1269 d.C.). Nel 1410 venne aggiunto alla moschea un minareto con un ospizio per

accogliere i pellegrini, ampliato poi nei secoli successivi. L’edificio venne restaurato nel 1820 dai Turchi, che inaugurarono un pellegrinaggio di una settimana che partiva dalla moschea al-Aqsa di Gerusalemme. Le processioni erano festose, con preghiere, canti, balli e musica di flauti. L’architettura e’ tipicamente islamica : l’ampio edificio con cortile centrale e 120 stanze e’ sormontato da una serie di cupole. La moschea principale si trova sul muro ovest del cortile; a destra dell’ingresso una porticina conduce alla stanza in cui si trova quella che viene considerata la tomba di Mose’.

Arrivo al Dead Sea. Cena e pernottamento al Kibbutz Kalia o similare.

Giorno 3
Visita dei seguenti luoghi :
– Al mattino visita al Monastero di San Gerasimo, a 2 km dal fiume Giordano vicino all’oasi di Deir Hajlah,

nel deserto di Giuda.
Il nome del monastero, dal nome di colui che ha costruito nel IV secolo uno dei piu’ antichi monasteri nel

deserto di Giuda, conserva anche il nome dell’insediamento biblico “Beit Cogla” che viene menzionato nel libro di Giosue’ (Giosue’,15,6) come il confine occidentale tra la Terra della Tribu’ di Giuda e la Terra della Tribu’ di Beniamino. Un insediamento con questo nome esisteva gia’ in questo luogo nel periodo bizantino. La tradizione ebraica indica questa zona a nord del Mar Morto come il luogo in cui Giosue’, figlio di Nun, attraverso’ il fiume Giordano e da li’ continuo’ per conquistare la vicina Gerico. La tradizione cristiana indica questo luogo come una delle stazioni di riposo in cui si accamparono la Vergine Maria, San Giuseppe e Gesu’ bambino sulla strada per l’Egitto mentre fuggivano da Erode.

San Gerasimo e’ conosciuto per i miracoli che compiva. Lui e’ considerato il protettore degli animali. Secondo la tradizione, infatti, San Gerasimo nel deserto si imbatte’ in un leone feroce che ruggiva con grande dolore perche’ aveva una spina conficcata nel piede. La bestia gli mostro’ la sua zampa ferita. San Gerasimo estrasse la spina dal piede e curo’ il leone fino alla sua completa guarigione. In seguito a cio’, il leone, pieno di gratitudine, accompagno’ il Santo eremita dappertutto, come se fosse un suo discepolo e lo protesse da ogni male. Quando San Gerasimo mori’ (nel 475 d.C.), il leone in preda alla disperazione rimase seduto sulla tomba del Santo e rifiuto’ di mangiare e bere fino a che il leone mori’. San Gerasimo gesti’ il monastero di Deir Hajlah. Il monastero stesso funziono’ nella forma di una laura (insediamento monastico tipico del Cristianesimo orientale e composto da un agglomerato di celle o di grotte di monaci eremiti) con una piccola chiesa e a volte anche un refettorio : il monastero veniva usato come luogo di preghiera comunitaria e refettorio solo il sabato e la domenica; il resto della settimana i membri della laura stavano da soli in segregazione e preghiera nelle caverne e celle della zona. Del monastero bizantino non e’ rimasto nulla, ma una gran parte delle celle della laura sono ancora ben conservate. Parte delle celle e’ scavata nella roccia e un’altra parte e’ costruita nella terra morbida lungo la sponda del Wadi Nahil (dove scorre il “Fiume dei datteri”). La maggior parte delle celle e’ piccola, a parte una cella, scavata, che comprende diverse stanze ed una piccola cappella per la preghiera.
– A Gerico vista da lontano del Monastero della Tentazione e tempo permetendo salita con la funivia.

