Cari Amici Di Israele e simpatizanti

I numeri dell’estrazione a premi della festa  del 68° Yom Haatzmaut a Milano (Domenica 15 Maggio 2016), che hanno vinto un premio che non č stato ancora ritirato sono: 108, 123, 75,163,124,16. Per informazioni e per coordinare il ritiro dei premi chiamatemi al 328.4584284 o mandate una mail al:  eyal-m@alice.it

Eyal Mizrahi – Presidente ADI

 

Cari Amici di Israele,

E’ passato il 2015, un anno duro e complesso sia dal punto di vista

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Elezioni Amministrative – 5 giugno 2016

(i seggi saranno aperti dalle ore 7.00 alle ore 23.00.

Si può scegliere se esprimere una sola preferenza o  due preferenze.

Nel secondo caso, si vota indicando due candidati – della stessa lista – MA rigorosamente un uomo e una donna)

I Candidati al Consiglio Comunale

 

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Adrian Niscemi ha intervistato in esclusiva per Rights Reporter Shimona Edith Besozzi, autrice dello splendido libro “Sono Sionista” (distribuito da Belforte Editore), un libro che ho letto davvero tutto d’un fiato, con le presentazioni di Ugo Volli e Deborah Fait che centrano in pieno il messaggio che Shimona ha voluto lanciare con questo libro che non esito a definire un capolavoro. Avrei voluto fare una recensione del libro molto accurata che facesse da prefazione alla importantissima intervista ma vista la lunghezza del dialogo e, soprattutto, l’importanza dei contenuti di questo dialogo tra in nostro Niscemi e Shimona preferisco farlo separatamente e in maniera più approfondita. Permettetemi però di dire senza alcuna retorica che “Sono Sionista” è un libro assolutamente da leggere per chi vuole veramente e sinceramente approfondire le tematiche che riguardano il sionismo e cosa esso rappresenti e per chi voglia guardare al Medio Oriente con occhio preparato. “Sono Sionista” non è un libro “solo per sionisti” ma per tutti coloro che vogliono “capire” in maniera chiara e senza pregiudizi e leggendo l’intervista che segue ve ne renderete conto. (Maurizia De Groot Vos)

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BH’

 

SHAVUOT 2016-5776

 

SABATO 11 GIUGNO 2016

5 SIVAN 5776   ORE 21,30 

AL BETH SHLOMO

Corso Lodi 8C Piano 1

 

CARI AMICI ,SIETE  CALOROSAMENTE INVITATI A CONDIVIDERE TUTTI INSIEME , UN’OTTIMA  E FESTOSA CENA  PER CELEBRARE SHAVUOT, ALL’INSEGNA DELLA TRADIZIONE  

 

POICHE’ I POSTI SONO LIMITATI,  SIETE PREGATI DI CHIAMARE,  AL PIU’ PRESTO,PER LA PRENOTAZIONE NINA SCHEK AL NUMERO:

 3357102569 OPPURE 0229062721

COSTO € 30 GLI ADULTI ED € 15 I BAMBINI.

 

VI ASPETTIAMO  NUMEROSI CON GIOIA,  INSIEME ALLE VOSTRE FAMIGLIE ED AGLI AMICI  PIU’ CARI.

HAG SAMEAH  ED UN CORDIALISSIMO SHALOM

 

I PARNASSIM DEL BETH SHLOMO

 

Centro Studi Tempio del Centro City Center Synagogue                                        

Corso Lodi 8 C Milano

 

 

 

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La miglior risposta da dare a chi collega il boicottaggio di Israele al conflitto palestinese, la politica estera dell’Amministrazione Obama e l’Unione Europea di Mogherini si esprimono negli stessi termini – è porci e porre una domanda, da troppo tempo inspiegabilmente scomparsa dalle discussioni sui territori contesi. Israele ha una capitale, Gerusalemme, come mai tutte le ambasciate sono ancora a Tel Aviv ? E’ l’unico stato al mondo che in quasi 70 anni di esistenza non vede riconosciuto un suo diritto fondamentale. Potranno continuare all’infinito le discussioni su territori occupati o contesi, ma un fatto è innegabile, Gerusalemme è la capitale di quello stato degli ebrei riconosciuto con il voto delle Nazioni Unite il 27 novembre 1947, respinto dai governi arabi della regione che hanno scelto invece la guerra.

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Il Foglio aveva parlato di Sumaya Abdel Qader, candidata al consiglio comunale di Milano nelle liste del partito Democratico in appoggio a Beppe Sala, leader affermata della galassia Ucoii (l’unione delle comunità islamiche italiane) e del Caim (il Coordinamento delle associazioni islamiche di Milano), associazioni cresciute nell’alveo dei Fratelli Musulmani, l’organizzazione internazionale fautrice dell’islam politico e bandita in diversi paesi. La candidata, sociologa di origini giordano-palestinesi ma nata a Perugia, dopo le polemiche ha smentito la sua vicinanza all’organizzazione estremista nata in Egitto: “Non mi riconosco nei Fratelli Musulmani”, ha dichiarato, aggiungendo, lei che è responsabile culturale del Caim, che non le risulta che nella sua associazione ci siano persone vicine alla Fratellanza. Le cose non stanno proprio così.

