Cari amici

In allegato (qui sotto) troverete il modulo d’iscrizione alla Federazione Sionistica Italiana (F.S.I). Assieme al modulo d’iscrizione troverete anche la descrizione del movimento Over The Rainbow che ha lanciato questo progetto del rinnovamento della F.S.I. Visto che abbiamo tempo fino a Ottobre 2014 per raccogliere più adesioni possibili per rilanciare il progetto Federazione Sionistica in Italia, vi prego di cominciare subito a far iscrivere più persone possibili.

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ADI news

 

 

 

Cari amici di Israele

Vi informo che il 4° viaggio ADI dal 7 al 14 Settembre 2014 si farà, per cui invito  calorosamente coloro che vorrebbero partire con noi di contattare al più presto il tour operator Easy Israel.

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Speravo che tutti i soldati sarebbero tornati dalle proprie madri e nessuna avrebbe dovuto seppellire il proprio figlio. Poi entrarono a Gaza.

Tutti raccontano della paura di chi vive a Gaza. Ecco l’altro punto di vista: la figlia del presidente della comunità ebraica milanese Walker Meghnagi vive a Tel Aviv.

Ogni sera piango. Non c’è sera in cui arrivo seduta sul divano con un sorriso e ormai è così da 20 giorni. Solo che all’inizio mi dicevo di stare tranquilla e continuavo a pensare che tutto sarebbe finito velocemente e che non ci sarebbero state vittime. Speravo che tutti i soldati sarebbero tornati a casa dalle proprie madri e nessuna madre avrebbe dovuto seppellire il proprio figlio. Poi entrarono a Gaza e cominciai a capire che la situazione non era così semplice e che dovevo smetterla di pensarla ingenuamente. Ho avuto paura che le sirene suonassero quando ero fuori casa, ogni suono sembrava assomigliare a una sirena e invece era tutto frutto della mia immaginazione. Col passare delle settimane ho smesso di temere le sirene, perché le istruzioni sono chiare, ovunque tu sia, corri e trova un posto al riparo. Il suono della sirena, quei 90 secondi che sembrano infiniti, bloccano il cuore e il respiro, la gente spinge e cerca di mettere se stesso e i propri figli al sicuro e quando sentiamo i botti dei missili esplosi sopra le nostre teste tutti tirano un sospiro di sollievo. Ogni cosa che fai durante la giornata ti fa sentire in colpa, comese stessi sbagliando ad andare al mare in un normale giorno di luglio, perché ragazzi più giovani di me sono al fronte a proteggere me e i miei cari. Ho pensato di andarmene da Israele per paura, ma ogni volta che provavo a prenotare un biglietto di sola andata, avevo un ripensamento: non me ne voglio andare da qui. Ogni notte provo ad addormentarmi e ho paura di svegliarmi il mattino seguente e guardare il mio cellulare. Ogni mattino leggo «IDF soldier killed in Gaza» ed è così da 2 settimane. Non auguro a nessuno di vivere quello che stiamo vivendo,mi auguro solo che tutto questo finisca presto, che nonci siano più feriti né morti; che finalmente Israele smetta di essere il problema di tutti e che tutti capiscano che la causa dei loro problemi è un’altra.

 

Commento di Deborah Fait

Testata: Informazione Corretta
Data: 29 luglio 2014
Pagina: 1
Autore: Deborah Fait
Titolo: «’Nessuna guerra è più giustificata di questa’»

‘Nessuna guerra è più giustificata di questa’
di Deborah Fait

Soldati israeliani

In queste settimane di guerra il mio telecomando, come quello di tanti israeliani, sta urlando pietà…mi sto sciogliendo….

Salto dai canali israeliani, tutti, uno dopo l’altro, ai canali italiani, tutti, uno dopo l’altro, e ogni volta che mi fermo sui tiggì della Penisola mi viene, inevitabile, il mal di stomaco. Sembra che parlino di tutt’altro meno che della guerra che è in atto qui in Israele, sembra che trasmettano dalla luna, con veline mandate loro direttamente da Hamas attraverso il loro editore principale e più famoso, Pallywood.

