Poster 68° Yom Haatzmaut

Cari amici di Israele e simpatizzanti, qui al fianco troverete il poster della festa del 68° Yom Haatzmaut (il 68° anniversario della costituzione dello stato d’Israele) organizzato da ADI in collaborazione con la comunità Ebraica di Milano e alle varie associazioni Ebraiche. L’appuntamento è a Milano il 15 Maggio 2016 alla Società Umanitaria dalle ore 10.30 alle ore 18.00. Siete tutti invitati a festeggiare con noi e vi invito a dare massima diffusione alla festa compreso stampare il poster e attaccarlo dovunque. Più siamo meglio festeggiamo.

Eyal Mizrahi – presidente ADI

Per info. 328.4584284

 

Cari Amici di Israele,

E’ passato il 2015, un anno duro e complesso sia dal punto di vista

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Bandiere tante. Di tutti i colori dell’arcobaleno. Come giusto e legittimo: bandiere dei partiti, dei sindacati, di tutte le sigle scese in piazza a festeggiare la Liberazione. La Stelle di David invece è stata oggetto di contestazioni e insulti vergognosi. Compariva nello stemma delle Brigata ebraica, che partecipò alla guerra inquadrata nell’esercito britannico. Eppure la sinistra antagonista e i gruppi estremisti anti-israeliani e antisemiti non vogliono vederla, quella stella, né sulle insegne dei partigiani ebrei né sulla bandiera dello stato israeliano.

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smuragliaDa anni c’è chi prova a inquinare lo spirito più autentico del 25 aprile con iniziative che intendo rigettare chiaramente. Siamo al lavoro per instaurare anticorpi solidi, che tengano il più possibile al riparo da brutte sorprese”. Con fermezza, attraverso il nostro notiziario, il presidente nazionale dell’Anpi Carlo Smuraglia (nell’immagine) risponde al tentativo di un ampio gruppo di associazioni propal di rovinare la festa della Resistenza con nuovi slogan e parole d’odio nei confronti di Israele. “Confido nel commissario straordinario dell’Anpi Roma, Claudio Maderloni, affinché le iniziative del 25 aprile nella Capitale possano svolgersi con gioia e serenità” dice Smuraglia, intervenendo a poche ore da una riunione programmatica organizzata nelle aule della facoltà di Fisica dell’Università La Sapienza dal Forum Palestina.

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L’ambasciatore Danon: “Ci adopereremo per diffondere il contenuto censurato a milioni di persone in tutto il mondo”

israele.net

Le Nazioni Unite hanno deciso di censurare i tre pannelli relativi a Sionismo, Gerusalemme e Arabi israeliani compresi in una mostra di 13 pannelli su Israele, definendoli “inappropriati”.

L’ambasciatore d’Israele all’Onu Danny Danon, che ha organizzato la mostra in collaborazione con la ong “StandWithUs”, ha scritto domenica al Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon chiedendo che la decisione venga revocata. Se la decisione non verrà revocata, Danon ha annunciato che esporrà i temi censurati con una nuova mostra volta a protestare contro l’assurdità della decisione delle Nazioni Unite.

L’apertura della mostra è prevista per lunedì nelle sede delle Nazioni Unite a New York.

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Abbiamo la memoria corta e preferiamo dimenticare quel che ci disturba o interferisce con lo svolgersi della nostra vita quotidiana. E chi ha meno di 40 anni ha anche il diritto di ignorare quel che i media, nel frettoloso riferire del presente, omettono o non  spiegano. Una breve ricapitolazione di come il terrorismo ha cambiato pelle negli ultimi 60 anni può pertanto essere utile. Il terrorismo, nelle forme che conosciamo, è nato nei primi anni ’70 dello scorso secolo, ad opera dell’OLP di Yasser Arafat, ed era rivolto specificamente contro gli ebrei e contro lo stato d’Israele.

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Miliardi e miliardi di sterline dei contribuenti inglesi sono finiti nelle mani del terrorismo palestinese. Domenica il quotidiano britannico Daily Mail ha rivelato come gli aiuti finanziari della Corona di Sua Maestà siano arrivati ad attentatori suicidi palestinesi, impegnati nell’Intifada contro Israele. Si tratta di un utilizzo del denaro pubblico che, specialmente dopo le stragi di Bruxelles, rischia di accendere ancor di più il dibattito pubblico inglese sul terrorismo e sulla politica estera. Londra è tra le principali economie del mondo quella che destina la più alta percentuale del suo elevato reddito nazionale lordo in aiuti esteri: lo 0,7 percento, un obiettivo, noto come “ODA/GNI target”, fissato per legge (unico caso tra i paesi del G7). Il Mail ha lanciato una campagna informativa per “porre fine alla follia degli aiuti” e ha promosso una petizione sul sul sito di Downing Street affinché il Parlamento riapra il dibattito sul tema. Tra i parlamentari a sostegno della battaglia c’è il conservatore Philip Davies che ha dichiarato: “In un momento in cui stiamo facendo tagli a casa è completamente ingiustificabile continuare ad aumentare ogni anno la somma che spendiamo in aiuti all’estero”.

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Fonti vicine sia a Hamas che a Fatah affermano che i due movimenti rivali palestinesi potrebbero aver fatto un importante passo avanti nei colloqui per la riconciliazione che sono in corso a Doha, in Qatar. Ma quanto sono attendibili questi resoconti? I dettagli circa il presunto accordo di riconciliazione sono assai scarsi. Alcune fonti sostengono che Fatah e Hamas hanno nuovamente concordato di formare un governo di “unità nazionale” e di indire elezioni parlamentari entro sei mesi. Secondo altre fonti, meno ottimiste, i colloqui sarebbero a un punto morto e l’unica cosa concordata fra le parti è che sia i rappresentanti di Hamas che quelli di Fatah eviteranno di parlare coi mass-media sul presunto accordo.

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22 Mar 2016

Ariel Shimona Edith Besozzi

Quanti altri attentati dovrà subire l’europa prima di reagire all’attacco del terrorismo islamico? Sarà capace finalmente di difendersi e di reagire o di nuovo dovremo assistere al teatrino terzomondista e pacivendolo che ha caratterizzato i commenti seguiti agli attentati di Parigi?

E’ necessario che l’europa impari la propria fragilità e che faccia di questo una nuova consapevolezza, sulla quale costruire un’identità forte che sappia reagire e contrapporsi a ciò che sta accadendo. Come può farlo? Può farlo a partire da sé, a partire dal riconoscimento delle proprie identità e dal rafforzamento di queste.

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