Sotto L'elmetto

 

 

 

 

Cari amici

Fino a oggi solo poche persone hanno prenotato il biglietto per la proiezione del film Israeliano Sotto L’elmetto, e siamo solo una settimana dalla proiezione! Vi ricordo che il film e la traduzione in Italiano sono stati offerti dal movimento sionista Over The Rainbow alla comunità, e che il risultato dovrà servire al movimento per valutare l’offerta di altri eventi da portarci gratuitamente. Il film è molto bello e può contribuire in modo significativo alla comprensione della società Israeliana e degli eventi che plasmano i suoi cittadini, senza parlare della sua importanza per tutti quelli che pensano di fare il servizio militare in Israele e le loro famiglie. Alla proiezione sarà presente anche il presidente mondiale di Over The Rainbow Tziki Tzvi Avisar che arriverà apposta da Israele per la proiezione. I soldi dei biglietti andranno ai servizi sociali della comunità e ai movimenti giovanili (Hashomer Hatzair e Bnei Akiva). Vi prego di fare uno sforzo speciale per non farci fare una bruta figura e vanificare la possibilità di portare altri interessantissimi eventi in futuro.

Per acquistare biglietti per il film Israeliano Sotto L’elmetto contattare:

Daniela Diveroli: daniela.diveroli@com-ebraicamilano.it
Cassa della Comunità: Serena Petruzzelli serena.petruzzelli@com-ebraicamilano.it
Dal lunedì al giovedì dalle 8.30 alle 16.30
Venerdì dalle 8 alle 13
Tel 02483110267 solo pomeriggio

Vi ringrazio per la collaborazione

Eyal Mizrahi

 

Cari Amici di Israele,

E’ passato il 2014 con tutti i cambiamenti che ci ha portato. Fra l’Islam radicale che dilaga e antisemitismo/antisionismo in costante aumento non direi che è stato un anno da ricordare. Stiamo ora penetrando nel 2015 pieni di nuove energie e speranze per un anno migliore.

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Cari Amici

Vi mando il link per l’iscrizione “On Line” alla Federazione Sionistica Italiana (tramite il movimento Over The Rainbow) http://overtherainbow.org/italy/.

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di Ariel Shimona Edith Besozzi
2 Mar 2015

Ester viene fatto derivare dalla parola ebraica hastèr, che significa nascondere. Quando divenne regina essa nascose le proprie origini. Oggi ci viene spesso detto che per vivere in diaspora è meglio nascondere la propria identità ebraica. Ci viene consigliato dai capi delle nazioni nelle quali viviamo e siamo nati e spesso noi stessi cerchiamo di trovare soluzioni che in una certa misura “attutiscano” l’immediatezza della percezione da parte degli altri del nostro essere ebree ed ebrei. Ce lo dicono, ce lo ripetono e cercano di dimostracelo a tutti i costi, e noi stessi sappiamo che camminare per le vie di Parigi, di Copenaghen, ma anche di Milano e Roma con la kippà e con gli tzitzìt suscita reazioni aggressive, che possono anche tradursi in violenza fisica, in omicidio. A questo, si aggiunge da sempre la necessità di presidiare con la sicurezza i luoghi ebraici (sinagoghe, scuole… ora forse anche negozi kosher), ci viene detto che una volta usciti dobbiamo “disperderci in fretta”, mescolarci agli altri, divenire invisibili. Ci viene detto che questo è per proteggerci, che, in qualche modo, meno siamo identificabili, meglio è. A parte l’assurdo di questa richiesta che denuncia l’incapacità da parte di questi stati di rendere la nostra vita serena come quella degli altri, ciò che mi colpisce è il fatto che ci si debba nascondere per lo più attraverso una spoliazione.

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tichel

Ester viene fatto derivare dalla parola ebraica hastèr, che significa nascondere. Quando divenne regina essa nascose le proprie origini. Oggi ci viene spesso detto che per vivere in diaspora è meglio nascondere la propria identità ebraica. Ci viene consigliato dai capi delle nazioni nelle quali viviamo e siamo nati e spesso noi stessi cerchiamo di trovare soluzioni che in una certa misura “attutiscano” l’immediatezza della percezione da parte degli altri del nostro essere ebree ed ebrei. Ce lo dicono, ce lo ripetono e cercano di dimostracelo a tutti i costi, e noi stessi sappiamo che camminare per le vie di Parigi, di Copenaghen, ma anche di Milano e Roma con la kippà e con gli tzitzìt suscita reazioni aggressive, che possono anche tradursi in violenza fisica, in omicidio. 

