Cari amici, finalmente ci siamo, dopo 9 mesi di gestazione e infinite sollecitazioni è nato il 6° viaggio ADI in Israele. Questo viaggio sarà incentrato alla scoperta del variegato mondo  gastronomico Israeliano, alla scoperta dell’ormai maturo mondo enologico e alla visita di centri agricoli all’avanguardia. Lungo la strada visiteremo anche  importantissimi siti archeologici e non mancheranno neanche i momenti di svago, relax e naturalmente shopping, tutto concentrato in 8 giorni e sette notti di permanenza in uno dei paesi più interessanti al mondo. Come sempre sarò io l’accompagnatore del gruppo e  visto il tempo limite per l’iscrizione al viaggio (20 Luglio 2016), siete pregati di mandare la vostra conferma subito. Informate per favore anche tutti vostri amici perché dovremo arrivare al minimo di 20 partecipanti in brevissimo tempo. In allegato troverete Programma e modulo d’iscrizione.

Per info 328.4584284

Eyal Mizrahi – Presidente ADI

PROGRAMMA VIAGGIO ADI

MODULO ADESIONE

 

Cari Amici di Israele,

E’ passato il 2015, un anno duro e complesso sia dal punto di vista

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Secondo la stampa israeliana il progetto è stato approvato, altri dicono che i lavori sono già iniziati: se ne parla da tempo, per impedire ad Hamas di costruire nuovi tunnel

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Un soldato israeliano cammina lungo un tunnel costruito da Hamas, nel 2014 (JACK GUEZ/AFP/Getty Images) 

Diversi giornali israeliani sono convinti che l’esercito abbia approvato un piano per costruire un nuovo muro di recinzione intorno alla Striscia di Gaza, un territorio teoricamente controllato dal governo palestinese ma in realtà dal 2007 gestito dal gruppo politico e terroristico Hamas. Una recinzione esiste già dal 1994, ma si è dimostrata poco efficace nel prevenire la costruzione di tunnel sotterranei fra la Striscia e il territorio israeliano e quello egiziano, con cui confina a est, utilizzati da Hamas per il contrabbando di oggetti e persone: nel 2014 ce n’erano almeno 14 che collegavano la Striscia a Israele, e negli ultimi tre mesi ne sono stati scoperti altri due. Secondo diverse fonti il nuovo muro sarà costruito anche sottoterra, proprio per impedire ad Hamas di costruire nuovi tunnel. Il ministero della Difesa non ha commentato la notizia. La settimana scorsa un funzionario della difesa ha detto ad Haaretz che i lavori sarebbero cominciati nel giro di qualche settimana, mentre il Washington Post ha scritto che secondo alcune sue fonti sono già iniziati.

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Oggi su Repubblica viene pubblicata una intervista (che definire minatoria è un eufemismo) al Commissario Onu per la UNRWA, Pierre Krähenbühl, una intervista piena zeppa di inesattezze e di minacce all’occidente nemmeno tanto velate su una possibile invasione dei cosiddetti “profughi palestinesi”.

Si parte subito dal titolo: «Allarme Onu per i palestinesi, “Senza aiuti vince il jihadismo”» che lascia intendere che se alla UNRWA non arriveranno subito soldi e, cosa più importante, non gli verrà rinnovato il mandato che scade il 30 giugno 2017 i milioni di cosiddetti profughi palestinesi (che non lo sono affatto) rischiano di cadere nelle mani dell’ISIS o di altre squadracce Jihadiste.

Pierre Krähenbühl nella sua intervista con Repubblica parla di “cinque milioni di profughi” ma, come abbiamo più volte spiegato, per il Diritto Internazionale quelli non sono affatto profughi e considerarli tali viola proprio il Diritto Internazionale.

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Commento di Deborah Fait

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La prima notizia della CNN, scritta a caratteri cubitali, è stata: “He is an American citizen” . Cosi, tanto per mettere le mani avanti se per caso qualcuno avesse pensato trattarsi del solito terrorista islamico.
Poi un susseguirsi assurdo di stupidaggini diffuse da tutti i media…si, è americano…però… di origine afgana…forse simpatizzante dell’Isis… non si sa… era un violento..era omofobo…era cattivo colla moglie, la picchiava… era un lupo solitario…. tutto  pur di non dire la verità nuda, cruda e semplicissima: l’attentato di Orlando, in una discoteca frequentata soprattutto da gay, è stato l’ennesimo atto vigliacco di terrorismo islamico.

