Cari Amici

Vi mando il link per l’iscrizione “On Line” alla Federazione Sionistica Italiana (tramite il movimento Over The Rainbow) http://overtherainbow.org/italy/ . Vi chiedo gentilmente di far iscrivere più persone possibili e di inoltrare questo massaggio a tutte le persone sioniste che conoscete in Italia con la preghiera di far iscrivere famiglia, amici e di inoltrarlo a loro volta a tutti i loro contatti (anche Facebook ecc.). Il costo dell’iscrizione per quest’anno è coperto dal movimento OTR e abbiamo tempo fino a fine Ottobre per raccogliere più iscrizioni possibili.

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Commento di Deborah Fait

Cosa volete che vi dica.
Si, sono arrabbiata, sono stufa, mi rendo conto di odiarli e non mi piace, vorrei risvegliarmi da un incubo e ritrovarmi in un Israele dove uno possa apettare il tram senza il pericolo di morire ammazzato, dove uno possa andare a bere un caffè senza ritrovarsi con un coltello nella pancia, dove uno possa andare a pregare davanti a un luogo sacro senza il pericolo di crepare perché colpito in testa da una pietra o da una bomba. Vorrei poter dire ai nostri bambini che non c’è niente di cui aver paura, che nessuno di loro morirà neonato perché scaraventato sul selciato o sgozzato da qualche barbaro mostro o a 18 anni perché costretto a difendere il proprio Paese, la propria Terra da altri barbari, altri mostri urlanti Allah HuAkbar, Iftach al Yahud, sgozza l’ebreo.

Aveva tre mesi e si chiamava Chaya, i suoi genitori l’avevano appena portata davanti al Kotel per un atto d’amore e di fede, l’avevano attesa per molti anni e finalmente era arrivata, era nata e l’avevano chiamata “Vita”. Di ritorno a casa, mentre era in carrozzella, il mostro è arrivato in un’auto bianca, ha investito la sua carrozzella, la bambina ha fatto un volo di 20 metri atterrando sul selciato. Appena arrivata in ospedale è morta.

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progetto Dreyfus

Solo ieri, avevamo accennato la nostra speranza che un giorno il Segretario Kerry nelle sue dichiarazioni attribuisse a Israele la colpa dei cambiamenti climatici – http://on.fb.me/1CP4VEE - ma Palestine Today l’ha anticipato. Peccato.

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arielshimonaedith.wix.com

Esco da Gerusalemme per andare verso Yam HaMelah, il Mare del Sale, rapidamente mi circonda il deserto, pochi chilometri per scivolare nella depressione.
La strada pare tagliare la terra, a tratti ai lati se ne vede la stratificazione, la densità. Boschi di palme da dattero, verdi rigogliose, circondate dal deserto.
La mente non è in grado di tradurre ciò che il corpo impara immediatamente: sono sotto il mare e vedo il mare sotto di me. I colori si trasformano, il blu del cielo è caldo, ha una consistenza più morbida. Il silenzio è liquido, oleoso. La roccia e la polvere del deserto possono essere rosa, sabbia, acqua marina, fiore che si trasforma in pietra trasparente.

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Siamo lieti di annunciare che al nostro primo Kabbalat Shabbat ospite d’onore e guest speaker sarà la Dottoressa Giulia Ibry Remorin. La Dottoressa Remorino, nota psicologa, ci parlerà sul come crescere bambini ebrei all’interno di un matrimonio interconfessionale – un argomento di grande interesse per molti di noi!
Vi aspettiamo numerosi!

Quest’anno il nostro primo Kabbalat Shabbat si terrà
Venerdì 24 ottobre alle 19.30
presso l’IMPACT HUB in via Paolo Sarpi, 8.

Vi prego di contattare Carey Bernitz entro e non oltre il 20 ottobre per partecipare e comunicarle le vostre idee per il rinfresco telefonando al 335 6348682 o via mail a carey.bernitz@gmail.com.

Carey Bernitz

 

Commento di Deborah Fait

Roma, 16 ottobre 1943: la deportazione degli ebrei

Sta per concludersi il 16 ottobre, data stampata nel cuore di ogni ebreo romano, di ogni ebreo italiano, spero anche di quei romani e italiani non ebrei che sanno cosa accadde quel giorno di tanti anni fa.

Questa mattina ho provato un’inaspettata emozione, avevo la Tv accesa, come sempre mentre sfaccendavo per casa, per ascoltare i vari telegiornali, quando è iniziato Forum e sullo schermo è apparsa Barbara Palombelli, molto seria, silenzio assoluto in sala.

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L’associazione Amici di Israele e la Sinagoga Beth Shlomo invitano all’incontro:

“Gli ebrei visti dal Corano”

Introduce: Davide Romano, portavoce della sinagoga Beth Shlomo.

Relatore: Paolo Branca (Professore di lingua e letteratura araba ) dell’Università Cattolica.
A seguire, gli oratori saranno a disposizione per le domande da parte del pubblico.

