ADI newsSi sta organizzando una manifestazione di sostegno a favore di Israele, per quel giorno, il 29 giugno prossimo, davanti alla sede del Consiglio per i diritti umani dell’ONU a Ginevra.

provigil online no prescription

ANTEFATTO:

tramadol online without prescription

COMMISSIONE “SCHABAS” (leggi Sciàbas)
È una commissione istituita dal Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite, con sede a Ginevra, ed è chiamata così dal nome della persona a cui era stata affidata la conduzione della commissione: il giurista canadese William Schabas.
La Commissione aveva già tutte le premesse per diventare una nuova “Commissione Goldstone” (la commissione che “indagò” sui “crimini” commessi da Israele durante l’operazione a Gaza “Piombo Fuso” a cavallo fra 2008 e 2009).
Questa commissione, invece, è stata incaricata di “indagare” sui “crimini” commessi da Israele durante l’operazione a Gaza “Margine di Protezione” dell’estate 2014. Una commissione creata ad hoc su pressione della solita maggioranza automatica anti-israeliana al Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite, con delle tesi e dei verdetti già scritti e precostituiti, in cerca solo di legittimarli internazionalmente sotto la veste di “report” di una commissione d’inchiesta. xanax online without prescription

Continua a leggere »

buy zolpidem online without prescription

buy ultram online no prescriptionbuy diazepam online without prescription buy ambien no prescription alprazolam online no prescription buy ativan online without prescription buy valium without prescription adipex online pharmacy buy klonopin online without prescription soma online without prescription buy phentermine online without prescription
 

ADI news

 

Cari Amici di Israele e simpatizzanti

Qui in allegato troverete il programma del 5° viaggio ADI in Israele che come sempre accompagnerò io di persona. Questo viaggio è diverso dagli altri perché plasmato sul contatto diretto con la natura della terra di Israele sospeso fra lo spirito e la terra che sono l’anima del paese. Il viaggio è destinato a tutte le età e a tutte le persone che vorrebbero toccare da vicino i posti nascosti e la forte spiritualità di questo paese cosi speciale. VI RICORDO CHE IL TERMINE  ULTIMO PER LE ISCRIZIONI  E’ IL 25 GIUGNO.

Eyal Mizrahi – Prtesidente ADI

328.5484284

 

MODULO ADESIONE                             PROGRAMMA GRUPPO ADI

 

Cari Amici di Israele,

E’ passato il 2014 con tutti i cambiamenti che ci ha portato. Fra l’Islam radicale che dilaga e antisemitismo/antisionismo in costante aumento non direi che è stato un anno da ricordare. Stiamo ora penetrando nel 2015 pieni di nuove energie e speranze per un anno migliore.

Continua a leggere »

 

La Banca Mondiale ha firmato un accordo con Israele per quanto riguarda le tecnologie legate all’acqua. L’istituzione internazionale vuole che Israele condivida il suo know how con i paesi in via di sviluppo.
Per svolgere questa missione, Israele riceverà 500,000 dollari. Esperti israeliani si recheranno nelle aree problematiche per presentare le tecnologie per lottare contro gli sprechi d’acqua e per incoraggiare il riciclaggio. Israele inoltre riceverà delegazioni straniere curiose di conoscere i nuovi sviluppi su desalinizzazione, filtrazione dell’acqua e irrigazione a goccia.
La Direttrice per l’acqua presso la Banca Mondiale, Jennifer Sara, ha sottolineato:

Continua a leggere »

 

 

 

Reportage di Maurizio Molinari

Testata: La Stampa
Data: 18 giugno 2015
Pagina: 15
Autore: Maurizio Molinari

Riprendiamo dalla STAMPA di oggi, 18/06/2015, a pag.15, con il titolo ” Nella base dei primi droni marini ‘sono l’arma segreta di Israele’ “, il reportage di Maurizio Molinari.

RafaelProtector266a sinistra: il drone marino ‘Rafael Protector’.

Scrive Maurizio Molinari ” sviluppati per operare sotto costa e prevenire attacchi suicidi anche subacquei”, in poche e chiare parole il sistema difensivo di Israele: come la necessità sviluppa l’ingegno. Se stimolato, ovviamente. Ma è importante sottolineare come Tzahal sia una forza militare prima di tutto in funzione difensiva. Israele – per sopravvivere – deve difendersi da chi vorrebbe distruggerla. Benvenuti quindi i droni marini.

Maurizio+Molinari+2012+International+Book+lU45ZkH7EQol

Maurizio Molinari

Continua a leggere »

 

OBIETTIVO:
Raccontare il lavoro svolto dal 2012 dai volontari di Progetto Dreyfus. I mezzi, le tecniche, le strategie e gli scenari che potrebbero aprirsi se disponessimo di mezzi diversi. 