Era omofobo! Certo e allora? Trovatemi un musulmano regolare che non lo sia, giusto i ragazzi arabi omosessuali che scappano in Israele per salvarsi la vita non sono omofobi. Che discorsii! E’ esattamente lo stesso odio che i musulmani hanno per gli ebrei e per quelli che loro chiamano crociati, cioè i cristiani. Ebrei, gay, cristiani è uguale, la cosa importante è ammazzare.
Pochi giorni fa era toccato agli ebrei, a Tel Aviv, ieri è toccato ai gay di Orlando, domani chissà, staremo a vedere. Non illudiamoci che sia finita, lo hanno giurato: morte all’occidente, morte alla civiltà. Morte morte morte, parola che amano.
Era americano! E allora? Uno può nascere anche in Groenlandia ma se viene imbevuto di odio e di integralismo, parte preponderante della fede islamica, diventa comunque un terrorista.

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Kadima, avanti. E’ questo l’imperativo israeliano. Dopo ogni fatto di sangue si reprende subito la tessitura quotidiana della vita. E’ la forza di questo paese, che anche nei periodi più difficili, come quello spaventoso della Seconda Intifada, quando gli attentati esplosivi erano all’ordine del giorno e si portavano via la vite di centinaia di cittadini, seppelliva i propri morti e procedeva con determinazione.

Stamattina sono stato a Sarona, il quartiere di Tel Aviv dove ieri sera due terroristi arabi seduti come normali avventori al Max Brenner Cafe sparavano sulla folla uccidendo quattro persone e ferendone gravemente altre tre. Al bar ristorante diverse persone erano sedute ai tavoli a fare colazione. Sul prato adiacente il palazzo dove è situato il locale, un gruppo numeroso di ragazzi era sedeva pacificamente in cerchio. A breve avrebbero cominciato a cantare. A parte la presenza di alcune emittenti televisive, tutto rientrava nella norma di una luminosa mattinata a Tel Aviv.

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 ilmanifesto.info 20.05.2016

Intervista. Scienziati provenienti da paesi in conflitto tra loro stanno collaborando alla creazione di un acceleratore di particelle in Giordania. Sulle orme del Cern, è la dimostrazione di una cooperazione possibile. Un’intervista con il fisico israeliano Eliezer Rabinovici, che dirige il progetto: ne parlerà domenica al pubblico dell’Auditorium di Roma, durante il Festival delle scienze

 

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L’israeliana Dan David Foundation ogni anno assegna un premio da un milione di dollari a scienziati, scrittori, musicisti, pensatori, politici. La studiosa inglese Catherine Hall, femminista nota per le ricerche sull’impero inglese, quest’anno doveva condividere il prestigioso premio israeliano con altre due studiose, la francese Arlette Farge e l’australiana Inga Clendinnen. Il premio porta il nome del filantropo Dan David, è amministrato dalla Tel Aviv University ed è stato comminato all’ex vicepresidente americano Al Gore, all’ex premier inglese Tony Blair, alla città di Istanbul, alla Biblioteca Warburg di Londra, a talenti teatrali come Tom Stoppard e Peter Brook, a romanzieri come Margaret Atwood e Amitav Ghosh, a musulmani come Goenawan Mohamad. Docente di Storia allo University College London, Catherine Hall invece ha rifiutato il premio, assieme ai 300 mila dollari, perché è denaro israeliano e lei aderisce al movimento di boicottaggio dello stato ebraico.

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Elezioni Amministrative – 5 giugno 2016

(i seggi saranno aperti dalle ore 7.00 alle ore 23.00.

Si può scegliere se esprimere una sola preferenza o  due preferenze.

Nel secondo caso, si vota indicando due candidati – della stessa lista – MA rigorosamente un uomo e una donna)

I Candidati al Consiglio Comunale

 

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 sono-sionista-copertina

 

Adrian Niscemi ha intervistato in esclusiva per Rights Reporter Shimona Edith Besozzi, autrice dello splendido libro “Sono Sionista” (distribuito da Belforte Editore), un libro che ho letto davvero tutto d’un fiato, con le presentazioni di Ugo Volli e Deborah Fait che centrano in pieno il messaggio che Shimona ha voluto lanciare con questo libro che non esito a definire un capolavoro. Avrei voluto fare una recensione del libro molto accurata che facesse da prefazione alla importantissima intervista ma vista la lunghezza del dialogo e, soprattutto, l’importanza dei contenuti di questo dialogo tra in nostro Niscemi e Shimona preferisco farlo separatamente e in maniera più approfondita. Permettetemi però di dire senza alcuna retorica che “Sono Sionista” è un libro assolutamente da leggere per chi vuole veramente e sinceramente approfondire le tematiche che riguardano il sionismo e cosa esso rappresenti e per chi voglia guardare al Medio Oriente con occhio preparato. “Sono Sionista” non è un libro “solo per sionisti” ma per tutti coloro che vogliono “capire” in maniera chiara e senza pregiudizi e leggendo l’intervista che segue ve ne renderete conto. (Maurizia De Groot Vos)

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