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J Street, il noto movimento della sinistra ebraica americana, ha ricevuto 576.500 dollari da Obama per sostenere l’accordo sul nucleare iraniano, lo rivela un articolo esplosivo della Associated Press nel quale si spiega come Obama abbia pagato diverse organizzazioni per creare consenso attorno all’accordo sul nucleare iraniano.

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Il giudice rivela i dettagli di un Lodo Moro stipulato con i libici tre anni prima di quello con i palestinesi, per ottenere la liberazione degli italiani imprigionati

Il colonnello Muammar Gheddafi (con il presidente egiziano Gamal Abd el-Nasser) in una foto del 1969, quando era appena salito al potere in Libia. È stato ucciso il 20 ottobre 2011 durante la guerra civile
nel suo Paese

FRANCESCO GRIGNETTI

Nella storia segreta della Repubblica c’è stato un altro Lodo Moro, oltre a quello stipulato nel 1973 con Arafat. Tre anni prima, Aldo Moro, che era ministro degli Esteri, raggiunse un analogo accordo con Gheddafi. Anche questo l’ha scoperto il giudice Carlo Mastelloni, oggi procuratore capo a Trieste, che più di tutti ha indagato sui rapporti tra italiani e mondo arabo. Racconta: «Avvenne al tempo della cacciata degli italiani dalla Libia, nel 1970, e fu preceduto da un lungo lavorio paradiplomatico. Su ordine dell’allora capo di stato maggiore dell’Esercito, il generale Francesco Mereu, ci furono diverse missioni preparatorie di un giovane colonnello dei carabinieri, Roberto Jucci, che poi fece carriera. Moro si affidava a queste missioni non ortodosse per battere la strada. Ma per raggiungere l’accordo non bastò un primo incontro: Gheddafi ricevette il ministro italiano senza scendere da cavallo e lo costrinse a guardare dal basso in alto. Al secondo incontro, presente anche il segretario generale della Farnesina, Roberto Gaja, finalmente i due si capirono».

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Zadikshow

di Roberto Zadik
Musica, cinema, spettacolo
23 maggio
Tanti auguri al geniale menestrello Bob Dylan in uscita col nuovo album “Fallen angels”
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In questo blog, non intendo limitarmi a un secco elenco di notizie e nemmeno darmi a sfoghi personali, ma alternare news a approfondimenti, concerti e recensioni a approfondimenti personali e biografici di grandi personaggi del mondo ebraico contemporaneo.

Da Jerry Lewis, a Lou Reed, da Peter Sellers a Woody Allen, ho cercato di fornire delle “fotografie umane”, addentrandomi nel carattere e nell’opera di queste leggende,  oltre che di elencare canzoni e film che ormai si possono trovare facilmente sul web.

Ebbene stavolta ho pensato all’enigmatico e sornione Zushe Ben Avraham, questo il nome ebraico di Robert Zimmermann noto internazionalmente come Bob Dylan. In occasione del suo 75esimo compleanno, nacque in un piccolo paesino del Minnesota, Dultuth, il 24 maggio 1941, ho deciso di dedicargli questo approfondimento e in questi giorni è anche uscito il suo nuovo album “Fallen angels” (Angeli caduti) dove rivisita alcuni classici folk tradizionali e brani sconosciyi della canzone americana da cui attinse specialmente all’inizio della sua carriera stringendo amicizia con personaggi come Johnny Cash, Pete Seeger e Woody Guthrie. E così è tornato ancora una volta e non si ferma mai.

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Progetto Dreyfus

I fascisti ritornano all’attacco e tentano di nuovo di Intitolare una strada a Giorgio Almirante, fascista e Capo Redattore de La Difesa della Razza. Ecco così scriveva: «Il razzismo ha da essere cibo di tutti e per tutti, se veramente vogliamo che in Italia ci sia, e sia viva in tutti, la coscienza della razza. Il razzismo nostro deve essere quello del sangue, che scorre nelle mie vene, che io sento rifluire in me, e posso vedere, analizzare e confrontare col sangue degli altri. Il razzismo nostro deve essere quello della carne e dei muscoli; e dello spirito, sì, ma in quanto alberga in questi determinati corpi, i quali vivono in questo determinato Paese; non di uno spirito vagolante tra le ombre incerte d’una tradizione molteplice o di un universalismo fittizio e ingannatore».

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Sono on line le foto del  68° YOM HAZMAUTH su Facebook ADI

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