IC7 – Il commento di Davide Romano
18 luglio 2017

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Il primo comandamento per vincere una guerra è quello di individuare il nemico. Negli ultimi tempi in Italia abbiamo assistito a diversi ma paralleli dibattiti sull’indurimento delle leggi contro fascisti, mafiosi e jihadisti, con scambi delle parti rapidissimi a seconda di chi era nel mirino. Nessuna parte politica ha preso posizioni egualmente dure contro questi tre nemici della democrazia e della vita. Eppure è almeno dal settembre 2001 che dovrebbe essere chiaro a tutti come l’estremismo islamista sia un nemico da combattere. E invece no, abbiamo dovuto aspettare altri 15 anni (di stragi e massacri, anche in Occidente) per iniziare per esempio a vedere espellere numerosi islamisti. Così come abbiamo dovuto aspettare decenni (e l’opera del giudice Falcone in particolare, ma non solo) per individuare una serie di leggi severe per combattere davvero la mafia.

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Il presidente della Commissione d’inchiesta: «I brigatisti volevano riconquistare la loro fiducia»

Il corpo di Moro fu ritrovato nel bagagliaio di una R4 in via Caetani, il 9 maggio del 1978. Era stato rapito il 16 marzo del 1978 in via Fani

Pubblicato il 28/06/2017
La Stampa
FRANCESCA PACI
ROMA

Il giorno dopo l’audizione di Bassam Abu Sharif davanti alla Commissione bicamerale d’inchiesta sulla morte di Aldo Moro, il presidente Giuseppe Fioroni mette in ordine quelle che definisce «importanti novità» per la ricostruzione dell’Italia di quegli anni. Secondo l’ex del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (Fplp) che Fioroni ha ascoltato per ore, nel 1978 i palestinesi diffidavano delle Brigate Rosse, riferivano all’intelligence di Roma qualsiasi informazione ricevessero circa potenziali attentati in Italia nel quadro dell’impegno unilaterale firmato da George Habash, accoglievano nei loro campi numerosi nostri giovani connazionali disposti a curare i malati ma anche a combattere per la loro causa.

Abu Sharif cita un accordo scritto in cui Habash s’impegnava a risparmiare l’Italia. È la conferma del cosiddetto Lodo Moro?

«Abu Sharif ha ammesso che dopo l’attentato di Fiumicino del 1973 le intelligence italiana e palestinese avviarono una serie di contatti sfociati in un documento unilaterale firmato da George Habash a nome del Fplp e consegnato al colonnello Giovannone affinché lo portasse a Roma. In quella lettera, che Abu Sharif inquadra nella politica estera di Moro centrata allora sui Paesi arabi e sul Mediterraneo, c’è l’impegno a impedire attentati in Italia e a considerarci solo un Paese di transito. Se Abu Sharif ne troverà copia negli archivi del Fplp lo avremo presto in mano».

 

A chi rispondeva Giovannone?

«Da un punto di vista tecnico al capo dei servizi italiani, il Sismi. Ma sul piano politico era il referente di Moro per la politica estera in Medioriente». 

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Cari Amici, ho il piacere di inoltrarvi  una informazione tanto bella quanto importante.
C’è anche Israele tra i Paesi che i giovani (anni 18-28) desiderosi di fare un’esperienza di volontariato all’estero potranno scegliere come meta.

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Cari Amici, ho il piacere di inoltrarvi  una informazione tanto bella quanto importante.
C’è anche Israele tra i Paesi che i giovani (anni 18-28) desiderosi di fare un’esperienza di volontariato all’estero potranno scegliere come meta.

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Ritorna a Milano dall’11 al 18 Giugno 2017
la Compagnia israeliana del Teatro ORTO-DA 
invitata dal Milano Off Fil Festival per rappresentare
AVANIM – STONES
Spettacolo che ha ricevuto un largo consenso e riconoscimenti
sia in Israele che a livello internazionale.
Lo spettacolo è presentato in collaborazione con
l’Ambasciata d’Israele in Italia
e dall’Associazione Italia Israele di Milano.
VI ASPETTANO.
 
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