Ieri, durante le quotidiane tavole rotonde sulla situazione della guerra, è arrivata la notizia che qualcosa era esploso vicino all’ospedale Shifra, il più grande di Gaza e in un parco giochi non lontano, morti e feriti. I palestinesi immediatamente hanno diffuso la notizia che erano stati colpi di cannone di Israele.

Per fortuna Tzahal si è affrettato a negare, dopo le esperienze passate e il ritardo con cui correggevano le notizie false di Pallywood, ritardi dovuti solo a onestà nel senso che prima appuro, faccio l’inchiesta e quando sono sicuro di essere estraneo alla vicenda, la smentisco. Giusto no? E’ così che fanno le persone oneste no?

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Sale a 86mila il numero di soldati mobilitati. L’esercito: la distruzione dei tunnel è questione di giorni.

Con la mobilitazione di altri 16mila riservisti è arrivato a 86mila il numero di uomini richiamati da Israele per le operazioni militare contro la Striscia di Gaza che ormai proseguono da quasi un mese.

Un gruppo di riservisti di ritorno dai combattimenti a Khan Younis

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Il Ministro degli Esteri italiano Mogherini, forse prossima Mrs. Pesc, ha reso noto di aver avuto ieri una telefonata con il suo omologo iraniano Zarif, a proposito della crisi di Gaza. Nel comunicato rilasciato dalla Farnesina, testualmente, si legge: “La drammatica situazione a Gaza è stata al centro di un colloquio tra il ministro degli Esteri, Federica Mogherini, e il ministro degli Esteri iraniano Mohammad Javad Zarif. Nel corso della telefonata, richiesta da Zarif, i due ministri hanno convenuto sulla necessità di mettere fine immediatamente alla perdita di vite umane a Gaza e in Israele, e di rinnovare e rendere poi sostenibile nel lungo periodo un cessate il fuoco. I due ministri hanno anche discusso della necessità di lavorare a una soluzione onnicomprensiva del conflitto, e al miglioramento delle condizioni di vita in Cisgiordania e a Gaza“.

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IN FRANCIA: TIRATE BOMBE INCENDIARIE SU CENTRO EBRAICO A TOLOSA DOPO LA MANIFESTAZIONE ANTI ISRAELE

Un altro attacco a una Sinagoga in Germania: bombe molotov la notte scorsa contro la Sinagoga di Wuppertal

La polizia a Tolosa ha arrestato un uomo che scagliò tre bombe incendiarie in un centro della comunità ebraica a seguito di una manifestazione anti-israele avvenuta a poca distanza dall’edificio.

L’incidente è avvenuto Sabato, un’ora dopo la conclusione di una manifestazione contro le azioni di Israele contro Hamas a Gaza, a riferirlo è stata l’agenzia di stampa AFP.

L’uomo lanciò due bombe incendiarie sulla recinzione del centro e una terza sulla facciata del palazzo, ma nessuna delle bombe ha colpito il bersaglio con successo. Il personaggio, identificato dalla polizia, ha anche scagliato pietre al centro “Espace du Judaïsme”, struttura che contiene una sinagoga, una biblioteca e una sala conferenze, tra le altre strutture.

“Le nostre vite sono diventate assurde”, dichiara Nicole Yardeni, capo della filiale locale del gruppo CRIF (ombrello delle comunità ebraiche francesi). “Noi sopportiamo insulti quotidiani e riceviamo sputato, una sensazione generale di ansia perché una parte della popolazione ha una mente avvelenata che li porta a desiderare di ferire gli ebrei, indipendentemente da Gaza”.

Un altro attacco a una Sinagoga europea, in Germania: bombe molotov la notte scorsa contro la Sinagoga di Wuppertal
www.ynetnews.com

 


QUESTO è IL LINK:
http://www.i24news.tv/en/tv/live

It is a 24 hour news feed (from the Israeli perspective) and is intended to rival CNN, Al-Jazeera, BBC, etc. and it covers world news but also has a specific Israel news section.
So many people don’t know about it, but let’s not keep it a secret!
I understand that there are already many hits from across the Arab world too they too are watching .