L’episodio delle tentazioni di Gesu’ durante i quaranta giorni nel Deserto della Giudea, avvenuto immediatamente dopo il suo battesimo e prima di ritornare in Galilea e iniziare il suo ministero, e’ riportato solo dai vangeli sinottici, mentre e’ completamente assente nel Vangelo secondo Giovanni. Quest’ultimo precisa in modo esplicito che Gesu’, ancora il giorno successivo al suo battesimo, viene visto da Giovanni il Battista presso il Giordano e si rechera’ tre giorni dopo a Cana, in Galilea, ad una festa di nozze dove iniziera’ il suo ministero.

Anche all’interno degli unici due vangeli sinottici che riferiscono i particolari dell’episodio vi e’ una differenza nel racconto : secondo Luca, il diavolo prima offre a Gesu’ tutti i regni del mondo e poi lo sfida a gettarsi dal pinnacolo del Tempio, mentre al contrario, secondo Matteo, il diavolo prima sfida Gesu’ a gettarsi dal pinnacolo del Tempio e solo dopo gli offre tutti i regni del mondo. Secondo gli esegeti curatori del “Nuovo Grande Commentario Biblico” e quelli dell’interconfessionale Bibbia TOB, Luca inverte le due tentazioni per porre l’ultima proprio a Gerusalemme, citta’ dal profondo significato simbolico, “dove la passione sara’ il supremo assalto del diavolo”.

  • –  Parco Nazionale di Ein Gedi, con il bellissimo mosaico della sinagoga bizantina.
  • –  Bagno nel Mar Morto e pranzo al Crown Plaza o similare.
    Arrivo a Ein Bokek. Cena e pernottamento al Leonardo Dead Sea Hotel.

Giorno 4 Partenza verso Eilat.

Sulla strada si visita il Parco di Timna : fenomeno geologico unico e parte della Faglia Turca Africana; vi si trovano le prime miniere di rame del tempo pre-egiziano, la storia pagana che passa in ogni fede, il Tabernacolo simbolico.
La Valle di Timna e’ una regione di alto valore archeologico, situata nel deserto del Negev, in Israele, a 30 km a nord di Eilat. Vi si trovano delle miniere di rame che furono sfruttate quasi continuativamente dal VI millennio a.C. al Medioevo.

Negli anni trenta quest’area fu associata alle leggendarie miniere del re Salomone, benche’ attualmente gli stessi archeologi israeliani, anche supponendo storica la figura di Salomone, considerino il suo regno di dimensioni molto piu’ limitate e non comprendenti territori cosi’ a sud di Gerusalemme, mentre datazioni piu’ recenti indicano che il sito era frequentato ancora piu’ anticamente. La miniera piu’ antica risalirebbe al Calcolitico, mentre le dinastie egizie XVIII e XIX sfruttarono l’area estensivamente, in collaborazione con le tribu’ della regione. Nel Parco, vicina al lago, si puo’ visitare anche “il Tabernacolo”, un’accurata ed autentica replica del biblico Tabernacolo del Santo dei Santi e dell’arca usato dagli Israeliti durante gli anni in cui vagabondarono nel deserto, costruito secondo quanto e’ descritto nella Bibbia.

Una grande porzione della valle e’ oggi inclusa nel parco nazionale della Valle del Timna.
Nel luglio 2011 il governo israeliano ha approvato la costruzione di un aeroporto internazionale nella valle. L’archeologo Beno Rothenberg ha rinvenuto un piccolo tempio egizio dedicato ad Hathor, la dea egizia delle miniere, alla base dei Pilastri di Salomone. Il tempio era stato costruito durante il regno del faraone Seti I, verso la fine del XIV secolo a.C.. La struttura e’ stata rovinata da un terrremoto, per poi essere ricostruita sotto il regno del faraone Ramsete II nel XIII secolo a.C., con un cortile piu’ ampio e mura piu’ elaborate. Le dimensioni dell’altare originario erano di 15 metri per 15 ed era ricoperto da arenaria bianca reperita nelle vicinanze. Il tempio ha restituito un buon numero di geroglifici, gioielli e numerosi altri artefatti che hanno fornito agli archeologi importanti informazioni sul sito.
Se vi e’ tempo, si potra’ percorrere a piedi il Red Canyon (Canyon Rosso).
Arrivo ad Eilat, cena e pernottamento al Prima Music Hotel.

