ADI news

 

Cari Amici di Israele e simpatizzanti

Vi informo che il viaggio in Israele è stato CONFERMATO, ci sono ancora pochi posti disponibili, gli interessati dovrebbero contattare subito il Tour Operator per la registrazione.  Qui in allegato troverete il programma del 5° viaggio ADI in Israele che come sempre accompagnerò io di persona. Questo viaggio è diverso dagli altri perché plasmato sul contatto diretto con la natura della terra di Israele sospeso fra lo spirito e la terra che sono l’anima del paese. Il viaggio è destinato a tutte le età e a tutte le persone che vorrebbero toccare da vicino i posti nascosti e la forte spiritualità di questo paese cosi speciale. VI RICORDO CHE IL TERMINE  ULTIMO PER LE ISCRIZIONI E’ STATO ALLUNGATO AL  7 LUGLIO.

Eyal Mizrahi – Prtesidente ADI

328.5484284

 

MODULO ADESIONE                             PROGRAMMA GRUPPO ADI

 

Cari Amici di Israele,

E’ passato il 2014 con tutti i cambiamenti che ci ha portato. Fra l’Islam radicale che dilaga e antisemitismo/antisionismo in costante aumento non direi che è stato un anno da ricordare. Stiamo ora penetrando nel 2015 pieni di nuove energie e speranze per un anno migliore.

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 Vittorio Fera ammanettato, non tira più pietre

Rilasciato su cauzione l’attivista italiano fermato venerdì in Cisgiordania dall’esercito israeliano durante tafferugli. Dovrà però restare in Israele,
Questa la notizia, che è uscita stamane su tutti i giornali italiani.
Riprendiamo dalla STAMPA una breve d’agenzia, decisamente affettuosa nei confronti dell’attivista, la cui ‘attività’ consisteva nell’unirsi ad azioni provocatorie palestiniste, lancio di pietre contro i soldati israeliani e relativo uso della cinepresa per riprendere la trappola. La STAMPA titola ‘arrestato’ mentre è stato ‘fermato’, un fermo a cui segirà quasi sicuramente l’espulsione, visto che il reato di aggressione a un soldato da parte di uno straniero sembra non provocare nessuna forma di sanzione. Attivisti di ogni risma sanno che manifestare in Israele, con l’uso della violenza, dà adito a una espulsione, quindi avanti un altro, con il patentino di eroe sul campo assicurato al rientro.
Ci chiediamo se la Farnesina e la nostra rappresentanza diplomatica in Israele abbiano agito correttamente, schierandosi in difesa di un italiano che si è recato in Israele per commettere atti di violenza.  

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Comunicato San Colombano
Il Sindaco di San Colombano al Lambro Pasquale Luigi Belloni
È lieto di presentare la mostra evento

ISRAELEOGGI2015

Inaugurazione Venerdì 18 Settembre 2015 alle 18.30
Presso il Castello di San Colombano, Sale Nobili
Via Ricetto – San Colombano Al Lambro – MI 20078

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Tiziana Marengo

(una riflessione che condivido dell’amico  Roberto Giovannini)

Ieri siamo stati bombardati (telegiornali e quotidiani) da un video in cui un soldato israeliano tenta di arrestare un giovane balilla palestinese addestrato al terrorismo, per poi venir circondato e aggredito dalla famiglia del giovane balilla. Dopo poco più di un minuto di sceneggiata napoletana in salsa palestinese, il soldato viene richiamato da un suo superiore, rinuncia all’arresto del giovane balilla e se ne va, non prima di scagliare con rabbia e frustrazione un “ordigno” sonoro – né più né meno di un petardo, utilizzato per disperdere la folla (molto utilizzato – in versione “fai da te” – anche sulle tribune degli stadi di calcio, non che questa sia una cosa bella).

Qui un video più completo rispetto a quello mandato in onda di circa 9 minuti (che non fa vedere ovviamente perché all’improvviso un soldato israeliano si ritrovi solo, senza zaino ed equipaggiamento):https://www.youtube.com/watch?v=mg1-_oIfjqc&app=desktop.