Mercoledì 22 ottobre 2014 – ore 20.45.
Presso la Sinagoga Beth Shlomo, corso Lodi al civico 8/c
(MM Porta Romana)

INGRESSO LIBERO

 

La Camera ha votato a larga maggioranza la mozione a favore. Critiche da Tel Aviv. Ramallah: “Si corregge un errore storico”.

Con 274 voti a favore e soltanto 12 contrari, la Camera dei Comuni britannica ha approvato una mozione che chiede il riconoscimento della Palestina come Stato, per contribuire “a una soluzione negoziata dei due Stati”. Pochi giorni fa una decisione favorevole al riconoscimento della Palestina come Stato è arrivata anche dalla Svezia.

Un manifesto a favore della mozione esposto per le strade di Londra

Per evitare polemiche, i ministri e il premier David Cameron hanno preferito astenersi dal voto e un portavoce ha dichiarato prima della votazione che la posizione del governo non cambierà e la Gran Bretagna continuerà “a collaborare con diversi partner internazionali”.

L’atto approvato a Londra, che pure è simbolico e non vincolante, ha portato a una condanna da parte di Israele, che ha definito l’iniziativa “prematura”, aggiungendo che “mina le chance di raggiungere una pace reale”.

Chiaramente di segno diverso la risposta del governo di Ramallah, il cui ministro degli Esteri, Riad al-Malki, ha parlato di “correzione di un errore storico che ha privato il popolo palestinese dei suoi diritti” e ringraziato i parlamentari britannici per avere “superato incredibili pressioni”, ascoltando “la voce della logica, del diritto e della giustizia”.

 

Pioggia di denaro su Gaza
October 13, 2014

“la democrazia a Gaza”
Ariel Shimona Edith Besozzi

Già ieri la notizia era trapelata, dalla conferenza in corso al Cairo “una pioggia di denaro sta per investire gaza”, i numeri sono impressionanti, rispetto alla richiesta, già esorbitante, 4 miliardi di dollari, ne sono stati offerti 5,4 miliardi e, per quanto la generosità di alcuni stati arabi sia decisamente sfacciata ciò che trovo particolarmente violento è lo stanziamento da parte degli usa e e dell’ue, in particolare dell’italia.
In me istantaneamente sorge una domanda: perché, con tutte le popolazioni in difficoltà a causa di eventi fortuiti completamente indipendenti dalla loro volontà, con la situazione di crisi gravissima che sta affrontando l’italia, incapace di investire in se stessa per offrire una speranza alla propria popolazione, perché si sceglie di donare soldi ad una popolazione che ha ricevuto negli anni una quantità emorragica di quattrini che ha sistematicamente impiegato per fare la guerra, per uccidere?
Perché per esempio non offrire questi 5,4 miliardi di dollari al fiero popolo Kurdo, la cui identità e specificità non è un’invenzione ma frutto di una tradizione plurisecolare che domanda di essere finalmente riconosciuta?!?

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Uno sguardo su Gerusalemme

di Ariel Shimona Edith

Gerusalemme è bianca e azzurra, gialla e rosa all’alba, arancio blu al tramonto. Gerusalemme è la frutta polposa e grande, il pesce iridescente, i sacchi enormi di spezie e semi, il profumo di pane accatastato in montagne generose e calde, i dolci lucidi di miele, gli uomini che fanno la spesa al mattino, il venerdì con tutti i figli al seguito perché le donne sono a casa a preparare lo Shabbat. Gerusalemme è levigata e solida, le strade scivolano sotto i piedi e si arrotondano tra sali e scendi continui. Gerusalemme è l’ostinazione dei parchi cittadini da cui puoi sederti e guardarla dentro e nello stesso tempo fuori. Gerusalemme è la confusione un po’ decadente di alcuni quartieri che ancora sembrano dediti al rappezzo. Gerusalemme è la tensione della contesa che si esprime e si declina nel differente modo di abitarla.

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Malika Mazan: “Sono i sionisti che sono ostili agli arabi, o sono gli arabi che sono ostili a tutti i popoli liberi?”

In un’intervista per Medradio (Marocco), Malika Mazan, attivista e poetessa marocchina amazigh (cioè berbera), ha preso posizione con forza a sostegno del sionismo affermando che gli ebrei, come ogni altra nazione, hanno il diritto ad avere il loro Stato nella loro terra patria e ha criticato con veemenza gli arabi che “non se ne stanno nei loro confini”.

Nell’intervista, postata su internet il 19 settembre in forma di video e sottotitolata in inglese da MEMRI, Mazan afferma: “Sionismo significa che gli ebrei vogliono istituire il loro Stato. E’ loro diritto. Non si è mai sentito che gli antichi ebrei vivessero in Alaska o in Australia. La storia e tutte le religioni riconoscono che gli ebrei vivevano in Palestina”.

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