Giorno 5
Da Eilat passeremo la frontiera con l’Egitto, poi viaggeremo verso la penisola del Sinai fino a raggiungere il Monastero di Santa Caterina. Visita del Monastero, dal significato cristiano molto importante : come mai ? Chi sono i Beduini della zona ? Sara’ un bellissimo viaggio nella Penisola.
L’origine del monastero ha radici antichissime. La sua fondazione si fa risalire a Sant’Elena, madre dell’imperatore Costantino, che nel 328 fece costruire una sorta di primitiva cappella votiva nel presunto luogo dove secondo la tradizione cristiana Mose’ parlo’ con Dio, nell’episodio biblico del roveto ardente (Esodo 3, 2- 6). La piu’ antica notizia documentata di questo luogo di culto e’ riscontrabile nell’Itinerarium Egeriae di Egeria, una monaca originaria della Gallia che visito’ i luoghi biblici attraverso un lungo pellegrinaggio compiuto tra il 381 e il 384. Tra il 527 e il 565 l’imperatore Giustiniano fece realizzare, accanto alla cappella, un primo nucleo che prese il nome di “Monastero della Trasfigurazione”. In seguito egli fece fortificare il monastero dotandolo di una cinta muraria per difenderlo dalle incursioni dei predoni e finanzio’ la produzione delle prime icone.
Nel corso del VII secolo il monastero divenne un luogo di culto anche per l’Islam poiche’, secondo il documento che la tradizione sostiene essere stato redatto da Maometto, il Profeta accordava protezione al monastero perche’ all’interno delle sue mura fu accolto e protetto dai nemici. La conservazione di questo manoscritto all’interno del monastero fu determinante per la sopravvivenza alla dominazione araba, anche se i monaci ne furono allontanati.
Durante il VII secolo i monaci furono dispersi. Tuttavia il monastero sopravvisse perche’ ben protetto dalle possenti mura in cui l’unico accesso era un piccolo varco posto a diversi metri di altezza e raggiungibile soltanto tramite una carrucola. Intorno al IX secolo il monastero torno’ ad essere accessibile alla comunita’ di monaci che, in seguito al presunto ritrovamento dei resti della protomartire cristiana Caterina d’Alessandria, lo rinominarono intitolandolo a lei e le sue reliquie custodite all’interno divennero presto oggetto di venerazione per i numerosi pellegrini.
Nel 1107, sotto il dominio sciita del Califfato dei Fatimidi, il monastero subi’ l’influenza dell’Islam e, in virtu’ della reliquia di Maometto, fu costruita la moschea dei Fatimidi. Essa pero’ non venne mai ufficialmente aperta al culto poiche’, per un errore di orientamento, non fu orientata verso la Mecca. Con l’avvento della seconda crociata, il monastero torno’ ad essere ricorrente meta di pellegrinaggio sulla via per la Terra Santa e divenne riferimento di altre affiliazioni monastiche dell’Asia Minore dislocate tra Costantinopoli, Egitto, Palestina, Siria

e anche presso le isole di Creta e Cipro. Il monastero e’ sotto la giurisdizione del Patriarcato Ortodosso di Gerusalemme.
Risparmiato dalle campagne di conquista condotte da Napoleone Bonaparte e dalle mire del colonialismo, il monastero e’ stato meta di studiosi per tutto l’Ottocento. Nel 1844 Konstantin von Tischendorf si reco’ al monastero per approfondire i suoi studi sui testi antichi e riporto’ alla luce il Codex Sinaiticus che ora e’ conservato presso la British Library di Londra. Il monastero ha dignita’ di chiesa autonoma ed autocefala ed ospita stabilmente circa venti monaci sottoposti all’autorita’ di un abate, che e’ anche vescovo del Sinai. Da anni e’ meta di visite guidate.

Arrivo a Santa Caterina. Cena e pernottamento al MorgenLand Village Hotel.

