ADI news

Cari Amici Di Israele e simpatizzanti

il punto di incontro per partecipare al corteo del 25 aprile con la Brigata Ebraica è in corso Venezia angolo via Boschetti alle ore 14.

Vi aspettiamo numerosi.

 

Sono gradite le bandiere israeliane

Eyal Mizrahi – Presidente ADI

 

ADI news

Cari Amici di Israele e simpatizzanti

E’ passato un altro Yom Haazmaut che  sinceramente questo anno sembrava destinato a non essere festeggiato per le pessime previsioni del tempo. Noi dell’ADI Abbiamo deciso di rischiare lo sresso per non deludere tutti gli amici di Israele e alla fine bisogna dire che nonostante qualche acquazzone e un po di fango, ci siamo divertiti tanto e tutto sommato la festa è riuscita bene. Come promesso è venuto a trovarci anche l’ambasciatore Israeliano Naor Ghilon e tantissimi amici da tutta l’italia (Puglia compresa!). Vi scrivo qui sotto i numeri della lotteria sorteggiati ma non ritirati che rimarranno in prima pagina per un mese, dopo di che i premi non ritirati passeranno alla lotteria del prossimo anno.

4° premio: 0222, 0238, 0219.

3° premio: 0173, 0713.

2° premio: 0762

1° premio (biglietto A/R a Israele con El Al): 0067

Chi ha un numero vincente è pregato a contattarmi al 328.4584284 o scrivere al:  info@amicidisraele.org

Eyal Mizrahi – Presidente ADI

 

 

 
Lezioni di Ebraico, individuali e di gruppo; conversazioni, scrittura, lettura in Ebraico moderno e biblico.

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petalo di rosa rossa

Testata: La Stampa
Data: 16 maggio 2013
Pagina: 15
Autore: Redazione della Stampa
Titolo: «Israele, per la ‘Nakba’ duri scontri e feriti»

Riportiamo dalla STAMPA di oggi, 16/05/2013, a pag. 15, la breve dal titolo “Israele, per la «Nakba» duri scontri e feriti”.

“Ogni anno celebriamo la catastrofe del 1948, quando abbiamo scelto la guerra invece di uno Stato confinante con Israele “.
“Mentre celebriamo il disastro del 2006, quando abbiamo scelto il terrorismo di Hamas invece di uno Stato confinante con Israele “.


‘Nakba’ (catastrofe) è il termine con il quale i palestinesi definiscono la nascita di Israele.
Non ci sarebbe stata nessuna ‘nakba’ se gli arabi avessero accettato la risoluzione Onu che stabiliva la nascita dello Stato ebraico e di quello palestinese il 27 novembre 1947. Non fu Israele a cacciare i palestinesi, ma gli Stati arabi limitrofi a chiedere loro di scappare, spaventandoli con la minaccia (del tutto infondata) che gli ebrei li avrebbero uccisi se fossero rimasti. Gli arabi che scelsero di rimanere hanno la cittadinanza israeliana e godono di tutti i diritti degli altri cittadini israeliani.
Per altro, ci sono stati anni di negoziati. Israele ha fatto tutte le offerte possibili (fin troppe !) alla controparte palestinese dalla quale sono arrivati sempre e solo rifiuti.
Agli arabi non interessa lo Stato palestinese, ma solo la cancellazione di quello ebraico.
La notizia degli scontri è stata diffusa anche dal Manifesto, con una paginata intera firmata da Michele Giorgio, il quale ama stordire i suoi lettori con la più bassa propaganda palestinese. Se si informasse meglio, forse eviterebbe di diffondere solo menzogne.
Ecco la breve:

Manifestazioni e incidenti, diversi feriti e arresti. Il 65esimo anniversario della «Nakba» (catastrofe), il termine arabo con il quale il 15 maggio del 1948 e l’esodo di migliaia di persone, è stato segnato da durissimi scontri. La tensione fra palestinesi e Israele rischia di bloccare anche il rilancio dei colloqui di pace tentato dal Segretario di Stato Usa John Kerry. Il capo negoziatore dell’Olp, Saeb Erekat, ha chiesto che la «Nakba» sia «sostenuta»: anche per mettere fine – ha detto – «all’impunità» di Israele.

“Il 15 maggio 1948, l’Onu riconobbe Israele e chiese agli arabi di fondare il loro Stato. Ogni anno gli arabi ricordano il 15 maggio come ‘il giorno della catastrofe’. “.
“ Rinfacciano ai loro nonni di non aver creato il loro Stato nel 1948?”.
“No, condannano i nostri nonni per aver creato il nostro Stato! “.

