Cari Amici di Israele e simpatizzanti

 

Ormai siamo vicinissimi alla data ultima per la conferma di questo speciale e unico viaggio in Israele,  improntato ad avvicinare la gente alla straordinaria ricchezza culinaria del paese e ai suoi vini ormai riconosciuti anche a livello internazionale oltre che  alla conoscenza dei suoi bellissimi paesaggi e unica storia pluri millenaria. Entro il 29 Luglio dovremo confermare i voli con la El Al e mancano ancora 2 persone per il minimo di 15 viaggiatori. Chi ha intenzione di venire con noi e partecipare a questa nuova entusiasmante avventura è calorosamente invitato a confermarlo subito al operatore turistico come indicato nell’informativa che troverete qui sotto nell’articolo seguente. Siete pregati di divulgare questo messaggio a tutte le persone che secondo voi potrebbero essere interessati nel viaggio.

Eyal Mizrahi – Presidente ADI e l’accompagnatore del gruppo.

328.4584284

 

 

Cari amici, finalmente ci siamo, dopo 9 mesi di gestazione e infinite sollecitazioni è nato il 6° viaggio ADI in Israele. Questo viaggio sarà incentrato alla scoperta del variegato mondo  gastronomico Israeliano, alla scoperta dell’ormai maturo mondo enologico e alla visita di centri agricoli all’avanguardia. Lungo la strada visiteremo anche  importantissimi siti archeologici e non mancheranno neanche i momenti di svago, relax e naturalmente shopping, tutto concentrato in 8 giorni e sette notti di permanenza in uno dei paesi più interessanti al mondo. Come sempre sarò io l’accompagnatore del gruppo e  visto il tempo limite per l’iscrizione al viaggio (20 Luglio 2016), siete pregati di mandare la vostra conferma subito. Informate per favore anche tutti vostri amici perché dovremo arrivare al minimo di 20 partecipanti in brevissimo tempo. In allegato troverete Programma e modulo d’iscrizione.

Per info 328.4584284

Eyal Mizrahi – Presidente ADI

PROGRAMMA VIAGGIO ADI

MODULO ADESIONE

 

Cari Amici di Israele,

E’ passato il 2015, un anno duro e complesso sia dal punto di vista

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PRESSO IL TEATRO GRANDE A BRESCIA

IL 9 SETTEMBRE 2016

SI TERRA’ LA REPLICA DEL CONCERTO CHE TOSCANINI FECE NEL 1936 INAUGURANDO LA FILARMONICA DI ISRAELE. UN GRANDISSIMO EVENTO INTERNAZIONALE ALLA QUALE SIETE TUTTI INVITATI A PARTECIPARE.
I BIGLIETTI (da 15 euro+prev) saranno in vendita nei mesi di luglio, agosto e settembre online sul sito vivaticket.it e presso tutti i rivenditori autorizzati vivaticket in particolare presso la Libreria Serra Tarantola Via Fratelli Porcellaga, 4 – 25122 Brescia Tel. +39 030 49300) ad esclusione della settimana dal 14 al 22 Agosto
I biglietti saranno inoltre acquistabili presso la Biglietteria del Teatro Grande nei giorni 8 settembre (dalle 13.30 alle 19.00) e 9 settembre (dalle 13.30 fino all’inizio del concerto).

Arturo Toscanini nasce a Parma il 25 marzo 1867, da una famiglia di patrioti  e di appassionati di musica lirica. Dimostrata fin dalla tenera età una grande disposizione musicale, Arturo diviene allievo interno della Regia scuola di Musica, dove studia armonia, composizione e violoncello diploman-dosi con lode. Nel 1886, durante una tournée in Brasile, è chiamato all’improvviso a sostituire il direttore d’orchestra Leopold Miguéz. Dirige a memoria Aida: non ha che diciannove anni, ed è l’inizio di una carriera che non avrà eguali. Dal 1895 è chiamato al Regio di Torino, dove dirige la prima della Bohème di Puccini.

Nei primi del ‘900 viene chiamato a New York, dove dirige al Metropolitan affiancando, all’inizio, Gustav Mahler.

Nel 1936 inaugura in Israele la neonata Orchestra di Palestina.