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Servizio Pubblico, giovedì 26 febbraio, ore 21.10.
Conduttore Michele Santoro, in studio Lia Quartapelle,Pd; il tenente colonnello Gianfranco Paglia, Alessandro Di Battista 5stelle, dagli USA Rula Jebreal.

Un cast d’eccezione dunque, i soliti ospiti ammaestrati che fanno la gioia di Santoro, il povero tenente colonnello che sembrava messo là per essere sbranato se solo apriva bocca, infatti l’ha aperta poco ma quel poco è bastato a smontare le teorie anti-occidentali del Di Battista.
Incomincia la trasmissione che in genere trovo noiosa ma decido di guardarla. ..non si sa mai parlassero di Israele…. argomento sempre attuale e negativo per certa gente, inoltre – penso tra me e me – Santoro e … ahinoi… Alessandro Di Battista potrebbero inscenare chissà quale interessante duetto.

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Cari amici,
Siete tutti calorosamente invitati, piccoli e grandi, a festeggiare
PURIM 2015 – 5775

al Beth Shlomo in corso Lodi 8 C a Milano, MM Porta Romana
Mercoledì 4 Marzo alle 19.00

con lettura della Meghilat Esther e la degustazione degli “Homen Tashen”, i tipici dolci di questa gioiosa festività,
offerte dal Beth Shlomo e ADI, Associazione Amici di Israele.

Vi aspettiamo numerosi, grandi e piccoli in maschera, per chi lo volesse, lieti di condividere con voi momenti gioiosi e ricchi di significato.

L’ingresso e’ libero (eventuali offerte saranno certamente gradite)

Giovedì mattina 5 Marzo tefillà alle 07.00 seguita dalla seconda lettura
della Meghilat Esther alle 07.45.

Un cordiale shalom

IBAN IT67H0335901600100000015275
Banca Prossima
Milano

Schola Beth Shlomo Corso Lodi 8 C 1° Piano
Tel. Nina Schek 3357102569

 

‘Scomparso in Francia lo spirito di asilo’, ed evoca la Germania nazista

Madonna denuncia l’antisemitismo e l’avanzata dei partiti di estrema destra in Francia e in Europa. Intervistata da radio Europe 1, la popstar americana – nota per il suo gusto della provocazione – traccia un parallelo anche con la “Germania nazista”. “La Francia – afferma nell’intervista – fu il Paese che per primo accettò le persone di colore, accogliendo artisti come Joséphine Baker, Charlie Parker, ma anche scrittori, pittori…

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Approvata la mozione del Pd e quella di Ncd: due testi diversi ma che danno l’ok allo Stato palestinese.

Lo Stato Palestinese riconosciuto a metà .Alla fine l’aula di Montecitorio dice sì a entrambe le mozioni una presentata dal Pd e l’altra da Area Popolare e Scelta Civica.

La Camera dei deputati è riuscita ad approvare sia la mozione del Pd sia quella dei centristi di Area popolare più Scelta civica. Due proposte su cui anche il governo si è espresso indistintamente a favore ma che hanno scatenato la reazione della minoranza dem con Stefano Fassina che ha definito “ridicolo” il sì a due documenti in chiara contrapposizione. 300 voti favorevoli e 45 contrari al testo presentato dal Pd per il riconoscimento della Palestina. Approvato, con 237 voti favorevoli e 84 contrari, anche quello stilato da Ncd. Un esito che farà esultare l’ambasciata israeliana a Roma che subito dirama la nota: “Accogliamo positivamente la scelta del parlamento italiano di non riconoscere lo Stato palestinese e di aver preferito sostenere il negoziato diretto fra Israele e i palestinesi, sulla base del principio dei due Stati, come giusta via per conseguire la pace”.

La proposta di Area popolare non prevede il riconoscimento diretto della Palestina ma lo subordina “a promuovere il raggiungimento di un’intesa politica tra il gruppo islamico Hamas e il suo antagonista laico Al-Fatah che, attraverso il riconoscimento dello stato d’Israele e l’abbandono della violenza determini le condizioni per il riconoscimento di uno Stato palestinese”.

La mozione del Pd è invece più esplicita sulla strada del riconoscimento dello Stato palestinese. Il testo presentato dai dem impegna il governo “a continuare a sostenere in ogni sede l’obiettivo della Costituzione di uno Stato palestinese che conviva in pace, sicurezza e prosperità accanto allo stato d’Israele, sulla base del reciproco riconoscimento e con la piena assunzione del reciproco impegno a garantire ai cittadini di vivere in sicurezza al riparo da ogni violenza e da atti di terrorismo“. Intanto arrivano le critiche da parte dell’Olp al governo italiano: “È infelice (’unfortunatè, nel testo in inglese) che la risoluzione non si impegni per l’incondizionato e ufficiale riconoscimento dello Stato di Palestina. Chiediamo al governo italiano di riconoscere lo Stato palestinese senza condizioni”, ha affermato la rappresentante dell’Olp Hanan Ashrawi sul voto di oggi del Parlamento italiano.