La fonte del video è Pallywood – sezione del clan Tamimi.

La scena è chiara. Il prodotto da vendere è scontato e quasi banale: il cattivo soldato israeliano se la prende con il povero bimbo palestinese con il braccio fasciato. I polli ci cascano, la condanna è unanime e Pallywood ha sfornato un nuovo video campione di incassi.

Se qualcuno pensa che le cose siano come descritte dai media (israeliano colpevole, arabo vittima), si fermi pure qua. La logica del branco e delle pecore belanti che credono solo in ciò che vogliono sentire, non trova molto spazio su questa pagina. Chi ha voglia di ragionare in maniera onesta e informata, può farlo su alcuni fatti che riporto qui di seguito.

Le cose che i media non dicono. Un breve elenco.

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Commento di Deborah Fait

https://www.youtube.com/watch?v=xHy8J58eUuM
il video dal blog di Danielle Guez

 Grandissima interpretazione della famiglia Tamimi diventata famosa grazie alla figlia, Ahel Tamimi, una peste premiata da Erdogan per aver assalito a calci, pugni, parolacce e urla isteriche un gruppetto di soldati israeliani .
Questa volta tutta la famiglia è stata protagonista di Pallywood con un filmato firmato “Tamimi press” (ehhh, ormai sono diventati un’agenzia vera e propria) diventato virale sul web, sui telegiornali internazionali, sui media di tutto il mondo!
Un soldato israeliano con una divisa senza nessun segno di riconoscimento ( le camicie cachi di Zahal hanno sampre sulla manica una piccola bandiera di Israele), senza casco, con una specie di calzamaglia in testa e un grosso mitra sulle spalle si aggira solo soletto nel deserto quando vede un ragazzino con un braccio ingessato in mezzo alle rocce sotto di lui che tira sassi. Gli corre dietro urlando “yeled yeled” (bambino) con un fortissimo accento arabo, finalmente lo becca e se lo mette tra le gambe mentre il bimbo che si chiama Bilal Tamimi si mette a urlare e a divincolarsi .

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Pallywood: il video di Nabi Salah arriva alla Knesset

Il video girato nel villaggio palestinese di Nabi Salah che ha fatto il giro del mondo perché mostra un militare israeliano abbandonato a se stesso, accerchiato e messo in difficoltà da donne palestinesi esaltate e ben “addestrate” è diventato un caso nazionale e per iniziativa del partito di Avidgor Liberman approda alla Knesset.

E’ stato il partito Yisrael Beytenu, di cui Liberman è il leader, a chiedere una riunione d’emergenza della Commissione per gli Affari Esteri e Difesa della Knesset per discutere quello che lo stesso Liberman ha definito “un episodio vergognoso che dimostra la debolezza dell’esercito israeliano soggetto sempre più spesso a limiti di comportamento che ne pregiudicano l’efficienza”. In particolare Liberman denuncia che il militare aggredito da personaggi ben noti per organizzare settimanalmente gravi provocazioni nei confronti dei militari del IDF con l’appoggio di ONG straniere, è stato incredibilmente abbandonato a se stesso e solo dopo diverso tempo altri militari sono intervenuti in suo soccorso. Il militare, sebbene armato e addestrato, non ha potuto rispondere come doveva all’attacco perché sempre più regole vincolano e limitano l’azione dei militari israeliani.

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La curva di Laffer disegnata da Netanyahu sul retro del menù all’Expo

La curva di Laffer disegnata da Netanyahu sul retro del menù all’Expo

E lo spiega con un grafico sul retro del menù

Il premier all’Expo prende un foglio e traccia la curva di Laffer: ecco dove sbagliate

di Elisabetta Soglio

Prima ha sgranato gli occhi: «What?!». Poi ha chiesto una penna e, disegnando un grafico sul retro del foglio con il menù della cena, Benjamin Netanyahu ha improvvisato la lezione di fiscalità. Suo interlocutore, nella saletta riservata del ristorante di Palazzo Italia, il commissario unico di Expo Giuseppe Sala. Proviamo a ricostruire la scena.