Dopo la guerra, nel 1946, Toscanini rientra in Italia per dirigere il concerto inaugurale della Scala ricostruita dopo i bombardamenti. Seguono molti impegni e progetti, ma la salute precaria lo costringe a lunghi periodi di riposo.

Il 16 gennaio 1957, in seguito ad una trombosi cerebrale, Toscanini muore nella sua Villa di Riverdale, presso New York.

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Ho voluto tradurre in italiano un articolo di un giornalista e intellettuale palestinese, Sami El Soudi. È un articolo molto interessante, che dovrebbero leggere soprattutto coloro che fanno i cazzari anti-sionisti nel M5S e nei centri socialioti, i buonisti di sinistra e tutti i radicalshic che non hanno capito ancora un cazzo.

Potete trovare l’articolo originale di Sami El Soudi in francese nel sito della sua agenzia stampa http://www.menapress.org/une-tache-de-barbarie-la-surface-d…

L’articolo è un po’ lungo ma leggetelo e diffondetelo. Sono parole di un arabo, di un palestinese!
UNA MACCHIA DI BARBARIE SULLA FACCIA DELLA TERRA

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BRUXELLES-Membri autorevoli del parlamento belga, appartenenti a tutto lo spettro politico, sia alla Camera che al Senato, hanno annunciato mercoledì la loro candidatura a Marwan Barghouti per il Premio Nobel per la Pace, riferendosi al parlamentare imprigionato dai sionisti come il “Mandela palestinese” e il simbolo della pace in Palestina.

“La pace necessita della liberazione di Barghouti e di tutti i prigionieri politici ed in generale della pace dei palestinesi che vivono ormai da decenni sotto l’occupazione politica”, riporta la lettera di nomina mandata al comitato norvegese del Nobel.

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Il politologo Giovanni Sartori sul politicamente corretto: “La sinistra non ha il coraggio di affrontare il problema”. Giovanni Sartori, fiorentino, 91 anni (quasi 92), considerato fra i massimi esperti di scienza politica a livello internazionale, da anni è attento osservatore dei temi-chiave di oggi: immigrazione, Islam, Europa. Professore su queste parole si gioca il nostro futuro. «Su queste parole si dicono molte sciocchezze». Su queste parole, in Francia, intellettuali di sinistra ora cominciano a parlare come la destra. Dicono che il multiculturalismo è fallito, che i flussi migratori dai Paesi musulmani sono insostenibili, che l’Islam non può integrarsi con l’Europa democratica… «Sono cose che dico da decenni».

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http://iluoghidelcuore.it/luoghi/17100

VITTORIO VENETO (TV)
Locandina Fai

Il borgo compreso tra le attuali via Daniele Manin (prima chiamata via Salsa), via Lorenzo Da Ponte (già via Calcada o Calcalda) e via Beniamino Labbi (detta la Bella Venezia), è tuttora comunemente denominato Ghetto perché fu a lungo sede di una comunità ebraica.

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Nel luglio del 2013, all’epoca della prima visita in Israele di una delegazione M5S, il neoeletto deputato del Movimento Manlio Di Stefano postò su facebook una suggestiva foto e, sotto, il commento: «Buongiorno Palestina». La foto però era Gerusalemme, non Ramallah.

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Benny Morris è uno dei maggiori esperti del conflitto arabo-Israeliano. Nato nel 1948, professore di storia al dipartimento di studi mediorientali all’università di Ben Gurion nel Negev, ha scritto libri fondamentali che nessuno studioso serio o ricercatore che voglia capire qualcosa di quello che è il più problematico e duraturo conflitto storico a livello planetario, può esimersi dal leggere. Tra di essi Esilio, Israele e l’esodo palestinese 1947-1949, Vittime, Storia del conflitto arabo-sionista 1881-2000, La prima guerra di Israele. Dalla fondazione al conflitto con gli stati arabi 1947-1949.
Il suo sguardo sulla storia è quello lucido e implacabile di un realista impenitente, il quale analizza e protocolla i fatti ad occhi completamente asciutti.
Ci siamo incontrati a Gerusalemme, nel quartiere di Rehavia, in una luminosa giornata di fine giugno.

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