Giorno 6
Al mattino gita in barca alla piccolissima isola che si chiama Isola del Corallo o Isola del Faraone, piccolo atollo in granito circondato da barriere coralline, per vedere e sentire la storia crudele tra i Crociati ed i Musulmani che da quella isola andavano verso la Mecca.
L’isola e’ posizionata nella baia di Eilat nel Mar Rosso ed appartiene all’Egitto. Tra il 14.o ed il 12.o secolo a.C. spedizioni egizie lavoravano nelle miniere di rame a Timna. Il rame veniva poi trasportato su asini verso l’unico porto naturale, nella baia di Eilat, che si trovava nell’Isola del corallo. Nella parte sud e relativamente piatta dell’isola sono stati trovati i resti di un porto antico dell’eta’ del ferro, epoca che e’ parallela all’epoca biblica dello stato di Israele unito. Alcuni studiosi ritengono che l’isola fu il porto di Etzion-Geber nominato diverse volte nella Bibbia (1 Re 9,26). L’isola continuo’ ad essere abitata anche durante il periodo bizantino. Alcuni ricercatori pensano che fino alla prima meta’ del 6.o secolo esisteva sull’isola una piccola comunita’ ebraica autonoma chiamata Iotva’ che viene menzionata in fonti dell’epoca come un insediamento che si trovava su di una isola nella baia di Eilat.
Nel 1115 Baldovino I re di Gerusalemme costrui’, su di una collina alta 30 m nella parte nord dell’isola, una fortezza crociata che venne chiamata “Ile de Graye”, con l’intento di proteggere l’entrata della baia ed ospitare i pellegrini cristiani che si spostavano tra Gerusalemme ed il Monastero di Santa Caterina, due localita’ simbolo della cristianita’. Successivamente la fortezza venne rinforzata da Folco d’Angio’, re di Gerusalemme durante il 12.o secolo. Ma nel 1171 Saladino inizio’ la conquista dell’isola che termino’ nel 1182, sottraendola cosi’ ai crociati. In questo periodo la cinta muraria della fortezza crociata venne da Saladino ulteriormente rinforzata e la fortezza da allora venne chiamata col suo nome. Successivamente l’isola venne conquistata dai Mamelucchi : da questo momento in poi l’isola perse gran parte della sua importanza.
Della fortezza originale del 1115 oggi rimangono solo delle parti, anche se di recente e’ stata ristrutturata permettendo di ammirare anche delle stanze interne, caratterizzate da passaggi ad arco, i bagni, le cucine con degli enormi forni ed i quartieri dormitorio per le truppe e i pochi membri della servitu’. Sul perimetro esterno si possono ammirare le torri circolari, che servivano per le vedette e gli arceri che controllavano le coste, e le alte mura merlate, tipicamente medievali. Dal 2003 l’isola fa parte del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO.

Una volta terminata la gita all’Isola del Corallo passeremo la frontiera con Israele per dirigerci di nuovo verso Eilat.
Cena e pernottamento al Prima Music Hotel.

Giorno 7
Ad Eilat si visitano :

  • –  Bird Observation Park, bacino dove normalmente decine di uccelli fanno una sosta quando migrano dall’Europa all’Africa per sfuggire all’inverno europeo.
  • –  Underwater Observatory, osservatorio subacqueo tra i piu’ grandi al mondo.
  • –  Successivamente navigazione FACOLTATIVO – DA PAGARE A PARTE PREVIA PRENOTAZIONE IN ANTICIPO (barca Merry Lu/Yossi Marzuk, 200 NIS a persona) per alcune ore su una barca (solo il nostro gruppo) con pranzo a bordo e tanto buon umore (che dobbiamo portare noi !!). In alternativa mezza giornata libera a Eilat.

Giorno 8
Trasferimento da Eilat all’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv, in tempo utile per il volo Tel Aviv – Milano.

Il prezzo previsto, per persona in una camera doppia, per un gruppo di 20 persone minimo è di 1,700 Euro per persona

 

One Response to VIAGGIO in ISRAELE con ADI – 2020

  1. ennio ha detto:

    molto bello spero proprio di poter partecipare se la faccenda CoronaVirus ci abbandonerà per sempre. il periodo 2/9 novembre è ottimo, tra le informazioni manca il Tour operator ed il codice ibam per il versamentp ma questo forse sarà definito un poco più avanti

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