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Sabato prossimo 10 dicembre 2016 alle ore 18.30, presso la Sinagoga Maggiore di Milano, in via della Guastalla, avrà luogo la presentazione del volume Lettere di Yonatan Netanyahu, recentemente edito dal prestigioso editore maceratese Liberilibri. A presentare il volume interverranno il fratello Iddo Netanyahu, la scrittrice Antonia Arslan e Rav Alfonso Arbib con l’eccezionale moderazione di Nicola Porro.

L’evento è patrocinato dall’Assessorato alla Cultura della Comunità Ebraica di Milano e da Amici di Israele.

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Carissime/i,

nel tardo pomeriggio di sabato prossimo, 10 dicembre 2016, alle ore 18.30,

presso la Sinagoga Maggiore di Milano, in via della Guastalla,

avrà luogo la presentazione del volume

LETTERE

di Yonatan Netanyahu

(l’eroe di Entebbe ucciso durante una missione,  fratello del premier israeliano)

recentemente edito dal prestigioso editore maceratese Liberilibri.

A presentare il volume interverranno

IDDO NETANYAHU

ANTONIA ARSLAN

RAV ALFONSO ARBIB

MICHELE SILENZI,

con l’eccezionale moderazione di NICOLA PORRO.

Organizzato dall’associazione “Amici di Israele”, 

l’evento è patrocinato dall’Assessorato alla Cultura della Comunità Ebraica di Milano.

Un cordiale Shalom,

Vittorio R. Bendaud

http://www.liberilibri.it/yonathan-netanyahu/243-lettere.html

 

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Mercoledi 30 novembre, dalle 20,30, Beth Shlomo, Corso Lodi 8/C, Milano
Sionismo e difesa di Israele
A partire dal libro di Magdi Allam “Io amo Israele” e dai testi di Oriana Fallaci e dalle sconvolgenti decisioni dell’Unesco così come da molta stampa e satira antisraeliana, una riflessione sul rapporto fra mondo occidentale, Italia e Israele. Cos’è il sionismo, definizione e distinzione fra sionismo laico e religioso, il precetto biblico di vivere in Israele, sull’importanza di difendere Israele non solo nel mondo ebraico ma nell’Occidente e com’è cambiato il sionismo e l’antisionismo in questi anni, fra media, social, nuove tecnologie. Relatori: Vittorio Bendaud, assistente del Presidente dell’Assemblea Rabbinica e docente universitario, Rav Giuseppe Laras, Stefano Magni, giornalista e blogger del blog “L’intraprendente”e redattore presso “L’Opinione” e Andrea Orsini ex Parlamentare alla Camera dei Deputati e grande sostenitore di Israele.

Moderatore: Roberto Zadik, giornalista del Bollettino della Comunità ebraica, scrittore e blogger.

Per info: 328.4584284 Eyal Mizrahi

 

Incendi Israele

Roma. La voce di Shmulik Tal, direttore dell’ufficio comunicazioni del Keren Hayesod, è rotta dall’emozione, mentre i roghi divampano in tutto Israele, raggiungendo Gerusalemme, dove sono stati appiccati da bombe molotov. La casa di Tal a Zichron Yaakov, la località più colpita, è appena andata in fumo. “E’ una situazione spaventosa, niente mi aveva preparato a questo scenario scioccante, che ha colpito anche la mia casa, che è stata appena demolita”, dice Tal al Foglio. “Il paesaggio verde della mia città natale, Zichron Yaakov, si è trasformato in un orrendo fumo nero, con gli scheletri di alberi che sembrano lanciare i loro rami per protestare contro il cielo marrone”. 80 mila israeliani hanno lasciato le loro case, in quello che il premier Benjamin Netanyahu ha definito “terrorismo”. Il portavoce della polizia, Micky Rosenfeld, ha detto che dodici palestinesi sono stati fermati con l’accusa di aver appiccato il fuoco. “Metà degli incendi sono dolosi”, ha confermato il ministro per la Sicurezza, Gilad Erdan, mentre quello per l’Educazione, Naftali Bennett, ha commentato: “Solo chi non appartiene alla nostra terra è capace di bruciarla”.

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Il governo: metà sono dolosi. Fermati alcuni palestinesi

AP
Pubblicato il 24/11/2016
GIORDANO STABILE

Decine di migliaia di persone sono state costrette a lasciare le loro case per gli incendi che da tre giorni devastano in Nord di Israele. La situazione è particolarmente critica attorno alla città di Haifa, nel Nord del Paese. La siccità e i forti venti favoriscono le fiamme ma le forze di sicurezza sospettano che molti focolai siano stati appiccati per dolo e sui social arabi spopolano hashtag che gioiscono per i danni provocati.

 

Aiuti da tutto il mondo

Il governo israeliano ha chiesto aiuto ai Paesi vicini per domare le fiamme. Turchia, Cipro, Grecia, Italia, Croazia stanno inviando una decina di mezzi aerei. Anche la Russia ha promesso di mandare due velivoli anti-incendio. Il premier Benjamin Netanyahu ha parlato con il presidente Vladimir Putin. L’ondata di incendi è la peggiore dal 2010, quando ci furono 42 vittime e anche gli Stati Uniti inviarono mezzi di soccorso.

 

Persone intrappolate

Al momento non ci sono vittime o feriti gravi ma 35 persone sono state soccorse dalle autoambulanze perché intossicate dall’inalazione di fumo. Ma è allarme soprattutto ad Haifa dove alcune persone sarebbero rimaste intrappolate in edifici circondati dal fuoco.

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l periodo di transizione tra l’amministrazione Obama e quella Trump sarà un momento molto pericoloso per Israele, un pericolo che aumenta mano a mano che il Presidente eletto rende nota la sua squadra di governo, non propriamente in linea con quella di Obama soprattutto per quanto riguarda l’Iran.

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