 

Noemi Cabitza
By Rights Reporter – feb 24, 2015

Voglio proprio vedere con che coraggio i politicanti italiani e di mezzo mondo riconosceranno la Palestina dopo lo storico verdetto emesso ieri dalla Corte Federale di Manhattan, New York, nel quale si condanna la OLP (Organizzazione per la Liberazione della Palestina) e la ANP (Autorità Nazionale Palestinese) per terrorismo.

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Per la maggioranza corrono Besso e Romano Che ha denunciato i fondamentalisti a Milano

Alberto Giannoni – Dom, 22/02/2015

Si apre una nuova era, per gli ebrei milanesi – e non solo per loro. Sono state depositate le liste che concorreranno alle elezioni per la formazione del nuovo Consiglio della Comunità ebraica cittadina. E fra le novità più rilevanti, saltano agli occhi il rinnovamento delle squadre, la frammentazione, e il «ticket» proposto dalla lista dei vincitori uscenti. Ha deciso di non ricandidarsi il presidente Walker Meghnagi, dimissionario dopo che la «sinistra» interna ha deciso di tirarsi indietro sull’approvazione del bilancio – atto delicatissimo in una fase di crisi finanziaria. La lista «Wellcommunity», dunque, punta tutto su un «ticket». Nella testa di lista, prima degli altri candidati che sono rigorosamente disposti in ordine alfabetico – compare una coppia di candidati. Il primo è Raffaele Besso, assessore uscente a cui viene ascritto il merito di aver scoperto il buco creato nelle casse della comunità da una truffa milionaria – così è stata denunciata. Accanto a Besso, uomo di esperienza, dal profilo tecnico, viene candidato un giovane che ha fatto molto parlare di sé in questi anni a Milano. Si tratta di Davide Romano: 45 anni, già segretario per un biennio dei Giovani ebrei, Romano è soprattutto il fondatore e segretario degli «Amici di Israele», l’associazione che si è resa protagonista di battaglie molto coraggiose e visibili in difesa dello Stato ebraico e contro i fondamentalisti che lo minacciano. Agli Amici di Israele si deve per esempio la riscoperta della Brigata Ebraica, le cui insegne da alcuni anni vengono portate in corteo il 25 aprile, nel giorno che ricorda la Liberazione, evento cui la formazione ebraica dette un decisivo contributo. Negli ultimi anni, a Milano, Romano si è reso protagonista di alcune decisive prese di posizione contro il fanatismo religioso.

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Testata: Informazione Corretta
Data: 16 febbraio 2015
Autore: Ugo Volli

Cartoline da Eurabia, di Ugo Volli

canarino.266A sinistra: un canarino, assicurazione sulla vita dei minatori. Gli ebrei sono i canarini dell’Europa.

Cari amici,
“nelle miniere di carbone in America, i minatori portano spesso con sé un canarino. Lo mettono nel pozzo e quello canta. E se per caso smette di cantare, per i minatori quello è il momento di uscire: l’aria è velenosa”. Così scrive Gore Vidal in epigrafe a una sua raccolta di saggi letterari intitolata per l’appunto “Il canarino e la miniera” (Fazi editore, 2003). Fin qui racconta un dato di fatto ben noto. E’ facile trovare su Internet le fotografie dei poveri animali usati come primitivo sensore chimico. E poi soggiunge: “Per me, noi scrittori siamo i canarini”. Sarebbero gli scrittori ad essere i sensori della vita sociale? Qualche volta è capitato certamente che la libertà degli scrittori o piuttosto la sua mancanza misurasse quella del loro paese. Ma piuttosto a posteriori, quando le dittature erano già consolidate ed emergeva il bisogno di rompere la cortina di conformismo. Quando il pericolo si avvicina, gli scrittori e in genere gli intellettuali tendono spesso a provare un’attrazione incontenibile per i grandi movimenti collettivi e le personalità tiranniche che producono le dittature, anche se poi sono destinati ad esserne repressi. Vi sono stati più scrittori dell’ultimo secolo comunisti, fascisti, islamofili (magari tutt’e tre le cose, una dopo l’altra) che difensori della banale democrazia in cui se ti suonano alla porta alle 6 di mattina è una consegna del lattaio e non la polizia segreta, come usava dire Churchill.

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