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In una inchiesta del Times di Londra l’ombra dell’islamismo sulla nota Ong. I suoi dirigenti sarebbero legati a doppio filo con Hamas e i Fratelli Mussulmani

Claudio Cartaldo – Mar, 25/08/2015

“Amnesty International – si legge sul sito – è una comunità globale di difensori dei diritti umani che si riconosce nei principi della solidarietà internazionale”.

Una fiammella su sfondo giallo capace di conquistare nel 1977 il Premio Nobel per la pace. Eppure, sulle attvitità di denuncia delle torture e delle guerre, sta calando l’ombra dei legami con il terrorismo islamista.

In una corposa inchiesta, infatti, il Times di Londra ha scoperchiato il pentolone delle appartenenze multiple dei dirigenti della famosa Ong. “Amnesty director’s links to global network of Islamists”, i legami della direttrice di Amnesty con la rete globale islamista: è questo il titolo dell’articolo che accusa Yasmin Hussein, la direttore di “Fight and Human Rights” di Amnesty International, di avere contatti con Hamas e i Fratelli Mussulmani.

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11 FEBBRAIO 2015

AUTORE:

La questione delle risorse idriche a Gaza e nel West Bank ha sollevato pesanti accuse contro lo Stato di Israele e viene ancora oggi utilizzata come arma per dimostrare presunti soprusi contro la popolazione palestinese. Ciò è dovuto in parte ad una malafede cronica di base, o talvolta alla completa mancanza di informazioni sul tema.
Ciò che si propone di seguito, è la traduzione di un documento redatto nel 2014 dal Prof. Haim Gvirtzman, docente di idrologia presso l’Istituto di Scienze della Terra alla Hebrew University di Gerusalemme e membro del Israel-Palestinian Authority Joint Water Committee.

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30 GIUGNO 2015
AUTORE: EMANUEL SEGRE AMAR

Sarah-Zoabi

Haneen Zoabi è la deputata arabo-israeliana che non perde occasione per far conoscere al mondo il proprio odio per il paese al cui parlamento è stata eletta. Haneen ha un cugino, Mohamed, recentemente divenuto famoso nel mondo per aver fatto conoscere il proprio amore per lo stato di Israele. Adesso la madre di Mohamed è apparsa in televisione in una trasmissione intitolata “Master Chef”:

“Mi chiamo Sarah Zoabi, sono araba, musulmana, israeliana, fiera di essere sionista, e sono originaria di Nazaret Illit.”

Haïm Cohen: “ha detto araba, musulmana, israeliana, una fiera sionista? Può per favore spiegarsi meglio?”

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17 AGOSTO 2015

arabi israeliani

“Israele è uno stato di apartheid”, “la società israeliana è razzista”, “gli arabi israeliani sono dei cittadini di serie B”… Non si contano più questi ritornelli menzogneri, ignoranti, che mirano ad infangare l’immagine di Israele ed a delegittimare quella che è l’unica democrazia del Medio Oriente dove tutti i cittadini hanno gli identici diritti e le stesse speranze di poter raggiungere il successo. La prova ce la fornisce questo elenco di 10 arabi che hanno saputo cogliere le loro chances diventando delle personalità importanti in Israele. Che siano degli sportivi, degli uomini d’affari, o dei diplomatici, sono tutti riusciti, attraverso i loro percorsi e le loro realizzazioni, a creare l’orgoglio dei loro compatrioti. A quelle cattive lingue che vedessero queste 10 personalità come individui isolati, non rappresentativi dell’insieme degli arabi israeliani, si può ribattere che ci sarebbero volute pagine e pagine per compilare la lista di quegli uomini e quelle donne che si sono pienamente conquistato il loro posto in seno alla società israeliana.
È opportuno ricordare qui che gli arabi rappresentano un po’ più del 20% della popolazione israeliana, e sono cioè 1,8 milioni di persone. Se pur esistono sempre delle disparità, questi esempi sono la prova che aver successo rimane sempre possibile, qualunque sia la vostra religione, la vostra età o il vostro sesso. E questo vale nonostante i fantasmi del BDS e dei loro amici anti-sionisti.

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