Per inviare la propria opinione alla Stampa, cliccare sull’e-mail sottostante
lettere@lastampa.it

 

dismorrTestata: Informazione Corretta
Data: 14 maggio 2013
Autore: Ugo Volli

Cartoline da Eurabia, di Ugo Volli

a sinistra, Ann Dismorr direttore locale dell’UNRWA in Libano.

Cari amici,

non vorrei annoiarvi. Ieri ho sparato sulla Croce Rossa, oggi sparo sull’Onu. Ma che volete, quanno ce vò, ce vò. E oggi bisogna sparare sull’Onu (o sulle sue agenzie che trasformano lo spirito dell’istituzione in azioni concrete) per due episodi disgiunti, lontani migliaia di chilometri fra loro nella geografia come nella burocrazia, ma legati dalla stessa ragione di fondo: il terzomondismo con il conseguente odio per Israele, spinti all’estremo della caricatura.


Il disarmo secondo Ahmadinejad!

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 Testata: Il Giornale
Data: 09 maggio 2013
Autore: IC redazione
Titolo: «Basta delegittimare la capitale di Israele»

Il 6/05/2013 IC ha iniziato una serie di iniziative rivolte ai direttori dei quotidiani italiani che continuano a delegittimare Israele, negando a Gerusalemme la sua qualifica di capitale dello Stato.
La prima puntata era dedicata alla STAMPA(http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=6&sez=120&id=49050).

Sul GIORNALE di oggi, 09/05/2013, a pag. 17, un articolo riporta la notizia del boicottaggio deciso da Stephen Hawking. Il titolo recita “Hawking boicotta Israele. La replica: «ipocrita» ”. Ad attirare l’attenzione è il sottotitolo “Il fisico si schiera coi palestinesi. Tel Aviv : «E perché usa i nostri computer ?» ”.
Quasi sempre la redazione del Giornale si riferisce a Israele attribuendo a Tel Aviv il ruolo di capitale.


Poichè non risulta esserci a Tel Aviv la sede del governo israeliano, invitiamo i nostri lettori, nel numero più grande possibile, a scrivere al direttore del Giornale, Alessandro Sallusti, se non ritenga opportuno interrompere  questa inaccettabile delegittimazione dello Stato ebraico.

Ecco la e-mail:
segreteria@ilgiornale.it

 
1205266Testata: Informazione Corretta
Data: 12 maggio 2013
Autore: Ugo Volli
Cartoline da Eurabia, di Ugo Volli
Cari amici,
il discorso che chi sta dalla parte di Israele o appartiene al mondo ebraico si sente fare tutti i giorni in maniera ossessiva è dovete fare la pace, dovete farla con i “palestinesi” (intendendo con ciò indifferentemente l’Anp, l’Olp, Fatah, Hamas, un certo gruppo di persone, un certo numero di organizzazioni politiche…), dovete farlo alle loro condizioni, dunque il blocco dell’edilizia nei villaggi ebraici, la cessione di tutto il territorio al di là della linea verde incluso Gerusalemme storica, magari con “scambi minori” di territori, il “rientro”, almeno parziale, di alcuni milioni di arabi che vantano almeno un parente che abbia vissuto da quelle parti negli anni ’40 del secolo scorso, che sarebbero i “profughi”. 

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imagesBS’D

DOMENICA 12 MAGGIO alle 11:00

Presso la Sinagoga Beth Shlomo in Corso Lodi 8C

Haim Baharier terrà una lectio fuori ciclo sulla Prima delle Dieci Parole

 

per la prossimità della festività delle Primizie e della Promulgazione delle Dieci Parole.

 

 

 

 

P.S. Non è riservato soltanto agli amici della domenica e del martedì ma aperta a tutti i miei allievi e non allievi.

 

downloadTestata: Informazione Corretta
Data: 08 maggio 2013
Autore: Ugo Volli

Cartoline da Eurabia, di Ugo Volli.

Gerusalemme non è una colonia, è la capitale di Israele.

Cari amici,

il 7 giugno di quarantasei anni fa, alle dieci di mattina la cinquantacinquesima brigata di paracadutisti dell’esercito israeliano, comandata dal generale Motta Gur, irruppe oltre le linee nemiche attraverso la Porta dei Leoni, a nord del monte del Tempio, e liberò Gerusalemme da diciannove anni di occupazione giordana. La frase  con cui Gur annunciò alla radio che “Har haBait beyedeinu”, abbiamo conquistato il monte del Tempio, è rimasta nel cuore di tutti gli israeliani.  Nel calendario ebraico quella data è il 28 del mese di Yiar che quest’anno cade oggi. Per questa ragione oggi in Israele è “Yom Jerushalaim”, la festa di Gerusalemme. Vale pena di rivedere il filmato di quella conquista storica anche se tremolante e in bianco e nero (lo trovate qui 

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