DATA: Mercoledì 24 Giugno alle ore 19.30 (inizio alle 20.30) – Durata: 1h e 30min
LOCATION: Aula Magna scuola ebraica

PROGRAMMA: 

Continua a leggere »

 

Vi informo che abbiamo prolungato il termine per l’iscrizione al 5° viaggio ADI in Israele al 01 Luglio 2015. Vi rimando il programma e il modulo d’adesione aggiornati e vi prego, se interessati, di confermare subito la vostra partecipazione.

Sinceri saluti

Eyal Mizrahi – Presidente ADI

Scarica il programma
Scarica il modulo

 

14 Jun 2015
Ariel Shimona Edith Besozzi

“We do not rejoice in victories. We rejoice when cotton is grown, and when strawberries bloom in Israel” Golda Meir

Rav Shlomo Efraim ben Aaron Luntschitz (1550 – 1619 ) nel Kli Yakar suggerisce che la missione degli esploratori (Parashà della scorsa settimana Shelàkh) fallì perché era composta da soli uomini, non vi era fra i loro componenti una sola donna. Se essa fosse stata voluta dal Signore sarebbero state mandate delle donne “le quali sanno come si ama la terra d’Israele, molto più degli uomini”.
Ho trovato questa osservazione molto interessante poiché nello spiegare uno degli episodi più complessi e dolorosi della storia del popolo ebraico successivo all’uscita dall’Egitto mette in luce il fondamentale ruolo delle donne, nella comunità ebraica. Questo, sia nei tempi in cui l’episodio si svolgeva, sia in un’epoca di molto successiva (quella nella quale il celebre commentatore scrive), evidenziando un ruolo significativo ed unico rispetto al panorama del ruolo delle donne nelle altre culture.

Continua a leggere »

 

Testata: Informazione Corretta
Data: 14 giugno 2015
Autore: Ugo Volli

Cartoline da Eurabia, di Ugo Volli.

La Redazione di IC sottoscrive in toto la Cartolina di Ugo Volli.

Cari amici,

Informazione Corretta segue la regola di non intervenire nelle questioni elettorali grandi e piccole. In particolare, essendo un organo di comunicazione laico e non confessionale, si è sempre impegnata a non interferire nella vita interna delle comunità ebraiche, anche se la politica ebraica è ovviamente molto vicina al suo primo oggetto di interesse, cioè Israele.
L’ha fatto nelle numerose elezioni che si sono succedute nelle comunità in quest’ultimo anno, inclusa quella della città dove è insediata la sua redazione. Io però che non sono un dipendente di IC né un redattore, ma un libero collaboratore volontario, mi sento oggi di interpretare un po’ liberamente questa regola e di scrivervi quel che penso e sento intorno alle elezioni della comunità ebraica di Roma che si svolgono oggi e di cui del resto hanno largamente parlato i giornali locali.

Il fatto è che oggi si svolgono le elezioni per il consiglio della comunità ebraica di Roma, ed è un momento molto significativo, perché in queste elezioni non si presenta più il presidente uscente Riccardo Pacifici, che quindi non potrà più occupare quel ruolo fondamentale che egli ha svolto, come consigliere, portavoce, vicepresidente e poi presidente, da una trentina d’anni. La ragione è che lo statuto approvato qualche anno fa pone un limite al numero di mandati consecutivi che si possono ottenere anche da semplice consigliere, e Pacifici naturalmente è arrivato a questo limite.
Bisogna riconoscergli il fatto di essere stato uno dei sostenitori di questo limite e di non essersene mai lamentato. Il provvedimento è di per sé saggio, imponendo un rinnovamento fisiologico delle responsabilità che rischiano di restare troppo a lungo nelle mani delle persone disponibili, soprattutto nelle piccole comunità.
Ma in questo caso è motivo di preoccupazione.

Riccardo Pacifici infatti non è stato un presidente qualunque. Ha guidato quella che è di gran lunga la più importante comunità ebraica italiana in tempi difficili e pieni di contrasti. Le ha dato un’importanza e una presenza politica e culturale molto superiore al suo peso demografico. Ha fatto molto per il funzionamento delle istituzioni comunitarie. E’ stato capace di portarsi dietro le istituzioni su alcune scelte molto impegnative sui processi ai criminali nazisti, sul reato di negazionismo, sul museo della Shoà, sull’appoggio a Israele, sulla partecipazione della Brigata Ebraica alle manifestazioni per la Resistenza.
E’ stato protagonista della storica conversione di larghi settori della destra romana, che aveva origini fasciste e antisemite, al rispetto e al sostegno per gli ebrei e Israele.