 

image001Fonte: Corriere della Sera, 22 Luglio 2014
di Bernard-Henri Levy

Così dunque domenica scorsa, a Parigi, col pretesto di «difendere la Palestina», migliaia di uomini e donne se la sono presa di nuovo con gli ebrei. A questi imbecilli oltre che mascalzoni, o viceversa, ricordiamo, ad ogni buon conto, che mescolare ebrei e israeliani in una stessa riprovazione è il principio stesso di un antisemitismo che, in Francia, viene punito dalla legge.

Ricordiamo che nessuna indignazione, nessuna solidarietà nei confronti di una qualsiasi causa può, non dico autorizzare, ma scusare il gesto virtualmente pogromista che è il saccheggio, a Sarcelles, di una «farmacia ebraica» o di una «drogheria ebraica». A tali mascalzoni oltre che imbecilli, o viceversa, che la settimana precedente se la prendevano con due sinagoghe e, otto giorni dopo, recitano un remake penoso, e grazie al cielo ancora in modo minore, della notte dei cristalli, ripetiamo che questo tipo di azioni non trova spazio né in Francia né in alcun altro Paese dell’Europa contemporanea. Segnaliamo loro, en passant, che riunirsi dietro a razzi Qassam in cartapesta riproducenti le granate lanciate, alla cieca, su donne, bambini, vecchi, insomma sui civili di Israele, non è un atto anodino, ma un gesto di appoggio a un’impresa terroristica. A coloro che, fra questi, avevano realmente a cuore la causa di Gaza e sfilavano con striscioni su cui si evocavano le decine di innocenti uccisi dall’inizio della controffensiva israeliana, non saremo così crudeli da chiedere perché non sono mai lì, mai, sullo stesso selciato parigino, per piangere, non le decine, ma le decine di migliaia di altri innocenti uccisi, da circa quattro anni, nell’altro Paese arabo che è la Siria.

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(Fonte HuffPost Italia)
Shimon-Peres

“Sono venuto qui per ringraziarvi per il privilegio che mi avete accordato di servire il nostro Paese e i suoi cittadini in questi ultimi sette anni. Non c’è privilegio più grande. Grazie.

Israele, questo piccolo paese, è diventato un grande stato. Non conosco nessun altro paese sulla faccia della terra o in tutta la storia che abbia meravigliato e sorpreso altrettanto. Riunendo i suoi cittadini. Facendo rifiorire le sue zone selvagge. Risorgendo dalle proprie rovine, sopravvivendo ad un terribile Olocausto. Contrattaccando a sette guerre. Riportando alla vita la sua lingua. Rispettando le sue tradizioni pur sposando la modernità. E allo stesso tempo costruendo uno stato che continua a svilupparsi. Una nazione con i propri valori e che pratica la democrazia. Una nazione senza risorse naturali, che impiega piuttosto l’ingegnosità del suo popolo. Le nostre risorse umane sono molto più preziose dei pozzi petroliferi e delle miniere d’oro. Una patria che è stata fondata su un nucleo storico e che è diventata uno stato rilevante nel nuovo mondo scientifico.

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di Michael Sfaradi su Libero.
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Un articolo importante perché l’unica voce italiana che solleva “dubbi” e non propone quella sciagurata sentenza di colpevolezza contro Israele che in queste ore si rivela infondata.

“Quella della morte di 15 persone e del ferimento di almeno altre 100 in una scuola dell’Unrwa (agenzia Onu per i palestinesi) a Beit Hanoun, a nord della Striscia di Gaza è a tutti gli effetti la cronaca del disastro annunciato. La scuola si trova in una zona che era interessata da intensi combattimenti di terra fra l’esercito israeliano e i miliziani di Hamas. Secondo testimonianze raccolte dai sopravvissuti alcuni ordigni hanno colpito l’area dell’istituto e nelle esplosioni che ne sono seguite si è consumata la tragedia di quelle persone che avevano cercato rifugio proprio sotto la bandiera dell’Onu. Anche se in un primo momento Hamas ha addossato la responsabilità alle forze di difesa israeliane fin dalle prime ore si è capito che il quadro era diverso da quello raccontato dalla propaganda, e che le eventuali colpe andavano
cercate altrove.

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