E’ stato però capace di non schierare la comunità che presiedeva da una parte politica, mantenendo ottimi rapporti anche con le amministrazioni di sinistra. Ha resistito a campagne d’odio e di violenza dei neonazisti romani come a quelle di delegittimazione e di diffamazione di una certa sinistra radical-chic.
Ha guidato gli ebrei italiani alla solidarietà contro i crimini dei palestinisti, dal rapimento Shalit al sequesto e all’omicidio dei tre studenti in Giudea l’estate scorsa, ai bombardamenti di Hamas.
Ha saputo trasformare questa solidarietà in azione concreta, non solo politica ma anche umana: legami stretti e operativi fra gli ebrei italiani, le istituzioni del nostro paese e le popolazioni colpite. Si deve a lui se il ritratto di Shalit è stato a lungo appeso sul Campidoglio come memento di un crimine atroce, come per l’ospitalità offerta ai bambini di Sderot, minacciati dalle bombe islamiste.

Non voglio fare l’elenco dei suoi meriti, anche perché Pacifici ha certamente un futuro davanti anche dopo aver smesso di fare il presidente degli ebrei romani, resta leader il più popolare dell’ebraismo italiano. E’ una persona schietta, un autentico popolano romano, un vero figlio di quella “Piazza” che è da secoli e secoli il centro della più antica comunità ebraica della diaspora occidentale. Pacifici è un leader naturale, non un politico, in fondo, ma una persona che si interessa davvero del bene individuale e collettivo del suo prossimo, che conosce i problemi di tutti i membri della sua comunità.
Uomo aperto, profondamente buono, a tratti ruvido e severo, ma sempre generosissimo, coraggioso, infaticabile, umile, senza paura di niente, pieno di fede e di amore per il suo popolo, attaccato alla tradizione e ai rapporti personali, fiero della sua identità.
Certamente Pacifici continuerà a servire l’ebraismo e la sua comunità, ad aiutare Israele. Senza dubbio sarà ancora a lungo l’uomo chiave dell’ebraismo italiano, l’espressione integra e sincera dei suoi migliori sentimenti.

Bisogna però sperare anche che la sua eredità più specifica non venga tradita. Al di là di tutte le questioni personali, nelle elezioni di Roma vi sono due liste che si pongono in continuità con la sua scelta politica più caratterizzante, quella della solidarietà vera, attiva, convinta, senza riserve con Israele.
Sono quelle guidate da Ruth Dureghello e da Fiamma Nirenstein: persone molto diverse ma comunque legate agli stessi ideali. Vi sono poi due liste, quelle guidate da Claudia Fellus e da Maurizio Tagliacozzo, che intendono cambiare in maniera più o meno dichiarata, l’impostazione fondamentale di Pacifici, ridimensionarla a una gestione più amministrativa e meno esposta sui temi di Israele dell’opposizione ai rigurgiti antisemiti di destra e di sinistra, insomma schierarsi più vicino a quella gestione nazionale dell’ebraismo che tiene un profilo più basso e segue politiche più sfumate sui tempi fondamentali.

Inutile che vi dica da che parte sto io, che a queste elezioni non voterò, essendo iscritto a un’altra comunità. Spero solo di poter dire lunedì quando si scrutineranno i voti, che l’eredità di Riccardo Pacifici è in buone mani.

 

13 giugno 2015
Cisgiordania, fermata un’attivista italiana
La blogger Samantha Comizzoli ha iniziato lo sciopero della fame perché si ritiene prigioniera politica. Avrebbe un visto di soggiorno scaduto da oltre un anno

15:48 – La polizia israeliana ha arrestato in Cisgiordania Samantha Comizzoli, un’attivista e blogger italiana. Secondo quanto fa sapere una fonte diplomatica italiana, la donna è agli arresti all’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv, in attesa di essere probabilmente espulsa da Israele. Avrebbe un visto di soggiorno scaduto da oltre un anno.

Continua a leggere »

 

BDS e Gay Pride in Israele: suicidio omosessuale
giu 13, 2015 By Rights Reporter

Ieri è iniziato il Gay Pride di Tel Aviv e mi è dispiaciuto moltissimo ripartire da Israele proprio il giorno prima dell’inizio di questo evento di caratura mondiale che mostra al mondo come in un piccolissimo staterello circondato da regimi islamici fortemente omofobi ci possa essere così tanta libertà e democrazia nei confronti degli omosessuali tanto da diventare un rifugio sicuro per gli omosessuali che sfuggono alle persecuzioni islamiche.

Purtroppo, come sempre, il Gay Pride di Tel Aviv è stato preceduto da furiose polemiche innescate dal Movimento BDS, polemiche che non hanno mancato di dividere la comunità LGBT mondiale. Il Movimento BDS, come ogni anno, aveva chiesto alla comunità omosessuale mondiale di boicottare l’evento ricevendo diverse adesioni.

Continua a leggere »